21 aprile 2019
Recensioni

Clementino – Miracolo!

>Stefano Pistore a.k.a. Stephaz Stefano Pistore a.k.a. Stephaz
Maggio 01, 2015
Dopo Mea Culpa, ecco Miracolo! (“e come altro avrei potuto chiamarlo”). Eh si, perché inaspettatamente lo scorso cd ha vinto un disco d’oro e un singolo d’oro, con O’ Vient. Il titolo del disco ce lo spiega proprio Clementino: “è grazie a un miracolo che, tra i tanti, sono emerso proprio io”. Nemmeno l’opera di un santo, però, lo avrebbe portato dov’è se non possedesse grandi qualità, come una buona capacità di scrittura, una straordinaria capacità tecnica, che gli permette di fare incastri metrici di altissimo livello, e l’incredibile sensibilità con cui interpreta i diversi tipi di beat. Cosa aspettarsi, dunque, da questo disco? Un altro passo verso il gusto del grande pubblico? Un prodotto puramente hiphop come potrebbero suggerire le ultime collaborazioni? Aperto il disco la risposta è chiara. Clementino si specchia nella Iena, e si riconosce nell’uno e nell’altra. Miracolo! è presentato in due versioni, l’edizione standard e quella deluxe (contente un secondo cd con altre 14 tracce), entrambe con due anime differenti. Il cd1, è il racconto di sé stesso, delle esperienze vissute nel periodo di scrittura. I viaggi, le storie di donne, la nostalgia di casa, le sue riflessioni e la sua cultura. Il cd2, Miracolo Jam! raccoglie i grandi dell’hiphop italiano, in un contesto “che va inteso come una jam dove i rapper si passano il microfono l’un l’altro come si faceva una volta”.

In questa caso mi sono concentrato sul primo cd, essendo questa la versione principale di Miracolo! Pronti via, il disco parte in quarta con Lo strano caso di Iena White. Il percorso del cd è ben costruito, le tracce più lente, profonde e romantiche, sono intervallate regolarmente da quelle più energiche, allegre e ironiche. La gestione della scaletta e la grande qualità generale delle produzioni (Fumo, Luna, El Senor, Inchiostro e Cos Cos Cos su tutte) scuote e rallenta, agita e calma, tenendo sempre in ritmo l’ascoltatore. La sua crescita nel rap “in italiano”, evidenziata da pezzi come Luna, si mescola alla facilità con cui intreccia la lingua con il dialetto napoletano, utilizzato con estrema flessibilità in strofe multiflow come quelle di Fumo e Oracolo del Sud. Azzeccate in pieno anche le collaborazioni. Da Pino Daniele in Da che parte stai?, che poi si è rivelata essere l’ultima incisione del maestro prima della scomparsa, ai Boom Da Bash (bella performance) e Mama Marjas (strepitosa) in Oracolo del Sud, da Alessandro Siani, che ha collaborato alla stesura di Cos Cos Cos, ai TheRivati, per chiudere poi con James Senese (Selvaggi), ognuno ha rispettato le aspettative. Il pezzo con Siani è frizzante e colorato, Mama Marjas e i Boom Da Bash supportano Clementino in una traccia che è una vera e propria chicca, Pino Daniele è leggenda, i TheRivati, ospiti fissi, funzionano bene nel racconto di sé e del suo quartiere e l’assolo di Senese da quel tocco in più a un pezzo già bello. La tendenza al commerciale si nota specialmente in Luna e Sotto le stelle, che riprendono un mood molto, forse troppo estivo. Ma a differenza di quei pezzi smielati calati nella “moda del rap”, questi si elevano (soprattutto Luna) a un livello decisamente superiore. Nota stonata, Notte. Il ritornello in autotune risulta piuttosto fastidioso.

Clementino non sarà la miglior penna d’Italia (capiamoci bene, scrive comunque molto bene), ma nella creazione di atmosfere particolari, nella fusione tra metriche, flow e beat, ha davvero pochi rivali. Tecnicamente, il livello del cd è molto alto. Dal dj al rapper, l’esecuzione dei pezzi è generalmente ottima e le atmosfere sono ben costruite e molto varie: dense, profonde ma anche allegre, ironiche e più “pestate”. Insomma un prodotto che evidenzia una maggiore maturità artistica, comunque in continuità con le sue radici napoletane. Veramente un bel disco.
 

 
Recensione di Francesco “Fanzio” Lattanzio