08 aprile 2020
Ladies First

L’album Alma è il frutto delle esperienze di Viola Violi

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
24 Febbraio, 2020

“Anno bisesto, anno funesto”, recita la tradizione popolare. In questo 2020 bisestile infatti si aggiunge proprio la data del 29 febbraio, giornata che per i più scaramantici sarebbe foriera di sventure e tragedie. In questo nostro febbraio, però, non c’è spazio per la sfortuna perché, sul finire del gaio carnevale, quando ogni scherzo vale, siamo qui con voi per una nuova intervista musicale targata Ladies First.

Appuntamento variopinto, quello di oggi, con Viola Violi, nome d’arte della toscana Viola Rossi, nata a Viareggio e vissuta a Grosseto. Dopo un’avventura di ben 4 anni con la band reggae Inna Cantina, a luglio 2019 Viola ha pubblicato il suo primo video con questo pseudonimo, dando il là ad un nuovo percorso solita che l’ha portata all’album Alma, un lavoro composto da 8 canzoni dal sapore Hip Hop, Soul e Jazz disponibile in download digitale e streaming dal 7 febbraio 2020.

Direi che è giunto il momento di lasciare spazio all’ascolto del disco e alla lettura dell’intervista.

Ascolta l'album su Spotify

Sicuramente la tua voce non è nuova per chi segue la scena Reggae romana. Con il gruppo Inna Cantina vi siete fatti conoscere parecchio grazie all’ottima musica. Adesso hai un progetto personale, ti va di presentarti e raccontarci da quali esigenza ha iniziato a prendere forma?

Certamente! Il mio vero nome è ancora più colorato, Viola Rossi, scelta bizzarra dei miei genitori che si innamorarono del nome e se ne fregarono del cognome (e lo adoro, come adoro loro).
Sono nata a Viareggio ma ho vissuto in Maremma, a Grosseto, fino ai 18, dopodiché sono fuggita a Roma ed è qua che è iniziato un po’ tutto. Prima di arrivare nella Capitale non sapevo neanche che esistessero luoghi dove poter studiare canto e materie inerenti alla musica, conoscevo i Conservatori ma non avevo una percezione reale di quello che volesse dire “studiare musica”, così dopo qualche incertezza mi sono tuffata in questo bellissimo e difficile mondo: ho studiato tanto, cantato tanto, mi sono laureata col massimo dei voti, ho fatto una meravigliosa esperienza in Erasmus a Rotterdam, nel frattempo ho fatto ogni tipo di lavoro, la cameriera, la gelataia, ho dato volantini, insegnato…e poi ho preso tutto questo e l’ho messo in un disco!

L’esigenza è sicuramente quella di poter raccontare attraverso la musica quello che non sono in grado di esprimere in altro modo… forse mi ci avvicino solo quando cucino (cosa che amo fare). Ho un carattere particolare e probabilmente l’unico modo che ho di emozionare gli altri è creando qualcosa per loro, quasi fino a scomparire dietro quello che faccio. Strano, no? Intendo dire che per quanto tutto ciò che scrivo sia estremamente personale… mi metto sempre a “servizio degli altri”, della musica, di una causa maggiore, mi viene da dire… che cerco la catarsi nel pentagramma!





La rubrica Ladies First è nata con la volontà di proporre un focus sulle personalità delle donne all’interno del panorama urban italiano, provando a capire cosa si cela dietro al divario tra i due sessi in questo ambiente. Oggi queste distanze sembrano assottigliarsi. Dalla tua esperienza, come vedi la situazione?

Il divario c’è da sempre, e fa schifo: la nostra è una società profondamente maschilista, il mondo musicale è pieno di uomini, e, purtroppo, come accade in tanti mestieri, hanno più potere decisionale, spesso solo per il fatto stesso di essere uomini. Ora, noi donne ci siamo evidentemente rotte le palle di tutto ciò e da ogni parte del mondo stanno emergendo progetti musicali gestiti da donne, voluti da donne, capitanati da donne.
C’è bisogno di giustizia e parità dei sessi, è questo l’obiettivo, nessuno è migliore di nessun altro solo in base a cosa ha nelle mutande, orecchie e cuore sono le uniche due cose con cui si giudica un prodotto musicale.

Quali sono le tue ambizioni, oltre alla passione, che alimentano la tua voglia di fare musica?

Ne ho veramente troppe, non so da che parte iniziare… sicuramente vedere il mondo. Uno degli aspetti più belli di Inna Cantina era proprio il ritrovarsi a suonare in posti assurdi… ho visto cose che voi umani…!
Questo sicuramente mi spinge, adoro la vita in Tour, le file al casello, i voli presi all’ultimo secondo, l’arrivo in albergo, il momento prima di iniziare a cantare in una città dove non sei mai stata, senza sapere cosa accadrà. Voglio vivere così…. con il sole… in Tour, e il resto del tempo in studio a registrare!

Durante l’estate 2019 hai pubblicato il tuo primo video con lo pseudonimo Viola Violi. Cosa rappresenta per te questo singolo?

La storia di quella canzone è particolare, perché all’inizio era totalmente diversa e dopo varie scelte (neanche troppo scelte all’inizio perché io non volevo cambiarla…) ha preso questa forma, che mi piace tantissimo. Io scrivo sempre abbastanza velocemente, ho bisogno di sentire il pezzo fatto e finito, e così anche per i video, ho fretta e cerco di lavorare con precisione e di far capire bene a tutti cosa vorrei (a volte ci riesco, a volte no, in questo video penso di esserci riuscita!).

Le cose che non so, già il titolo dice tanto perché oggigiorno è più facile parlare di tutto quello che si è e che si sa, finendo per dire tutti le stesse cose, invece io ho deciso di aprire così il mio percorso: “non sono nessuno e non so un ca***!”.
Comunque, dicevo, è stato divertente girare il video, mi sono preparata per settimane davanti allo specchio, studiando ogni movimento, provando le espressioni, pensando ai vestiti e alla scena… poi Gianluca, il regista, mi fece vedere qualche foto di casa sua e boom, il tutto è stato molto naturale e divertente. In realtà è l’ultimo pezzo che ho scritto e il primo che è uscito, ha segnato un momento importante del mio percorso perché ho visto realizzata un’idea che avevo (e avevamo) in mente ed è stato davvero emozionante, un primo passo messo bene.

Guarda il video su YouTube

Con la fine dell’anno è uscito Femmina, un brano che riprende un po’ i temi affrontati in precedenza. Un brano molto rap, anche vecchia scuola. È un’attitudine che ti caratterizza molto?

Diciamo che è una delle attitudini, nell’Hip Hop Old School ci sono forse più “Jazzy Vibes” rispetto a quello attuale, quindi mi suona più “vero”, più “stilisticamente corretto”, mi emoziona semplicemente di più ma non credo di avere un’attitudine più forte in questo rispetto ad altro, sono una che sperimenta e si lancia continuamente in stili diversi, anche perché Femmina è nata quasi per caso, non avevo mai scritto lontana dal pianoforte, su un beat, mi sentivo un po’ troppo “coatta”, forse ridicola, poi però è piaciuta a tutti, è diventata quasi un mio personale inno, e allora ho continuato a studiare il genere, cercando di migliorare lo stile, il Flow, le rime.

Se siamo qui con te è anche perché hai da poco pubblicato l’album Alma. Presenta il progetto a chi ci legge. Da quali esperienze è nato?

Alma è il mio primo disco da solista, contiene 8 tracce, sei brani suonati e due beat. Credo sia il frutto, come prima cosa, dei miei studi e delle esperienze dirette sul palco, e poi delle considerazioni e delle idee che ho sulla vita in generale, ci sono dentro i libri che ho letto, i personaggi che mi hanno incuriosito, le città, le mostre e i film che ho visto e i profumi e i sapori che amo.
Il nome Alma si riferisce ad Alma Mahler, “vedova delle quattro arti”, compositrice e scrittrice austriaca, considerata “femme fatale” indomabile, tempestosa e tormentata, ex moglie e amante di molte figure note della scena artistica e intellettuale novecentesca… una donna senz’altro complicata che ha vissuto “tanto e forte”.
Credo di avere una scrittura abbastanza “pop”, cerco di dare cantabilità a tutti i temi, amo la musica “groovy”, ma non per forza in 4/4, infatti il disco è pieno di “stranezze” in termini di tempo e armonia. Insomma, penso sia un disco di facile ascolto ma di non-banale lettura.

Parlaci un po’ del sound del disco. A livello di produzioni, con chi hai lavorato e quali atmosfere avete voluto ricreare?

I pezzi sono tutti farina del mio sacco, ma ho anche lavorato con un team: per prima cosa con il chitarrista, Paolo Zou, che mi è stato seduto accanto per settimane ad arrangiare e inventare, e poi con Stefano Maura, professionista con una pazienza e una dedizione infinite, che ha registrato e mixato i pezzi e prodotto i due beat (Femmina e Le cose che non so).
Le canzoni sono completamente diverse l’una dall’altra… forse la cosa più rischiosa da fare in un disco, eppure… il sound  è unico e preciso.
Credo sia merito dell’idea che avevo in testa che era esattamente identica a quello che siamo riusciti a riprodurre insieme ai musicisti, alla LDM e a Stefano. Ormai dire “è un disco che mischia Jazz, Hip Hop, ecc” è una cosa alquanto banale, quindi ti dico che è un disco pieno di idee folli che forse non dovevano stare insieme e invece sono finite a fare l’amore.

Nel lavorare alla tua musica, ragionando anche su questo disco, quale pensi che sia il tuo punto di forza e al contrario quello debole?

Sono molto fiera di questo disco, devo dirlo, in primis perché non c’è solo la mia testa, sebbene sia quella più presente, credo di aver saputo ascoltare le esigenze e i desideri di tutti quelli che hanno interesse nel far funzionare questo progetto, che non riguarda solo me, ma un’idea più grande; poi perché mi rappresenta davvero, ci sono io in ogni nota, ho saputo raccontarmi e raccontare senza filtri, ma ancora mica ho detto tutto…
Punti deboli… io sono una gran rompipalle (si può dire?), ma della serie che forse è tra i primi tre termini che chiunque userebbe se parlasse di me. Da un lato questa cosa mi piace e mi stimola perché “so cosa voglio”, dall’altra… più tranquillità mi avrebbe portato a un filo comune ancora più evidente tra le tracce, forse serviva più unitarietà nel tutto, cosa che aiuta i dischi a “vendersi”, ma è solo il primo di una lunghissima serie di dischi che ho intenzione di scrivere.

Prima di chiudere lasciaci tutti i tuoi contatti, così da poter restare aggiornati sulla tua musica. Grazie!

Instagram, YouTube e Facebook: Viola Violi.

Date importanti senz’altro la presentazione del disco: 28/03 al Wishlist, Full Band e tanti ospiti… mi raccomando, tutti presenti!

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.