18 agosto 2019
Ladies First

Martina May è un’artista in continua evoluzione

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Febbraio 18, 2019

Cosa ci porti corto febbraio?
Dalla rubrica Ladies First solo ottime notizie, aspettando Marzo… A buon intenditor poche parole! È consigliato arrivare fino alla fine dell’articolo.

Non abbiamo comunque fretta. Procediamo con ordine. Il mese in corso ci ha proposto il Festival di Sanremo! Ehm… anche sì, ma c’è stato di meglio! Come dicevo, il mese in corso ci ha proposto la 61° edizione dei Grammy Awards e ciò che ha colpito tutti è stata la predominanza di nomi femminili che hanno lasciato ben poco ai loro colleghi uomini. A fare la storia è stata Cardi B, che si è aggiudica il premio “Best rap album” con il suo Invasion of Privacy, ottenendo così la soddisfazione di essere la prima donna solista a trionfare in questa categoria.

Con meno clamore, anche in Italia qualche passo avanti lo stiamo facendo in questi ultimi anni. Quella che vi proponiamo oggi, in questo episodio di Ladies First, è certamente una tra le voci più calde ed interessanti dell’intero panorama urban italiano. Il livello si sta alzando! Lei è Martina May, nome d’arte di Martina Poggi, cantautrice originaria di Roma. Affine alla realtà Asian Fake, la musica di Martina è una felice commistione di Soul e Rhythm and Blues, che si presenta al pubblico come nuovo tramite femminile tra il mondo del cantautorato e dell’Hip Hop che ne ribadiscono l’originalità di genere, avvicinabile ad autrici americane come Khelani e SZA che negli Stati Uniti hanno dato vita ad una corrente sonora dal forte profilo identitario.

Questa è la nostra intervista.

[amazon_link asins=’B07KXBMJBQ,B07N8ZVBFL,B07CN7465R’ template=’ProductCarousel’ store=’lacasadelrap-21′ marketplace=’IT’ link_id=’f8d56a52-1b78-4513-9124-873dc75ea3fc’]

È un piacere poterti ospitare tra le righe della rubrica Ladies First. Il tuo è un nome che si è fatto notare in questi ultimi anni, ma quando hai incontrato la musica sul tuo percorso di vita? Raccontaci del tuo background personale ed artistico.

Grazie, piacere mio!
Non c’è un momento preciso in cui ho scoperto la musica, in realtà, ha sempre fatto parte della mia vita ed è stata la mia massima aspirazione. Da bambina prendevo lezioni di pianoforte, ma fondamentalmente volevo cantare, quindi quando sono diventata adolescente ho deciso di studiare canto e lì mi si è aperto un mondo.
Mio zio ha uno studio di registrazione, ogni tanto andavo lì a sbirciare, o a registrare demo a tempo perso. Verso il 2006 sono iniziate le prime collaborazioni con i rapper, e il resto lo sapete già 🙂





Grazie a questo spazio d’approfondimento, la nostra redazione sta chiedendo direttamente alle sue protagoniste qual è lo stato di salute della scena urban italiana al femminile. Come vedi la situazione al momento? Anche in relazione alla disparità di genere.

La disparità di genere esiste nella musica come nel resto del mondo del lavoro (e non solo), ma forse, come anche in campi artistici, è più subdola.
Ci vorrebbero 4 giorni per dirti come la penso a riguardo, e ti riassumo così un concetto banale che fa da cardine: per risultare credibile al pari di un mio collega uomo, nella maggior parte dei casi devo faticare 3 volte tanto, e cercare l’appoggio di un nome maschile che faccia da “garante”.
Una ragazza che si approccia all’industria musicale, molte volte, è costretta ad affidarsi ad altri per cercare di avere una voce, finendo spesso a produrre materiale che non la rappresenta, ma che è la rappresentazione di come la vede la società.
Questa cosa oltre a essere limitante, è anche demotivante nei riguardi della sperimentazione.
La scena urban italiana sta nascendo quasi dal nulla, e per questo ha bisogno di creatività e di voglia di sperimentare, di voci oneste e di libertà creativa.

Quali sono le ambizioni, oltre alla passione, che alimentano la tua musica e in questo momento a che punto sei del tuo percorso artistico nelle vesti di cantautrice?

La mia ambizione è arrivare a quanta più gente possibile.
Non so a che punto sono con il mio percorso artistico, scrivo, canto e registro, come te lo quantifico? 🙂

Ascolta Bla bla bla su Spotify

Veniamo alla musica. Bla bla bla è il tuo singolo più recente e, con Masamasa, hai raccontato una situazione da club da 2 prospettive: com’è nato il pezzo?

Mi piace raccontare storie e Bla Bla Bla è frutto di numerose esperienze personali nei club. Mi sembrava un racconto potenzialmente divertente e nel quale ci si sarebbe sicuramente riconosciuta qualche ragazza. Mentre scrivevo il testo ho pensato che, data la vena ironica del pezzo, ci avrei visto bene una strofa di Masamasa. A lui è piaciuta molto e abbiamo avuto la stessa idea di descrivere entrambi i punti di vista.

In questi anni il tuo legame con la scena rap, soprattutto romana, ti ha portata a collaborare con tantissimi nomi, dai Cor Veleno ad Achille Lauro fino alle più recenti collaborazioni con Gemitaiz e Frenetik & Orang3. Cosa significa per te collaborare e confrontarsi in studio?

Amo il lavoro di squadra, ti dà la possibilità di avere un punto di vista diverso, sperimentare, creare e spingerti a cose che magari da solo non avresti fatto mai.

Nonostante tu sia in giro da parecchio, il primo singolo ufficiale risale solo allo scorso marzo. Entrare nell’orbita Asian Fake quanto ha influito sul tuo percorso solista?

Il mio primo singolo ufficiale è Stasera, uscito a Dicembre 2017.
L’entrata in Asian Fake è stata contestuale alla mia voglia di creare un mio progetto e ovviamente è stata fondamentale. Grazie a loro sono riuscita ad avere il giusto appoggio, psicologico e materiale per intraprendere questo percorso, pur mantenendo la mia libertà creativa. Mi ha fatto scoprire realtà che non conoscevo, come i Coma_Cose, il cui percorso è d’ispirazione.

Guarda il video di Stasera su YouTube

La tua musica ha forti tratti distintivi legati all’R’n’B, genere che in Italia ha sempre faticato ad emergere, ma che in te sta trovando un valido spiraglio. La difficoltà di questo genere, secondo te, sta nell’affermarsi in modo deciso rispetto al pop proposto dalle radio?

Grazie. La difficoltà di passare in radio trova radici molto più profonde nella tradizione della canzone italiana, che ancora è molto forte. Questo suono è ancora molto nuovo per il nostro paese e sicuramente c’è ancora molto da fare.

Nel comporre ed interpretare la tua musica, quale pensi che sia il tuo punto di forza e al contrario il tallone d’Achille?

Mi fai una domanda a cui non so bene cosa rispondere. Sono in continua evoluzione, vorrei solo essere più veloce 🙂

La dimensione live ci incuriosisce sempre molto. Qual è il tuo approccio al live? Come ti prepari e cosa accade sul palco?

Per ora sono chiusa a scrivere, ma i miei ultimi live sono stati acustici, insieme al buon Gaspare, già chitarrista di Coez. Ri-arrangiamo i pezzi per la chitarra e loop station, cercando di trovare un buon compromesso tra l’acustico e il percussivo.  Sul palco mi piace scherzare, parlare con il pubblico.

Nei prossimi mesi cosa ci dobbiamo aspettare? Cosa ci separa ancora dal tanto atteso progetto discografico ufficiale?

Work in progress, sto lavorando per voi 🙂

Ascolta Martina May su Spotify

Un altro appuntamento bello ricco arriva alla chiusura.

Prima di salutarvi, ecco il nostro annuncio: a marzo 2019 la Compilation Ladies First raddoppia e arriva al suo secondo volume!
Con questo progetto la nostra redazione vuole continuare a supportare e promuovere attivamente la diffusione della musica urban nel nostro Paese, proseguendo il nostro impegno rivolto alla beneficenza. Anche la Compilation Ladies First Vol.2 supporterà le attività dell’Associazione Susan G. Komen Italia, che dal 2000 opera nella lotta ai tumori del seno sul territorio nazionale. Fieri di questo, con il supporto dello staff di Worth Wearing, rilanciamo il merchandising con logo Ladies First (ideato e realizzato da Ryma Graphic). Fai il tuo ordine!

Presto tutti i dettagli. La data è vicina!

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.