02 aprile 2020
Ladies First

Ladies First puntata #4: CRLN è fuori con il suo EP omonimo

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
19 Maggio, 2016

Benvenuti a Ladies First per l’episodio 4. Oggi usciamo dai canoni strettamente Hip Hop, ma come si dice, “la mela, non cade mai troppo lontana dall’albero”. Alla nostra ospite di oggi, piace presentarsi in modo telegrafico così: “Si scrive CRLN, si legge Caroline”.
Noi partendo da questo accorgimento sulla pronuncia dell’alias, vorremmo approfondire cosa c’è dietro a CRLN artista e donna. In effetti non la conosciamo molto, rispetto ad altre sue colleghe ospitate in passato nelle righe di questa rubrica, ma possiamo iniziare a piccoli passi. Carolina Guidi è una giovane cantautrice, classe 1993, originaria di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, un’artista dal sound internazionale in un mix tra indie-pop, soul, elettronica ed un pizzico di stile urban per dare vivacità all’impasto.
“Caroline” è anche il titolo del suo primo EP, in uscita questo venerdì 20 maggio 2016 su tutte le principali piattaforme digitali e in tutti i negozi di dischi, per l’etichetta indipendente Macro Beats. Il progetto infatti è prodotto interamente da Macro Marco con il supporto del producer Gheesa, dei polistrumentisti Ulisse Minati e Mirko Onofrio (Brunori Sas) e del bassista Roberto Dragonetti (Forze del Bene), con una partecipazione elettronica rappresentata dal giovane veneziano Yakamoto Kotzuga nella traccia “Un viaggio senza fine”.
All’interno dell’EP, i cinque brani si snodano tra sonorità raffinate e moderne, passaggi ipnotici e atmosfere ricercate su cui la voce elegante e a tratti fragile di CRLN racconta la quotidianità di una ragazza che, chiusa tra le mura della sua stanza, riflette su ritorni, abbandoni, delusioni e rivincite. Un debutto importante che cerca di scardinare i tradizionali canoni del pop italiano pur rimanendo fedele ad una certa tradizione melodica, con uno stile assolutamente personale e una naturalezza disarmante per un esordiente.
Macro Beats si conferma ancora una volta una delle più importanti etichette indipendenti italiane, un marchio di assoluta garanzia, con a monte quel “quality control” che spesso sembra mancare nel mercato musicale usa e getta del nuovo millennio. A quasi dieci anni dalla sua prima pubblicazione Macro Beats apre il suo immaginario a nuovi mondi e a nuovi artisti che sicuramente si faranno apprezzare nell’imminente futuro.


Tutte le foto inserite nell’articolo sono state scattate da Ciro Galluccio.

Facciamoci raccontare direttamente dall’interessata, chi è e quali obiettivi ha. Ovviamente proviamo a farlo attraverso le nostre domande d’apertura.

Prima di arrivare al tuo EP d’esordio, fuori per Macro Beats, raccontaci chi sei. Per un certo target di pubblico potresti essere davvero una novità assoluta. Partendo dal tuo background personale ed artistico, come si può raccontare CRLN?
Sono una ragazza come tante altre, cresciuta a San Benedetto del Tronto con la passione per la musica. A 12 anni presi la chitarra classica che mio fratello aveva abbandonato a casa e iniziai a suonarla e a scrivere canzoncine. A 14 anni avevo il mio primo gruppo di amici con cui suonare e aprii un canale youtube dove caricavo cover mie. A 16 anni avevo un altro gruppo con cui ho gareggiato a dei piccoli concorsi. Poi ha iniziato a prendere piede tantissimo il rap dalle mie parti, se c’era qualche featuring da fare io c’ero perché tutti sapevano che mi piaceva cantare. Un giorno ho detto “basta”. Stavo solamente perdendo la mia identità aggrappandomi a quelle altrui. Così ho ricacciato la chitarra, mi sono fatta regalare un ukulele e ho riiniziato a suonare. Mentre cercavo me stessa è nata CRLN. Però per capirmi davvero bisogna ascoltare l’EP.

La nascita di questa rubrica vuole far emergere la personalità artistica delle donne all’interno dell’immaginario urban italiano. Tu riesci in qualche modo a ritrovarti in questo contesto, composto ancora in prevalenza da colleghi uomini, oppure ti collochi diversamente nel panorama musicale attuale?
Il fatto che questo contesto sia composto in prevalenza da uomini non mi pesa minimamente. Sono sempre andata d’accordo più con gli uomini che con le donne, quindi per me già è un ambiente piacevole. Artisticamente non mi colloco nel panorama musicale italiano perchè amo la musica a 360° e non mi riconosco necessariamente in qualcosa di specifico. Sono in continua fase di sperimentazione. È vero che Macro Beats appartiene e proviene dal mondo hip hop ma si sta aprendo a nuovi generi. Io ci sono entrata anche perché ascoltavo tanto gli artisti che ne fanno parte (Ghemon, Mecna, Kiave, Hyst), ma so anche di essere diversa da loro, come lo è per esempio Killacat a modo suo. So che il mio background artistico parte da tutt’altro sebbene con il tempo abbia acquisito parecchie influenze “urban”.Comunque in Macro Beats tutti fanno percorsi diversi, ma c’è sempre una fortissima stima reciproca.

Quali sono le tue aspettative professionali, oltre alla passione, che alimentano la tua voglia di fare musica?
Non ho delle vere e proprie aspettative al momento. Mi sono catapultata in un mondo tutto nuovo che mi dà ogni giorno la possibilità di farmi conoscere e penso che questa sia una grande opportunità. Intanto voglio vivermela tranquillamente, giorno dopo giorno, senza farmi troppi progetti. La musica è una cosa così semplice che alla fine è bello viversela senza troppe aspettative. Secondo me quando pensi troppo a dove vuoi arrivare poi perdi di vista la strada che stai prendendo. Non è detto poi che non raggiungi la meta, il problema è come la raggiungi.

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Concentriamoci adesso sull’approfondimento dedicato al tuo EP.

L’EP è una sorpresa per tutti e siamo impazienti di saperne di più riguardo la sua ideazione e gestazione, in particolare qualcosa che può averti particolarmente ispirato e che poi si è tradotto nella realizzazione finale. Per farla breve, che cosa c’è dietro?
Durante la produzione di questo EP ho ascoltato tanta musica. Quando ascolto altri artisti che mi piacciono in verità non mi ispiro, semplicemente li uso per organizzarmi dentro di me. È più una preparazione interiore e psicologica. Se dentro mi sento un po’ vuota non riesco a scrivere, quindi mi riempio di musica e di emozioni. Dietro a questo EP c’è semplicemente il talento di più persone che hanno anche avuto la capacità di essere versatili e di “armonizzarsi” l’uno con l’altro. L’idea che avevamo io e Macro Marco era quella di fare musica con la naturalezza di chi ama fare musica, senza troppe sovrastrutture, infatti l’EP è venuto fuori con una semplicità unica.

Il tuo nome salta all’occhio nelle collaborazioni con personaggi dell’ambiente Hip Hop, in particolare la tua presenza nell’ultimo disco di Kiave, “StereoTelling”, per il brano “Rum e Sigarette”. Come sei entrata in contatto con Kiave ed in generale con la realtà “urban” della Macro Beats, Macro Marco ed altri artisti dell’etichetta presenti ora nell’EP? Come ti senti ad essere parte di questa famiglia?
Se sono entrata in questa “big family” è solamente grazie a Macro Marco che mi ha dato modo di vedere il mondo, ma anche la musica, da un altro punto di vista. La prima volta che sono entrata nello studio Macro Beats è stato quando ho registrato “Rum e Sigarette” con Kiave. Inutile dire che ero agitatissima. Poi però capisci che sono persone come te che si comportano anche in modo affettuoso e allora lasci a casa tutte le ansie e capisci che è davvero come stare in famiglia.

Con Macro Marco alle produzioni, avete lavorato per ottenere ad hoc un tipo di sonorità specifica o ti sei lasciata sorprendere dalla sua creatività, insieme a quella di Gheesa e Yakamoto, e poi hai adattato la voce? Tutti loro sono già attivi con altri lavori nel panorama musicale hip hop…cosa è cambiato stilisticamente lavorando per il tuo EP?
La verità è che mi ha sorpreso. Nel senso che io e Macro Marco ci eravamo scambiati dei pareri musicali in generale, avevamo avuto un bel periodo di confronto per inquadrarci un po’ l’un l’altro e capire anche solo un minimo dove arrivare, ma non avevo idea davvero di ciò che potesse uscirne fuori. La prima traccia che ho ascoltato è stata “Via da Noi”, non era la versione definitiva, ma già andamento e sonorità per me erano vincenti. Comunque penso che anche per loro sia stato stimolante lavorare ad un progetto che non fosse legato all’hip hop. Diciamo che si sono messi alla prova e a mio avviso, ne sono usciti tutti fuori alla grande.

Curiosità. Nella cover dell’EP ti si vede con un Barbagianni. Senza inoltrarci nella simbologia che si rifà, dall’Antico Egitto alla massoneria, all’iconografia che connota rispettivamente due volatili rapaci distinti come Gufo e Civetta, perché ti sei accostata al Barbagianni, considerato notoriamente come “spirito maligno”, portatore di sfortuna e malessere? Hai ricercato questa relazione tra il mood generale dell’EP e questo simbolismo? Personalmente, qualcosa di piuttosto tetro, io (Jammai) l’ho percepito chiaramente ascoltando le tracce con attenzione.
Dirò la verità. La scelta del Barbagianni è stata secondaria. L’idea iniziale era quella di scegliere un gatto (amo i gatti, ne ho tre) per la copertina. Con i tempi un po’ ristretti abbiamo avuto dei problemi nella ricerca, così Ciro Galluccio, il fotografo che ha scattato e ha costruito con me la mood board per la creazione della foto copertina, mi ha detto che aveva la possibilità di portare un Barbagianni nello studio fotografico. Io ovviamente me ne sono fregata della simbologia e gli ho detto “ok”.
Non avevo mai visto dal vivo un barbagianni e da quell’esperienza ho capito che è un animale fantastico. Nei modi assomigliava ai miei gatti, anzi era molto più affettuoso. Si guardava intorno curioso perché non conosceva quel posto, chiedeva coccole sulla fronte, si impauriva quando spostavamo dei mobili, cercava preoccupato il suo padrone quando non lo vedeva per troppo tempo. Ero a conoscenza dei pregiudizi popolari, però a questo punto colgo l’occasione per tentare di sfatare tutto ciò che si dice di brutto su questo animale. Potevamo scegliere altre foto senza di lui tra quelle che avevamo scattato, ma ho voluto proprio questa con il Barbagianni perché ho capito che è un animale che mi assomiglia molto. Curioso, riflessivo, timoroso e affettuoso. Io credo che anche solo queste quattro caratteristiche bastino per schiodarlo da credenze ottocentesche.

Sei stata ospite già in qualche live con Kiave. Vuoi raccontarci di quest’esperienza? Hai in mente di organizzare dei live a breve?
Ho avuto il piacere di accompagnare nei live Kiave due volte. A Roma e a Milano. Non salivo su un palco vero da anni quindi per me è stato abbastanza emozionante. Il confronto con il pubblico era qualcosa che un po’ mi preoccupava. Penso spesso a come gli altri mi potrebbero considerare, o quello che penserei io se fossi lì sotto, quindi quando salgo mi prendo sempre qualche secondo di riflessione, dove mi faccio forza, mi guardo intorno e mi prometto di non pensare a nulla. Diciamo che sposto le paranoie a dopo il live. La cosa bella è che guardando le persone sotto il palco, in entrambi i casi, ho visto solo sorrisi incoraggianti che mi hanno rincuorato e dato forza.

Sappiamo che sei tornata da poco da Parigi dove sei stata presso i Red Bull Studios insieme a Macro Marco, Kiave e Gheesa. Vuoi/puoi raccontarci cosa avete combinato in questo viaggio?
Parigi è stata una bella esperienza. Qualche giorno prima di partire mi aveva scritto Macro se avevo da fare in quei due giorni, e io come sempre avevo dato la mia totale disponibilità. Al mio “Perché?” la risposta è stata “Andiamo a Parigi, ai Red Bull Studios a scrivere un pezzo”. E così eccoci tutti e quattro negli studi a scrivere e registrare tra una sigaretta e una Red Bull rigenerante. Dopo l’EP sentirete quello che abbiamo creato e spero piacerà.

Questa domenica, 22 maggio, a Milano ci sarà il BOOST 016 che vedrà come ospite insieme ad altre realtà indipendenti, anche Macro Beats Records. Cosa farete durante questa giornata? Ci sarai anche tu… e ci vedremo lì?
Il BOOST 016 sarà una bella occasione per confrontarsi tra tutte le più importanti realtà urban in Italia, penso che sarà una giornata divertente e allo stesso tempo utile per cogliere alcuni spunti importanti sul mondo in cui mi sono immersa.

Ringraziamo CRLN per la disponibilità e il tempo che ci ha concesso. Il suo nuovo EP “Caroline” è disponibile dal 20 maggio 2016 su tutte le maggiori piattaforme digitali e in copia fisica su MusicFirst,oltre che in tutti i negozi di dischi in un esclusivo formato digipack, distribuito da A1 Entertainment. Ricordaci i tuoi contatti social per restare aggiornati sui tuoi prossimi passi.
Alla prossima!
Vi ringrazio per la bella intervista e vi ricordo che il disco si può acquistare già su iTunes e i pre-order della copia fisica su MusicFirst.
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Noi vi salutiamo proponendovi Cover & Tracklist di “Caroline”, segnalandovi allo stesso tempo i tre speciali showcase gratuiti di presentazione dell’EP a Milano e Roma:
17 Giugno – SANTERIA, via Paladini 8, Milano
18 Giugno – MONK, via Giuseppe Mirri 35, Roma
19 Giugno – SUEDE STORE, via dei Serpenti 127, Roma (Acoustic Set)

Tracklist
01. Via da noi
02. Parlami di te
03. Distanze
04. Un viaggio senza fine
05. Berlino Est

Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Carlo Jammai e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.