12 novembre 2019
Ladies First

Ladies First #23: Luana è “Mama With Attitude”

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Giugno 22, 2017

Eccoci all’appuntamento di Giugno! Per il “Mese del Sole”, il primo dell’estate nell’emisfero da cui vi scriviamo, abbiamo preso contatti con Luana Corino. Il nome anagrafico potrebbe non suonarvi subito noto, ma se lo accostiamo all’alias di LaMiss, il riscontro sarà un altisonante: “Ah, sì!”.

Classe ‘84 e originaria di Treviso,  fin da giovanissima, Luana si innamora perdutamente della musica black, sono gli anni in cui sua madre inizia a farle ascoltare i dischi di Diana Ross, Michael Jackson, Stevie Wonder, The Commodores, Marvin Gaye e tantissimi altri artisti. Verso i 15 anni d’età Luana si appassiona alla cultura Hip Hop. È all’incirca il 1999, l’anno in cui in Italia Neffa, Dj Gruff, Kaos, gli OTR e Fritz da Cat segnano un epoca. Sono i primi anni 2000, periodo delle prime Jam e dei primi baggy per Luana, la quale inizia il suo percorso artistico con lo pseudonimo di LaMiss, in un mondo che per lei è ancora tutto da scoprire.

Dopo svariati featuring, nel 2009 arriva il primo album ufficiale, “Il profumo della pioggia”. Il progetto contiene le collaborazioni di Tormento, Amir e Dj Double S consacrandola come una delle poche esponenti italiane del mondo R&B e Nu Soul. Il 2011 è l’anno del suo secondo album, uscito per Trumen Records/The Saifam Group, dal titolo “Follia amatoriale”. Diversi i videoclip estratti da questo lavoro, di cui i più noti restano “Così” e “Cosa ti prende” con la collaborazione di Baby K.
La fine del rapporto lavorativo con Trumen Records, nel 2013, segna parallelamente per lei l’abbandono dello pseudonimo LaMiss. Luana prosegue il suo percorso artistico pubblicando, solo un anno dopo, “L’appartamento”, primo singolo firmato con il nome di battesimo e prodotto da Big Fish, Marco Zangirolami e Aquadrop per Doner Music.

L’arrivo della figlia Asia apre una parentesi nell’attività musicale di Luana, ma già con il 2016 arriva l’anno dell’effettivo ritorno con la pubblicazione di due singoli: “MTCPM” e “Scripta manent”, oltre al remix del brano “Lampioni” del rapper padovano Giovane Feddini e prodotto da Pitto Stail. Proprio con questo remix, Luana ha deciso di chiudere il suo nuovo EP “M.W.A. Vol.1”, acronimo di Mama With Attitude, pubblicato in free download sul sito www.luanacorino.it lo scorso 8 giugno. Il titolo del progetto richiama il programma settimanale che Luana conduce su Radio Hinterland FM 94.6 dal mese di gennaio 2017, come fa ormai dal lontano 2009, e dove porta alla luce il meglio della musica urban. Dall’EP “M.W.A. Vol.1” sono già su YouTube i video dei singoli “Lucille”, con Romina Falconi, è il più recente “Queen B”, l’inno agli anni ’90 di Luana. Entrambi i video, di cui la regia è stata affidata a Luca Tartaglia, li potete vedere continuando a leggere questa intervista.





Ladies First inizia sempre con le domande d’apertura. Tu hai un bagaglio d’esperienza davvero importante. Partendo da questo, raccontaci di te, del tuo background personale ed artistico.

Cavoli, bella domanda! Da dove comincio?! 🙂
Ho iniziato davvero prestissimo, negli anni tra in ‘98 e il 2000. Avevo si e no 14 anni quando ho cominciato a scrivere. Mi sono avvicinata prima al rap poi successivamente all’R’n’b contemporaneo, anche se la musica black più in generale l’ho sempre ascoltata fin da bambina.
Treviso, la mia città, non offriva grandi opportunità, le crew erano pochissime e a numero chiuso, soprattutto se eri una ragazzina alle prime armi.
La vera svolta è arrivata quando ho conosciuto Irko ad una jam, amico storico, producer e audio engineer che attualmente lavora a Los Angeles, con il quale ho lavorato ai miei primi due dischi. Credo fosse il 2003. Quando ci siamo conosciuti aveva appena allestito uno studio nel garage di casa sua. È lì che ho registrato il mio primo ep “Lulu” su beat americani (proprio come “M.W.A. Vol.1”).
In quell’ep principalmente rappavo, ma canticchiavo anche i ritornelli. Grazie a quell’ep ho iniziato a fare i primi live da sola e a farmi conoscere nella mia zona. Negli anni successivi ho studiato canto, sono arrivati i primi feat. cantati e ho abbandonato definitivamente il rap per abbracciare l’R’n’b a tutti gli effetti.
Nel 2007 ho iniziato insieme ad Irko a lavorare al primo disco “Il profumo della pioggia” uscito poi nel 2009. Il resto lo conoscete 🙂

Grazie a questo spazio, la nostra redazione sta provando a capire cosa ne pensano le dirette interessate, in merito al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop. Le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Qual è il tuo pensiero a tal proposito?

Non è un fenomeno che mi ha colpita personalmente proprio perché il mio genere viene considerato più “crossover”. Spesso uso delle metriche serrate quando scrivo, ma principalmente canto e già solo il fatto di utilizzare melodie e armonie mi permette di evadere dall’area di competenza Hip Hop. Potrei essere a rischio discriminazioni dai fruitori del “bel canto”, ma poi mi gioco la carta liricismi e anche lì esco dall’area di competenza 🙂
Cerco di mantenere il mio equilibrio in campo neutro 🙂
Se posso permettermi però di dare una mia opinione sulla questione, credo comunque che le cose stiano cambiando, a partire dalle rapper stesse, che non sentono più la necessità di emulare l’attitudine maschile, di rappare e affrontare tematiche da uomo ma anzi, la donna sta riscoprendo la sua identità, il suo grande valore e i sui punti di forza. Stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione sessuale e anche la musica ne trae i suoi benefici. È giusto che le rapper e chiunque faccia parte di un ambiente tendenzialmente maschilista, consideri il proprio essere donna come un punto di forza e non motivo di discriminazione.

Rispetto alle prospettive di quando hai mosso i primi passi nell’ambiente musicale, ad oggi, quali sono i tuoi obiettivi, tra passione e professione?

Se mi guardo indietro e penso al contesto da cui provengo sento di aver fatto molta più strada di quella che una ragazzina di 14 anni alla fine degli anni ’90 che muoveva i primi passi nell’Hip Hop da un paesino in piena campagna trevigiana potesse immaginare.
Quando ho iniziato non c’era nulla che ti potesse far credere di arrivare da qualche parte, non c’erano neanche i social network per esempio, quindi lo facevo e basta. Per me la musica, l’arte… sono sempre stati più qualcosa di terapeutico che serviva principalmente a me, piuttosto che una corsa verso la realizzazione di un fantomatico sogno. E se non fosse stato per tutte le persone da smentire, che mi hanno sempre sottovalutata cercando di demotivarmi e scoraggiarmi, probabilmente ora avrei smesso come l’80% degli artisti indipendenti della mia generazione.
Ora la penso esattamente come 17 anni fa: se smettessi di fare musica, oltre a soffrirne parecchio, perderei la mia compagna di vita, mi sentirei persa e vuota. Ma non è sempre stato così. Per un periodo, subito dopo l’uscita del secondo disco “Follia amatoriale” ho davvero desiderato la svolta, firmare con una grossa etichetta, sentire i miei pezzi in radio… un desiderio legittimo sicuramente, ma che mi stava cambiando… volevo che la mia musica piacesse a tutti… stavo perdendo la mia identità artistica.
Per fortuna, o per molti “sfortuna”, quel treno non è passato… o almeno non alla mia fermata e le cose con il tempo si sono ridimensionate.
Per ora ho raggiunto il mio primo grande obiettivo, ossia che la musica finanzi sé stessa, e questo lo considero già un bel traguardo. Mi piace moltissimo l’idea di essere indipendente, farmi le cose con i tempi che scelgo io e lavorare con il team dei sogni capitanato da Silvia Bonora.


È il turno della domande d’approfondimento. Il primo concetto che ci piacerebbe sviscerare assieme è quello relativo a “Mama With Attitude”. In una diretta pubblicata recentemente sul tuo facebook, questo elemento è emerso ottimamente. Ti andrebbe di raccontare anche a noi lo “stile di vita” di una “Mama With Attitude”?

Il tema maternità è sempre un tema delicato e spinoso. Tra le madri ci sono fazioni estremiste, pro e contro qualsiasi cosa riguardi i figli, da cui ho sempre preso le distanze di sicurezza.
C’è da dire però che il ruolo di madre è da sempre sotto costante giudizio di tutti, quindi capisco lo stress e il terrore generale di non essere mai all’altezza.
Io penso solo che ogni madre sappia qual è la cosa giusta da fare per il proprio figlio e io ho pensato che Asia meritasse una madre felice e soddisfatta. Felice di prendersi cura della sua bambina, ma anche di ritagliarsi del tempo per sé stessa e per la sua musica.
“M.W.A. Vol.1” è la dimostrazione di tutto questo, di quanto in realtà ce la si possa fare senza particolari aiuti esterni, senza un entourage di tate e nonni a seguito, ma con un’ottima organizzazione e gioco di squadra tra mamma e papà.
La verità è che in pochi colgono quanto l’essere madre non sia un deterrente, ma un valore aggiunto. Partorire è da supereroi, già questo fa capire l’enorme potenzialità di una donna quando diventa madre. Se la società riconoscesse al ruolo di madre il vero valore, ne gioverebbero tutti. Artisticamente e personalmente, non mi sono mai sentita così a fuoco, così motivata e sicura come in questo momento.
Questa forza che mi è nata dentro l’ho voluta raccontare con i fatti, ricominciando da dove mi ero fermata.

Durante il tuo percorso musicale hai vissuto diverse realtà. Hai avuto modo di lavorare sotto contratto con realtà come Trumen Records e The Saifam Group, ma hai anche esperienza da indipendente. Riguardano indietro, come valuti nell’insieme il tuo cammino?
Sono contenta delle scelte che ho fatto perché tutte mi hanno insegnato qualcosa. Come dicevo prima, non posso dimenticare il contesto da cui sono partita e la strada percorsa. La parentesi sotto etichetta mi ha fatto capire quanto la scelta di firmare un contratto deve essere ponderata sotto ogni aspetto. Soprattutto quando si tratta di etichette indipendenti. Firmare un contratto ha senso qualora l’etichetta riesca a metterti a disposizione dei mezzi che tu da sola non avresti mai. Nel mio caso specifico non ha cambiato di molto la situazione purtroppo, quindi la scelta di proseguire da sola è stata inevitabile.

Per te, musica significa anche radio. Come vivi questa tua professione, sapendo che si tratta di un settore piuttosto in crisi in Italia? Inoltre, al rap italiano non è mai stata concessa una reale chance radiofonica: come immagini le prospettive future per questo genere in radio?
L’esperienza di questo primo anno a Radio Hinterland è stata molto positiva.
“M.W.A.” tratta principalmente generi come la Trap’n’b, l’R’n’b anni ’90 e un po’ di soul, ma “Contaminazione Hip Hop”, che va in onda prima di noi, affronta nello specifico l’Hip Hop con particolare attenzione per quello italiano, è molto seguito. A mio parere, da quando hanno iniziato, sono in netta espansione. Entrambi i programmi hanno spesso ospiti, noi nello specifico anche provenienti dal pop, ma che amano i generi che suoniamo.
La radio, personalmente, ha come scopo principale ritagliarmi del tempo per ascoltare, ricercare e parlare alla gente di musica. Da poco abbiamo cominciato a trasmettere in diretta dalla mia pagina FB, soprattutto in presenza di ospiti, e l’interazione con il pubblico è sempre alta.

Veniamo a “M.W.A. Vol.1”, il tuo nuovo EP. Oltre al remix del brano “Lampioni” di Giovani Feddini, il lavoro include altri 4 brani. Ti va di svelarci su quali beat hai lavorato per la costruzione dei pezzi e, soprattutto, perché questa selezione?
Volevo lavorare ad un progetto che potessi mettere in free download, che non fosse troppo dispendioso sia a livello di tempo che dal punto di vista economico. Spesso mi capita ancora di scrivere su strumentali americane, mi piace fare un’intensa ricerca di beats anche tra i meno conosciuti. Così ho scelto questi 4 pezzi scritti tra il Natale scorso e aprile di quest’anno e ne ho fatto un’ep aggiungendoci Lampioni RMX con il quale ho vinto il contest di Giovane Feddini.
Ho scelto:
“Royal Blue” di Naveau Monjou per “Lucille”
“All Eyez” di The Game feat. Jeremih per “Queen B”
“Atlanta Miami” di Cap & Off -Rip per “Fuori dal coro”
“You” di Keyshia Cole per “Tappandomi gli occhi”
Ogni pezzo richiama sonorità diverse appartenenti alla mia formazione musicale. A partire dal rap di “Fuori dal coro” feat. Giovane Feddini e Shine, passando per l’R’n’b anni 90 più puro di “Queen B”, a quello stile 2000 di “Tappandomi gli occhi” fino alla trap’n’b’ di “Lucille”.

Dopo il primo singolo “Lucille”, con Romina Falconi, è da poco online anche il video di “Queen B”, che è certamente tra i brani più rappresentativi della tua attitudine. Com’è nato il brano e in che misura ti senti legata a quel periodo storico musicale, partendo anche dagli artisti che citi e che ti hanno ispirata?
Il brano è nato assieme al desiderio di dimostrare che quel tipo di sonorità mi sono appartenute e mi apparterranno sempre, a prescindere dalla ricerca musicale che faccio e che mi va di sperimentare. Volevo che riprendesse quel filone leggero e ironico iniziato con “Così” (da “Follia amatoriale”) e ripreso in “L’appartamento” (singolo uscito nel 2014 per Doner Music), questa volta però citando quelli che sono davvero stati, per l’Hip Hop e per l’R’n’b, gli artisti che hanno segnato un’epoca, gli artisti importanti per me e per la mia generazione.
Manca Aaliyah all’appello, che purtroppo non sono riuscita a citare. Magari un pezzo così leggero, ma con citazioni così significative, sprona qualche giovanissimo che lo sente, a fare una ricerca più approfondita. 🙂


All’EP “M.W.A.” hai assegnato la dicitura Volume 1, questo implica che nella tua testa hai un’idea di continuità per questo progetto, puoi già anticiparci qualcosa?

Volume 1, con la speranza di riuscire a produrre anche il 2 e il 3 con la stessa modalità. Vorrei che questi progetti, rappresentassero la mia visione della musica più underground, dedicati al pubblico più settoriale degli amanti dell’Hip Hop e dell’R’n’b.

Chiudiamo con la classica domanda: “progetti futuri”. Sappiamo che “M.W.A. Vol.1” è anche antipasto per “Vertigini EP”, il tuo prossimo lavoro. Cosa bolle in pentola? A livello di sonorità hai già anticipato che sarà un lavoro molto cantato, cosa puoi svelarci in più? I singoli “MTCPM” e “Scripta manent” ne faranno parte?
Ho molti provini semi-definitivi che potrebbero essere inseriti in “Vertigini”, l’ep ufficiale con produzioni inedite al quale sto lavorando dal 2014. Non ho ancora deciso se inserire “MTCPM” e “Scripta manent” al progetto… vorrei poter chiudere questo lavoro con sonorità che si sposano bene tra loro. I pezzi sono molto cantati e i testi molto intimi, mi piace cimentarmi in cose diverse e dare diverse prospettive da cui giudicare il mio essere autore.

Ti salutiamo chiedendoti di ricordarci quali sono i tuoi contatti social e spendere qualche parola per promuovere il tuo nuovo EP, disponibile in free download dall’8 giugno.
Grazie per la tua disponibilità e a presto.
Grazie di cuore a voi.
Mi trovate su FB e IG come @luanacorinoofficial
Potete scaricare GRATIS “M.W.A. Vol.1” dal sito www.luanacorino.it e acquistare i miei due dischi “Il profumo della pioggia” e “Follia amatoriale” scrivendo una mail a info@luancorino.it
Un bacio e alla prossima 🙂

Anche l’appuntamento numero 23 con Ladies First termina qui. Carlo e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi come sempre, che potete proporre i vostri lavori alla nostra rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.

Noi vi terremo compagnia per tutta l’estate!

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.