12 novembre 2019
Recensioni

“Royce Da 5’9” & DJ Premier: PRhyme”

>Sandro Torres Sandro Torres
Febbraio 20, 2015

La combinazione tra DJ Premier e Royce Da 5’9” non è certo una novità: gli ascoltatori di vecchia data si ricorderanno la simpatica canzone sul pene di Royce in “My Friend” con il suono grezzo di Preemo, ma forse la più conosciuta è “Hip Hop” che rappresenta lo stile odierno di entrambi. Se sono piaciute queste due canzoni, amerete questo disco.
PRhyme” è uno dei pochi progetti che rispetta le premesse fatte: la vendita non era il loro obiettivo, volevano fare un tributo al hip hop anni 90, volevano riportare il suono di un tempo e devo dire che sono riusciti.

All’interno troviamo un’alternanza di pezzi più ruvidi e grezzi, ad altri con un suono più smussato. Questo disco ha la particolarità che tutte le canzoni sono state fatte campionando il produttore Adrian Younge. Tra le tracce con il suono più duro, cito subito “Microphone Preem” (feat. Slaughterhouse) in cui Premier ha enfatizzato lo snare della dolce canzone “Two Hearts Combine” facendolo diventare troppo invasivo, così come anche nel sample “Shot me in the Heart” usato in “U Looz” ha esaltato alcune tonalità basse, che rendono tutto più ruvido e a mio parere un po troppo spigoloso. La traccia “PRhyme“, per l’atmosfera creata, sembra un estratto dal disco di Ghostface Killah “12 Reasons to Die”. Royce si supera, cambiamenti di flow che spiazzano l’ascoltatore: questo beat è perfetto per lui, e mostra tutte le sue potenzialità. Un’altra traccia che secondo me si ispira a quel mood è “To Me To You” (feat. Jay Electronica) e, devo essere onesto, la strofa di Jay E. mi è piaciuta più di quella del rapper di Detroit. I featuring, secondo me, in questo progetto spesso mettono in ombra il bravissimo Royce, anche in “Dat Sound Good” (feat. Ab-Soul & Mac Miller) in cui Premier si supera facendo un beat stupendo con un richiamo alle sonorità della east coast, ma ancora una volta è l’ospite che ruba la scena: Ab Soul scappa con il microfono e Royce lo insegue. Ma il vero smacco lo subisce in “Underground Kings” (feat. Schoolboy Q & Killer Mike), in cui il rapper del south lascia tutti sul posto, infuocando il mic e annullando il beat di Premier. L’unico featuring che secondo me non ha brillato è stato quello di Common in “Wishin“. In “Courtesy” troviamo il puro boom bap, non si può discutere sul suono, è il suono degli anni 90, è il suono di DJ Premier: o lo ami o lo odi. Royce non è mai stato un giocoliere del flow, ma la sua abilità si vede nella sua metrica, nei giochi di parole, come il riferimento ai Clipse, la metafora sul sesso, le sue rime basate su assonanze ma anche su metriche più sottili e meno d’impatto. In questa traccia troviamo l’essenza di Royce e lo stile di Preemo. Potenza, abilità e stile che si perpetua in “You Shoud Know” (feat. Dwele), prendendo in esame lo stereotipo dei rapper di oggi.

Un progetto per pochi che non può piacere a tutti. Consigliato solo agli ascoltatori che sono cresciuti negli anni ’90 o a chi pensa che solamente in quegli anni ci sia l’essenza del rap. Gli incastri di Royce sono ricercati, peccato che ogni tanto il suo flow tende ad appiattirsi e a rendere noiosa la canzone.

7.8/10

Hustler

Sandro Torres
Caporedattore
Rapper, cantante, speaker radiofonico, sneakerhead e streetwear addicted, detentore della verità assoluta. Il tuo idolo vorrebbe essere me.