08 aprile 2020
Ladies First

Ladies First puntata #1: Sara Ryan e il progetto PINK LADY

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
24 Febbraio, 2016

Benvenuti a Ladies First per l’episodio 1. Ma cos’è Ladies First? Ladies First è la rubrica de LaCasaDelRap che si dedica all’Hip Hop made in Italy per quanto riguarda il panorama artistico femminile. L’attenzione è rivolta alle discipline del Dj’ing, del Writing, dell’Mc’ing e della Breakdance con una certa attenzione anche allo Style, se ce ne sarà l’occasione! L’intenzione è quella di far emergere il livello dei contributi artistici femminili al movimento, per capire assieme se il divario tra i due generi è davvero così significativo, dando il giusto spazio anche alle donne, troppo spesso poco considerate.

L’ospite di questo appuntamento è Sara Ryan all’anagrafe Sara Frattari, ragazza di Roma, classe 1992. Coltiva fin da ragazzina la sua passione per il ballo, fino ad approdare alla musica attorno al 2009, iniziando a prendere lezioni di canto e ad accrescere la sua formazione canora grazie al contributo del Maestro Alfredo Totti che le fa da coach tutt’oggi. Durante il suo percorso canoro approccia in modo naturale alla tecnica vocale del “twang” particolarmente adatta alla propria fisionomia conferendo al proprio suono chiarezza, potenza e squillo, con un timbro che risulta un po’ metallico e pungente. Nel suo bagaglio può permettersi di scrivere e comporre musica rock/pop in lingua inglese. Le sue caratteristiche vocali la rendono particolarmente portata verso il genere “Black” (blues & soul) nonostante una predilezione per i generi Alternative. Esempio di tutto questo è il suo primo mixtape, “Angry Broken Bitch” pubblicato nel 2014 e di cui vi proponiamo un video estratto, “Domino”, intro del mixtape.

In questo periodo conosce prima Lil’Flame, MC romano che la introduce nella scena Hip Hop capitolina e successivamente il noto producer 3D, iniziando a frequentare sempre più spesso il Bunker Studio. Proprio in questa situazione Sara decide di lavorare al suo nuovo lavoro musicale. Il risultato è “Pink Lady”, album che si compone di 11 tracce, pubblicato lo scorso 13 gennaio in free download su www.bunkerstudio.net. Tra i produttori con cui si è confrontata Sara Ryan nella realizzazione di “Pink Lady”, ci sono Dr Testo (Ai Town), Chabani (Influenze Negative) e A.Totti. L’intero disco è stato registrato, mixato e masterizzato da 3D, mentre le grafiche sono a cura di Nicolò Mancuso, meglio conosciuto con l’alias di Dj Pitch8.
Ad oggi Sara sta promuovendo il suo disco attraverso una serie di vlog, dal titolo “Pink Diaries”, che permettono all’ascoltatore di entrare nel dietro le quinte della lavorazione di “Pink Lady” e di conoscerla meglio. Vi segnaliamo inoltre che dal 19 febbraio è scattata la campagna di crowdfounding sostenuta da Musicraiser per la promozione di “Pink Lady”. In questi 60 giorni è possibile acquistare in preorder la copia fisica, ricevere gadget, assicurarvi anteprime esclusive sul suo sito ufficiale (presto online) e organizzare un live con Sara e il suo DJ direttamente a casa vostra. Appena raggiunto il budget, partiranno le spedizioni del disco e del merchadising ideato da LunaStorta.

Domande d’apertura:
Prima di focalizzarci sul tuo disco, vogliamo sapere da te, chi è Sara Ryan? Qual è il tuo background personale ed artistico, e cosa ha fatto scattare questa tua passione per la musica e il genere Urban?
La musica ce l’ho proprio nel sangue da sempre, sicuramente a trasmettermi questa passione è stata mia madre che apprezza quasi ogni genere musicale. Io invece sono diventata più selettiva negli anni e ho sempre preferito i sound internazionali, in particolar modo la musica Black in tutte le sue sfaccettature. Nel 2009, quando ho iniziato a studiare col mio vocal coach attuale e a sperimentare da cantante/autrice su quei generi, ho capito che sarebbe stato difficile raggiungere dei buoni risultati ma che quella sarebbe stata la mia strada. Con quel groove, quelle imperfezioni mai casuali, se hai l’attitudine giusta ti dimentichi pure di avere la pelle bianca. Mi sono avvicinata ad uno stile più Urban quando ho iniziato a scrivere sulle strumentali americane. È stato abbastanza automatico come passaggio, non ho pensato “da oggi rappo”, ho semplicemente seguito la mia attitudine e cercato lo stile che meglio si adattasse ai nuovi testi. Per altro scrivo da relativamente poco in italiano, saranno al massimo tre anni. Nel 2014, verso febbraio, ho inviato una mail a MixerT e poche settimane dopo ero al Bunkerino a registrare. Gli ho detto: “Senti non so cosa io voglia fare di preciso ma ho una serie di idee, vediamo che ne viene fuori”. Poi ho conosciuto Dj Pitch8 che ha curato le grafiche sia del primo mixtape che di “Pink Lady” ed è un po’ il mio punto di riferimento in questo ambiente, abbiamo suonato insieme, mi ha dato molti consigli per l’album e confrontarmi con lui mi aiuta a tenere lo sguardo fisso sull’obiettivo, mi ha insegnato ad evitare rallentamenti inutili.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Come si riesce oggi a fare la differenza nella tua disciplina, sempre più contaminata da diverse influenze stilistiche?
Sinceramente non sento troppo il peso del paragone con i miei colleghi, il mio scopo non è mai stato essere “alla pari” o meglio degli uomini né la migliore tra le donne, ho sempre puntato sulla mia unicità come artista. Sicuramente ci vuole tempo, devi trovare i tuoi punti di forza, lavorarci, sperimentare e farli emergere. “Pink Lady” è un prodotto che mi rispecchia al 100% in questo, c’è la mia storia, ho sperimentato con nuovi suoni e usato di più la voce ma, soprattutto, ci ho lavorato con chi, come e dove ho voluto, seguendo solo i consigli delle persone di cui mi fido. Questo, secondo me, fa già la differenza.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e quali obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Sono molto, molto, ambiziosa. Soprattutto per quanto riguarda l’aspetto live del mio lavoro. Punto in alto, anche con le collaborazioni e so che darò il massimo per realizzarle senza bruciare le tappe, un passo al volta, perché ammetto che il 2015 qualche sorpresa l’ha portata e alcuni degli obiettivi che mi ero prefissata li ho raggiunti, altri li vedo avvicinarsi.

Approfondimento:
Partiamo dall’aspetto grafico e dal titolo del disco. Senza disperdere energie sulle convenzioni, qual è il significato che vuoi trasmettere attraverso questa gradazione cromatica? C’è un’affinità con i contenuti musicali? Ascoltando “Replay” non mi verrebbe in mente il rosa per descriverti.
Ho scelto il titolo dell’album e i colori dell’artwork nel periodo in cui ho avuto le treccine rosa. Può sembrare banale ma non lo è, nel senso che per sei mesi mi sono sentita osservata ovunque da chiunque e ho assistito a scene di gente che ha rischiato di rompersi una gamba sulle scale mobili per guardarmi i capelli (non sto scherzando). Partendo dal presupposto che credo si tratti di uno stupore tutto all’italiana, ho capito presto che se un colore pastello attira tanto l’attenzione delle persone, forse l’aspetto è veramente ciò che spinge a volerne sapere di più su chi si ha davanti e ho imparato ad accettarlo. Ho fatto col disco quello che non mi riesce quasi mai nella vita: usare l’apparenza per attirare la curiosità di chi, ascoltandolo, potrà conoscere un po’ di più Sara come persona oltre che personaggio.

Fin dai primi ascolti al disco si sente una certa sperimentazione tra i generi, soprattutto negli intenti di fusione tra una linea melodica cantata, intramezzata da strofe più rappate. Ti ritieni soddisfatta dei risultati raggiunti?
Per quanto riguarda questo disco, penso di aver raggiunto esattamente l’obiettivo che mi ero prefissata. 3D mi ha aiutato molto nella ricerca di suoni nuovi, non sono mai stata un’amante di vocalizzi e contro canti, da quando sto al Bunker invece mi diverte molto sperimentare, ho cercato anche di definirmi meglio come autrice. Ovviamente si punta sempre alla crescita, ho ancora tanto da imparare.

Tra i pezzi che ritengo più riusciti sotto l’aspetto del rap c’è senza dubbio “Comunque”. Beat molto pulito, ritornello coinvolgente e flow bello cadenzato per le strofe. Ti va di raccontarci qualche particolare sulla sua realizzazione durante il processo creativo?
“Comunque” è una piccola vendetta, una risposta a tutte quelle persone che hanno cercato in qualche modo di buttarmi giù, di farmi rinunciare ai sogni, di portarmi nella propria dimensione e costringermi in qualcosa che non mi appartiene solo perché il “diverso” spaventa. Diverso in questo paese è qualunque cosa poi, da ragazzina mi hanno dato tanto della sfigata quanto ora mi danno dell’arrivista. “Comunque” è la mia attitudine di oggi: sono flessibile entro un certo limite, superato il quale ti escludo da tutto ciò che mi riguarda. Ho avuto delle aspettative, se sono rimasta delusa però non ho mai fatto scenate, ho messo tutto in musica. È come un promemoria: i cerchi non si chiudono a caso, riaprirli non ha senso.

Hai annunciato che “Dillo alla luna” sarà il primo video estratto. Lo ritieni un pezzo significativo per la struttura dell’album? E qual è il tuo rapporto con la tua città, Roma?
Sono nata e cresciuta a Roma ma non sempre la riconosco come “casa”, identifico più alcune persone con le mie radici rispetto alla mia città ma è qui che devo stare per adesso quindi cerco di dargli sempre un senso, anche quando mi sento costretta.
Per quanto riguarda “Dillo alla Luna” è un po’ il riassunto dell’album, ci sono richiami ad ognuno degli altri pezzi. L’ho scelta come singolo però soprattutto per il valore che ha per me, per il periodo in cui l’ho scritta e alcuni momenti degli ultimi due anni che ho “nascosto” nel testo. Per altro, è stato proprio quando ho registrato il provino di questo pezzo che 3D mi ha suggerito di pensare ad un album vero e proprio, io all’inizio avevo in mente un mixtape.

Il disco si chiude con due tracce unplugged realizzate con il contributo del tuo vocal coach Alfredo Totti. In merito a questo, quali sono state le differenze di approccio tra i due pezzi citati e i restanti?
Prima di tutto è stato bello ma molto strano veder lavorare insieme Alfredo e 3D. Hanno due background così diversi e sono così agli antipodi che non ero per niente sicura potessero trovarsi bene. Invece ha assolutamente funzionato. “Basta mezz’ora” era una strofa di 32 barre scritta in freestyle, ho deciso di fare delle aggiunte, tra cui il ritornello, quando l’ho ritrovata nei meandri del pc. Non mi andava restasse inutilizzata perché ha a che vedere con una chiusura per me necessaria. Lo scopo di questo disco forse è proprio non lasciare conti in sospeso da saldare in futuro. “Stelle cadenti” è una dedica a una delle mie nonne che purtroppo non ho conosciuto ma alla quale, da quanto mi hanno sempre raccontato, somiglio molto e sin da bambina la sento vicina come fosse viva. Sono due brani intimi, la formula unplugged secondo me li valorizza al meglio.

Per chiudere questo approfondimento sul disco vorrei farti parlare dei “Pink Diaries”. Perché promuovere il disco con questa modalità? Ritieni sia un disco che va spiegato oppure è stato un percorso che ti fa piacere condividere?
Entrambe le cose, ma soprattutto volevo fare qualcosa di diverso che potesse incuriosire la gente e magari farla divertire. Ci sono talmente tanti emergenti che un modo per distinguerti devi trovarlo: io ho sfruttato il mio sarcasmo per creare “Miss Blue”, il mio alterego hater e ho cercato di raccontare il più possibile cosa ci fosse dietro i pezzi, poi ho coinvolto la maggior parte delle persone che hanno dato un contributo alla nascita di “Pink Lady” per rendere il tutto più dinamico. Mi piace l’idea di portare chi ascolta il mio album  nel “backstage”.

Grazie Sara per la tua disponibilità e il tempo che ci hai concesso, con l’augurio che tu possa realizzare i tuoi obiettivi. Il disco “Pink Lady” è fuori, ed è in corso la campagna di crowdfounding su Musicraiser. Lasciaci i tuoi contatti social per restare aggiornati sui tuoi prossimi passi. Alla prossima!
Instagram e Twitter: @kingryan_na
Youtube: https://www.youtube.com/user/SaraRyanMusic
Facebook: https://www.facebook.com/Sara-Ryan-138722929523085/?fref=nf
Qui trovate invece tutti i dettagli sulla mia campagna di crowdfounding su Musicraiser, ci sono molte “ricompense” in palio per chi supporta il disco!
Grazie a voi per lo spazio! A presto!

Vi lasciamo con Cover & Tracklist di “Pink Lady”.

Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Jammai e LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.