20 giugno 2019
Ladies First

Karhys, da un pianoforte a Insight: Beyond My Eyes EP

>Redazione Redazione
Aprile 02, 2019

Eccoci! Prima di iniziare questa nuova puntata della rubrica Ladies First, obbligatorio ricordare che dall’8 marzo è disponibile in download digitale e streaming la Compilation Ladies First Vol.2 (A1 Entertainment). Scopri tutto sul progetto!

Tornando a noi… Protagonista quest’oggi Karhys, nome d’arte della classe ’92 Carmen Chirico, cantante e autrice italo-maltese che il primo marzo ha pubblicato il suo EP di debutto Insight: Beyond My Eyes. Karhys si muove tra rap & neo-soul grazie ad una voce limpida e profonda che nei suoi brani cerca di rispondere e affrontare stati d’animo di perenne insicurezza e timore. Vicina alla sensibilità di artisti come Noname e Saba, alle produzioni dell’EP si è affiancata alla combo jazz-beat dei Figùra.

Ascolta il progetto e immergiti nella nostra intervista.

Benvenuta fra le righe di Ladies First! Come di consueto, la nostra prima domanda ti presenta a chi ci legge: chi è Karhys e qual è il suo background artistico? Come ti sei avvicinata alla musica?

Karhys è una ragazza che fa musica da anni, seppure un po’ “in silenzio”. Ora però è meglio che io parli in prima persona! Il mio vero nome è Carmen Chirico, ma ho scelto di usare questo moniker un po’ come “tributo” alle mie origini maltesi, giocando con le lettere del cognome di mia madre.
Per quel che mi ricordi, canto da sempre, ma ho iniziato a studiare musica a sei anni, iniziando con le tastiere e il piano. Ho cominciato il conservatorio a dieci anni e mi sono diplomata in pianoforte a diciannove. Ecco, in questo periodo per me esistevano soltanto il piano e la musica classica che studiavo. Verso i quattordici anni, però, penso di aver scritto le mie prime canzoni. Era comunque un po’ un segreto che tenevo soltanto per me e pochi amici. In genere le scrivevo per rilassarmi e sfogarmi durante le pause studio tra un tempo di una sonata e l’altro.





La nostra rubrica ha uno scopo ben preciso: sondare lo stato di salute della scena Urban femminile italiana. Tu sei italo-maltese, come percepisci il divario fra i due sessi nella musica? Come valuti la scena musicale attuale per le artiste come te?

Penso che spesso e volentieri ci sia ancora la concezione della donna vista come qualcuno che possa essere “solo una cantante” e non come una musicista a tutti gli effetti. È ciò che siamo abituati a vedere. Partiamo dal presupposto che, in un mondo ideale, il fatto che tu sia un uomo o una donna non dovrebbe essere importante, perché quel che conta è fare il proprio lavoro bene… però penso che sarebbe fantastico se fosse la norma vedere, per esempio, più strumentiste o più producer, proprio perché la cosa fondamentale è il fatto di essere artisti. Quindi, più questa cosa diventa “normale”, più verrà presa seriamente (è un discorso troppo lungo ma spero di essermi spiegata abbastanza). Ad ogni modo, di artiste talentuose ce ne sono proprio tante per fortuna, anzi sono strafelice di conoscerne io stessa in prima persona! 

Attraverso la tua musica, che obiettivi vorresti raggiungere?

Risposta un po’ scontata, lo so, ma sicuramente un obiettivo è quello di riuscire a comunicare qualcosa. Sia che questo avvenga attraverso la musica di per sé, che attraverso il messaggio nei testi che canto. Altro obiettivo è quello di crescere artisticamente e fare tanta, tantissima musica, oltre che riuscire a vivere di questo.

Entriamo nel vivo della nostra intervista, il tuo progetto Insight: Beyond My Eyes EP. Raccontaci come è nato.

Questo EP è il frutto del duro lavoro che abbiamo affrontato insieme Sean Cronin (con cui è stato scritto l’EP) e io, insieme ai nostri amici Figùra. Si tratta di sei tracce da mood e temi che le accomunano. Sono brani molto brevi, e questo è dovuto proprio al fatto che siano state scritte su dei beats. Ci piaceva anche quest’idea del “keep it short and simple”, oltre al fatto che abbiamo puntato più ad avere dei chorus un po’ più catchy da alternare a strofe con un rap.

La scelta di basi acustiche e soul si sposa alla perfezione con la tua voce. Conoscevi già i Figùra? Come nasce questa collaborazione?

Innanzitutto, grazie di cuore. La collaborazione con i ragazzi nasce sempre grazie a Sean, che aveva scritto dei testi su alcuni beats di Alsogood e Alessandro Pollio, e mi aveva proposto di lavorarci. In più, dall’inizio avevamo già deciso di lavorare con Emanuele Triglia, che conoscevo da anni e con cui son contenta di aver avuto a che fare musicalmente, dopo tanto tempo. Francesco (Alsogood) e Alessandro invece li conosco da circa un anno e mezzo (fun fact: siamo tutti di Reggio Calabria tranne Ale!).

Le produzioni molto suonate e particolarmente delicate lasciano grande spazio al tuo timbro vocale. Come nasce un tuo brano e cosa cerchi esprimere con ognuno di esso?

Generalmente nasce al pianoforte. Se ho una melodia in testa mi metto a suonarla con degli accordi sotto. Le parole in genere vengono da sole. Spesso è anche un modo per analizzarmi più a fondo. Non sempre so di che cosa abbia voglia o intenzione di scrivere, ma alla fine mi ritrovo con una canzone che mi fa capire che in realtà avessi qualcosa di cui parlare, qualcosa da dire. Cerco di esprimere un pensiero o uno stato d’animo che sto vivendo, di raccontare quel che mi sta succedendo… scrivere e comporre musica è una delle cose che più mi fa star bene.
Nel caso dell’ep però ci siamo mossi in modo diverso, Sean ha scritto dei testi su cui aveva pensato a una melodia, io ci ho lavorato a livello di voce e armonie, abbiamo lavorato alla metrica, ecc. Per me è stato come uscire dalla mia comfort zone, proprio perché non ero abituata a questo tipo di approccio, ma sono davvero felice e soddisfatta del bel lavoro che ne è uscito fuori! 

Essendo per metà italiana e per metà maltese, ti senti più influenzata dalla scena inglese o da quella italiana? Quali artisti ti hanno maggiormente colpito ultimamente?

Onestamente, mi sento e mi sono sempre sentita più influenzata da artisti che cantano in lingua inglese. Negli ultimi anni direi che mi hanno colpito e influenzata molto Noname, Maggie Rogers, Jorja Smith, Tyler, The Creator, Anderson .Paak, SZA…

Farai delle date live? Se sì, hai pensato di farti accompagnare da una band per suonare tutte le strumentali?

Sì! Per il momento ci sarà qualche data ad aprile, precisamente: venerdì 5 a Roma (Alcazar), sabato 6 a Firenze (Ostello Tasso) e venerdì 12 a Bologna (Granata). Non sarò da sola perché saranno date proprio con i Figùra – non vedo l’ora!

Hai già progetti futuri dopo questo breve EP?

Certamente, non si smette mai di lavorare! C’è ancora tanta altra musica che vorrei farvi ascoltare…

Davvero un ottimo consiglio! Noi lo rinnoviamo a tutti voi invitandovi a seguire Karhys sia su Instagram che sul suo profilo Spotify, così da non perdervi nessun prossimo aggiornamento.

Detto questo, siamo ormai in chiusura. Come sempre vi salutiamo e vi ricordiamo che potete proporci i vostri progetti scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggettoLadies First. Fatevi avanti!