21 aprile 2019
Recensioni

Richie Stephens & The Ska Nation Band

>Redazione Redazione
Settembre 08, 2016

Bentornati a tutti gli amici della Casa del Rap dal vostro Nukleo.
Questa volta abbiamo ascoltato e recensito per voi “INTERNATIONALLY “ nato dalla collaborazione tra Jamaica e Salento nelle figure di RIchie Sephens, Papa Leu e Rankin Lele e dei musicisti della SKA NATION BAND.
Che parli la musica…

Foundantion sound primo brano dell’album si apre con  un tributo all’Origal Ska partendo dalle sue radici e rendendo omaggio nel testo a grandi artisti pionieri del genere come  Skatalites; Jimmy Cliff, Bob Marley and The Wailers. Il testo è un continuo elogio in presa bene al genere SKA  ripetendo un ritornello che non lascia spazio ad interpretazioni “Ska a di  original sound, Ska a di foundation sound, Ska music  is a great great  sound ”. Sound indiscutibile, vi ricordo che stiamo sempre parlando di RICHIE STEPHENS, famoso producer  già vincitore di un Grammy Awards.

Kingston Salento rappresenta il manifesto della ricetta che ha dato vita a questo progetto rappresentato nelle figure  di  Richie e della Ska Nation Band di origine salentina in cui spiccano due veterani come Rankin Lele e Papa Leu che in questo brano entrano in gioco nella seconda parte del brano con un cantato in classico stile Raggamuffin salentino.

Fire Fire è il terzo brano dell’album Internationally composto da ben 14 brani, ma è anche il singolo che ha anticipato l’uscita dell’intero album. Il videoclip di questo brano, che vi invitiamo a guardare, è diretto da Federico Giancane e miscela immagini girate tra il Salento e la Jamaica. La canzone è incentrata sul tema dell’amore e del fuoco (Fire Fire) che la persona che amiamo accende e continua ad alimentare in ognuno di noi ogni volta che la guardiamo o che stiamo con lei. Da questo Video traspare chiaramente il Concept dell’intero album e cioè la riscoperta dello Ska (Genere nato in Jamaica negli anni 60) e della voglia di far ballare  sottolineata da inserti di clip video che mostrano ballerini e non che si scatenano sul ritmo. Da sottolineare la grande voce con attitudine Soul di Richie Stephens che ricorda molto Stevie Wonder.

Born to be great quarto brano che continua sul genere ska ma questa volta con sonorità più riflessive e meno solari delle precedenti probabilmente dettate dalla tematica più riflessiva e introspettiva del brano in cui si analizza la voglia di emergere e di vivere non come un perdente ma con un attitudine mentale vincente.
Original Style si apre con l’introduzione di due ospiti d’eccezione sul riddim come Sean Paul & Gentleman.
Nel brano viene trasmesso il mood e il messaggio Origina Ska richiamando scene ed espressioni usate nelle tipiche Dancehall Ska  Jamaicane . Il sound come sempre compatto e con sonorità moderne ma con attitudine old school.
Smile brano che ricorda molto l’attitudine Toots & the Maytals nella produzione e nello stile con una nota particolare dei fiati che merita di essere sottolineata ed apprezzata.
Ancora non siamo alla metà del disco e già è trascorsa più di mezz’ora. Da sottolineare che i brani sono quasi tutti più vicini ai 4 minuti che ai 3 delle produzioni radiofoniche moderne.
Internationally è il brano che segna la metà dell’album di 14 pezzi ed è anche il brano che da il titolo a questa produzione. Sembra posizionato appositamente a metà del progetto come se volesse segnare un lato B del progetto in cui si riprendere il concetto della connection tra di Kingston e il Salento, questa volta rappresentata dai veterani della musica reggae salentina, i Sud Sound System. Il video di questa Tune è uscito il 3 Agosto 2016, e anche  in questo caso e stato  diretto a Federico Giannace. Dategli una occhiata…

Stau de sciana già dal titolo fa capire che sarà il salentino a farla da padrona in questo pezzo con Papa Leu e Rankin Lele che la cavalcano a suon di Raggamuffin classico.
Dopo questo breve intervallo di 2 brani in cui i riflettori si accendono sul salento, si torna nell’original Soul Ska con la struggente love song “Cry to me” interpretata da Richie.
Free up Your Self è la decima canzone dell’album, anche essa fatta indubbiamente bene, ma senza particolarità nelle tematiche e nello stile, tanto che posizionata come decima traccia  può quasi dare l’impressione di non spiccare se non all’orecchio di un vero appassionato di Ska che ne vuole ancora e ancora.
Beautiful Lady riaccende improvvisamente l’energia e l’attenzione probabilmente per l’approccio arrangia mentale e al sound sicuramente più vicino alle produzioni radiofoniche. La tematica inerente l’amore nei confronti della propria Lady risulta essere sicuramente un must di questa produzione.
Everybody Dance Jamaica Sunshine  anticipano il brano di chiusura dell’album ed risultano sicuramente con un approccio musicale e produttivo più vicino alle produzioni Europee moderne in cui l’approccio da Dj/Producer è riscontrabile anche nel sound.

Rock The World chiude questo lungo viaggio in quello che definirei il New Ska.  Quest’ultimo brano concentra l’attenzione dell’ascoltatore  sulla  strumentale che presenta un ritornello che si ripete come un mantra ma che non risulta essere troppo ingombrante.

Possiamo quindi trarre le conclusioni dando sicuramente un giudizio positivo nel complesso  al lavoro fatto da RICHIE STEPHENS & THE SKA NATION BAND, buona l’intuizione di riportare lo Ska Original al centro dell’attenzione, ottimo lo stile e l’interpretazione di Richie Stephen che trasmette grande energia e anima in ogni pezzo, la produzione in combo con i salentini Rankin Lele e Papa Leu da un giusto equilibrio alla produzione rendendola fruibile a livello  nazionale ed internazionale anche grazie al sound creato.

I punti di debolezza, se così li possiamo considerare, possono essere sicuramente l’eccessiva durata del disco, dal quale si sarebbero potuti sviluppare 2 Album distinti. La scelta di inserire 14 tracce Ska anche se perfettamente in linea con il concept dell’album, può risultare una scelta un po’ azzardata per chi non è un cultore del genere, con il rischio che l’ascoltatore potrebbe faticare a mantenere l’attenzione per tutto il disco. Ultima considerazione in merito ai temi trattati nei testi, conoscendo le potenzialità di un grandissimo artista come Richie Steohens, mi piacerebbe che osasse di più, con un pizzico di pazzia e irriverenza all’ontanandosi dall’area di confort e da una scrittura nei canoni del genere.

Un disco che sicuramente può trovare il giusto spazio nella propria collezione personale, in quella sezione che forse da troppo tempo era rimasta impolverata e che aveva l’etichetta con su scritto SKA!

BIG UP Richie, Papa Leu, Rankin Lele e The Ska Nation Band!

Nukleo