16 ottobre 2019
Ladies First

Ellynora: spirito zingaro e musica ambiziosa

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Luglio 16, 2019

Riecco la rubrica Ladies First.

In questo appuntamento abbiamo deciso di conoscere meglio un’artista decisamente interessante. A metà giugno ha pubblicato su YouTube Zingara, il suo primo singolo in italiano, dopo diversi esperimenti oltreoceano e non, come Spendo, Stay con DJ Mossel e Ciao Ciao Baby, quest’ultimo totalizzando quasi 1 milione di visualizzazioni.
Lei è Ellynora, artista romana trapiantata negli USA da diverso tempo per seguire e coltivare la sua grande passione: la musica. A soli 19 anni lascia infatti l’Italia e si trasferisce a New York dove approfondisce gli studi di canto, ballo e recitazione. Nel 2018 Ellynora si trasferisce a Los Angeles dove prosegue il suo percorso musicale e registra il singolo Spendo, in onore del compleanno della nonna che ormai è il suo angelo custode. Nello stesso mese, Ellynora prende parte ad Amici Casting arrivando fino all’ultima puntata di assegnazione dei banchi. Dopo l’uscita dal talent, la cantante prosegue il suo percorso pubblicando il brano Stay, in collaborazione con il DJ internazionale Mossel, e l’8 marzo 2019 esce con il singolo Ciao Ciao Baby in onore della Festa della Donna.
Il debutto in lingua italiana avviene con il recente Zingara, che rappresenta uno stato mentale, un modo di vivere libero di chi non ragiona in base a ciò che la società considera “normale”. Zingara è un brano che unisce il mondo contemporaneo della musica elettronica con quello dei suoni e delle melodie popolari originarie della terra della cantante.

Ellynora è un’artista completamente indipendente e questo si riflette nel suo modo di comunicare in musica. Trascinanti vibes tra attualità e richiami tradizionali.

Ascolta Ellynora su Spotify

Partiamo subito con le presentazioni. Riassumici chi sei e cosa ti ha fatta appassionare alla musica.

Ciao a tutti. Io sono Eleonora, sono una bambina timida che si è sempre sentita fuori posto, introversa e solitaria, molto riflessiva e che spesso sente di non essere abbastanza.
Ho perso il mio primo amore in un incidente motociclistico, ecco perché amo cantare e rifugiarmi nella musica. Questa esperienza mi ha cambiato la vita, voglio lottare e voglio rischiare perché domani, domani chissà. Voglio ambire a cose grandi, altrimenti ho la percezione di sprecare il mio tempo.
La passione per la musica c’è da sempre. Mia nonnina, che oggi non c’è più, da bambina mi pagava le prime lezioni di canto e ha creduto in me, prima ancora che lo facessi io.
L’esperienza a New York mi è servita per conoscere cose nuove. In questo momento studio canto, ballo e anche recitazione.
Le relazioni amorose mi hanno fatto soffrire molto, ma questo mi ha anche permesso di reagire, rialzandomi, e ho trovato nella musica un motivo di vita. È la mia fedele compagna.
Oggi sono Ellynora, amo la musica, l’ho sposata e voglio che mi accompagni per tutta la vita, finché morte non ci separi. E anche lì, sarà da vedere 😉

Con questa rubrica proponiamo uno zoom sulla scena urban al femminile. Qual è il tuo punto di vista sulla situazione attuale e dove ti collochi rispetto ad essa, anche a livello discografico?

Tornando in Italia dopo 6 anni, ho avuto la possibilità di guardare con un occhio diverso il panorama musicale italiano. Ho notato la linea di demarcazione netta che separa il classico pop italiano, la musica indie e la nuova corrente trap.
Molta gente identifica la musica urban con la trap, ma la trap è solo uno dei rami del genere urban.
Quello che sto cercando di fare discograficamente è collocarmi in una dimensione che ancora non esiste in Italia. Credo che la fetta di mercato nella quale mi identifico di più, sia quella dove ora gli esponenti di punta sono Ghali e Mahmood. Quello del nuovo pop, che ha potenzialità anche verso l’estero non ponendosi vincoli al solo territorio italiano.





Hai un bagaglio molto ricco, che spazia da un talent show a esperienze oltreoceano. Quali ritieni siano gli elementi più significativi all’interno del tuo percorso?

Gli elementi più significativi per me sono quelli che paradossalmente non hanno nulla a che fare con la musica, ma che in realtà hanno tutto a che fare con la musica. La mia vita musicale esiste grazie alla mia vita, quella vera di tutti i giorni. Quella che mi porta a vivere sempre sul filo del rasoio, rischiando.
Vivo per le emozioni estreme, positive o negative che siano, mi smuovono e mi fanno sentire viva.

Che obiettivi hai nel momento in cui lavori sulla tua musica?

In questo momento sto lavorando a due progetti, quello in italiano/spagnolo, puntando al mercato italiano e dell’America Latina, e il progetto in inglese per il Nord America e UK. Credo che non bisogna porsi limiti, perché nel momento in cui lo si fa automaticamente si creano. Ho un sogno enorme e delle ambizioni che la notte non mi fanno dormire, ma ci credo.
Lavoro, cerco di migliorarmi costantemente e credo che una goccia possa smuovere un oceano.

Come mai hai sposato l’hashtag #GirlsCanDoAnything? Cosa rappresenta?

Non solo nel panorama musicale, ma nella vita in generale, per quanto ci sia stata un’emancipazione siamo ancora lontani dalla parità dei sessi.
Mi sono state dette cose tipo: “essere un’artista donna con una personalità forte nell’industria musicale non è una cosa positiva, ti renderà la vita difficile”. Questa frase mi risuona in testa perché dal mio punto di vista, a prescindere dal sesso, se non hai una personalità non sei un artista, ma un pupazzo. Sto parlando di persone di rilievo che ti dicono: “beh, a lui basta avere un bel viso per vendere dischi, tu sei una donna ed è molto più difficile”.
Tutto ciò mi ha fatto riflettere profondamente, sono convinta che è necessario lottare per cambiare le cose.
Ho un sogno, quello di vedere donne che si supportano, donne che si sostengono e lavorano insieme. Non è una competizione, siamo una squadra, e se solo lo capissimo potremmo conquistare il mondo ed abbattere queste barriere sessiste che non consentono alle donne di essere prese sul serio, oppure di essere giudicate solo per l’aspetto fisico. Siamo un esercito, possiamo cambiare le cose. Insieme. #GirlsCanDoAnything

Con il singolo Ciao Ciao Baby hai ricevuto un ottimo riscontro. Quali aspettative avevi nel momento della sua pubblicazione?

Non so mai cosa aspettarmi, ho capito che è tutto imprevedibile. Nei miei sogni di bambina, scrivo ogni canzone come se fosse quella in grado di cambiarmi la vita così da permettermi di vivere solo di musica e viaggi, a contatto con la gente.

Guarda il video di Zingara su YouTube

Il vero debutto in lingua italiana lo hai fatto con il singolo Zingara. Parlaci un po’ del brano, anche in relazione alla scelta di utilizzare solo la tua lingua madre, cosa che non è successa in Spendo.

Ci ho pensato molto prima di scrivere in italiano.
Sinceramente l’ho vista come una sfida costruttiva, creare qualcosa che ancora non c’è e in cui mi identifico. Il concetto di “zingara” è sempre stato lì, non l’ho dovuto cercare. È da quando sono piccola che mio papà mi diceva che ero una zingarella perché ero disordinata e mi piaceva andare in giro scalza. Da questo input ho voluto cercare di ribaltare questa accezione negativa in un motivo di orgoglio. Tutto questo è unito al mio amore per i viaggi.

Il 30 giugno scorso ti sei esibita sul palco del Festival Show di Padova. Con te DJ Janelle. Com’è andata? Quali le sensazioni?

È stata un’emozione fantastica e, per me, un grande traguardo. Ci ho messo anni prima di riuscire a cantare anche solo di fronte ad una sola persona a causa della mia timidezza. Ad oggi, sapere che sono in grado di salire su un palco davanti 20 mila persone mi fa sentire viva e sono completamente a mio agio.
Ho lavorato tanto per arrivare a questo. Durante le prime esibizioni dal vivo perdevo completamente la voce. Questa esibizione al Festival Show di Padova è stata in qualche modo il mio riscatto. L’unica cosa che mi è dispiaciuta è che la strumentale era un po’ diversa dall’originale e che il volume era basso. Nonostante questo, è andata bene e mi sono divertita tantissimo. È stato un palco fantastico.

In chiusura. Per il futuro, cosa dobbiamo aspettarci?

Io voglio fare la storia. Voglio che i miei concerti siano delle feste, dando spazio a ballerini, artisti di vario genere, luci, colori, quasi come fosse il Carnevale di Rio, dando chiaramente anche spazio a momenti più intimi.
Voglio che la gente si diverta, che per quell’ora e mezza si dimentichi della vita reale, voglio che sia un momento di speranza.
Mi piacerebbe cambiare le cose ed essere motivo di orgoglio per la mia nazione, che tanto amo. Voglio, insieme all’Italia, conquistare il mondo. Forse sono presuntuosa, ma io ci credo.

Carlo Piantoni
Redattore
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