24 giugno 2019
Recensioni

Abbiamo recensito QVC8, l’ottavo mixtape di Gemitaiz

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Gennaio 18, 2019

Gemitaiz ha chiuso il 2018 portandosi a casa più di qualche successo. Tra i dischi di platino e d’oro, conquistati con l’album Davide, pubblicato in aprile, e gli innumerevoli featuring a cui ha preso parte, non si può certo dire che sia tornato a casa con la bocca amara. Pertanto, a dicembre ha deciso di fare all in e pubblicare l’ottavo capitolo della sua storica raccolta di mixtape.

Il 28 dicembre, per la label Tanta Roba, viene pubblicato QVC8 in esclusiva per Universal Music Italia, e come per tutti i mixtape, Gemitaiz onora la sua promessa mettendolo a disposizione in free download.

Instrumental: 6/10

QVC8 è indubbiamente il mixtape dalle mille e una sorpresa, a cominciare dalle collaborazioni interamente inedite tranne quella di Nayt, già presente nel terzo volume. Ci troviamo per la prima volta davanti ad un prodotto in cui gli inediti sono stati pubblicati nei principali digital stores e che vede l’assenza dello storico compagno MadMan, per grande delusione del pubblico. Le produzioni forse sono l’unico appiglio sicuro al quale ci si può aggrappare. Al fianco di Mixer T si schierano PK, Il Tre, Ombra e Kang Brulèe, già presenti in più di qualche brano dei precedenti lavori di Gemitaiz, che non sembrano tirare fuori dal rapper capitolino nessuna nuova skill. Spicca, tuttavia, tra queste consolidate collaborazioni, quella con il produttore tedesco TKAY. Toradol, infatti, si presenta come uno di quei brani in grado di rimanerti in testa sin dal primo ascolto. TKAY ha catturato a pieno il mood romanticamente depresso caratteristico di Gemitaiz, trasmettendo all’ascoltatore quella magica sensazione di farfalle nelle stomaco che si prova con il primo amore.

Lyrics & Skills: 5.5/10

QVC8 si presenta come un mixtape ben fatto, equilibrato per quanto riguarda i gusti. Infatti, gli innumerevoli feat, le basi inedite ed edite e il camaleontico Gemitaiz, permettono al mixtape di scorrere fluido. Fatta eccezione per due o tre tracce, non sembra emergere nulla di fondamentale tra gli argomenti portati in campo dal rapper romano. Forse è proprio la sua capacità di sapersi immedesimare in più generi ad averlo penalizzato in questo lavoro, non si trova Davide in mezzo a tutti questi stili. Sono passati dieci anni da quando ci aveva avvisato:

Rosichi che suonano come le originali, il flow le rime, i miei concetti principali.
(Faccio Questo, QVC1)





Ed infatti, il flow come al solito si incastra fluidamente sulle basi edite rendendo difficile, a primo orecchio, un’analisi concreta del testo, che risulta quasi superfluo. È appunto questa sua straordinaria capacità di saper incastrare rime su una qualsivoglia base che fa da valore e da condanna a QVC8. Ovviamente, chi ha dimestichezza con i vari mixtape, sa che l’artista, anche nei suoi precedenti lavori, ha sempre manifestato questa sua impeccabile capacità. Questa volta, però, è stata accostata ad una ricerca di novità ed innovazione piuttosto che ad una manifestazione di crescita, che ha reso tutto il progetto, per quanto degno di nota, non più che mediocre.

C’è comunque da tener presente una vera e propria chicca: la presenza di Bassi Maestro che apre e chiude il mixtape. A fare da intro è la canzone Già da un po’ che, attraverso le parole di una vecchia intervista realizzata da Gianluca Sambataro per il sito GrowRap, ci ricorda come mai Davide De Luca sia diventato Gemitaiz. Bassi, infatti, è stato il rapper che ha acceso una scintilla nel cuore del rapper romano il quale, da bravo estimatore qual è della buona musica, lascia allo stesso Bassi il compito di aprire e chiudere l’ottavo capitolo di questa saga decennale.

Style: 6/10

A differenza di Davide, album nel quale ci si imbatte in una dimensione personale che ci presenta l’artista e non la sua arte, QVC8 è un lavoro più articolato, che risulta quasi impersonale. Diciotto tracce, nelle quali c’è solo per un terzo l’emotività del Davide De Luca che avevamo assaporato nel precedente disco. Mi è sembrato di vedere, più che ascoltare, un ragazzo, se preferite un uomo, alla deriva. In un’età sospesa tra maturità e voglia di imparare ancora, il mixtape si altalena tra tracce che proiettano una visone della realtà leggera e scanzonata, ad una mesta e malinconica come solo il Gemitaiz delle Ballate del dubbio sa fare.

Tra le tracce più introspettive, che surclassano il mito del rapper che parla solo di canne, troviamo sia l’interludio che l’outro che, unite ad una traccia, seppur non propriamente, introduttiva, permettono di individuare una sorta di filo unitario. Indubbiamente la traccia che mi ha incuriosito di più di tutte è Ye Ye Ye. Vuoi per l’associazione di idee del tipico urlo che faceva come introduzione alle sue canzoni, vuoi per la base melodica che ricorda il romanticismo che abbiamo riscontrato in più di qualche mixtape, fatto sta che quella è la traccia che racchiude in toto la figura di Gemitaiz. Tra i canne, amici in galera, cuori spezzati e paranoie, troviamo in un solo brano non solo il riassunto di quest’ultimo lavoro, ma tutti ed otto i Quello che vi consiglio.

Visual & Artwork

Qualche ora dopo aver pubblicato QVC8, Gemitaiz ha lanciato una sfida ai suoi fan: “chi indovina il significato della copertina entrerà gratis a tutti i miei concerti del 2019”. Da brava seguace quale sono, mi sono scervellata cercando di capire quale fosse il senso. Tra il libro aperto sul tavolino, l’arredamento della stanza e lo stile delle modelle, ho cercato di immaginarmi chissà quale ragionamento potesse aver partorito per tradurre i brani in immagine. Ebbene si tratta di un ragionamento piuttosto prevedibile; come ci ha ripetuto più volte, tutti i suoi lavori vengono criticati perché tutti uguali, piatti, senza personalità, che mirano a parlare solo di droga. Le gemelle sulla copertina rappresentano le sue tracce, che viste dall’esterno sono identiche, ma che nel profondo sono totalmente diverse ed uniche. È la prima volta che Gemitaiz si espone tanto nella cover. Nei precedenti QVC, tra foto manipolazioni e shooting in solitaria, non ci aveva mai trasmesso un messaggio così netto attraverso la cover. Quasi a voler giustificare ciò che poi avremmo ascoltato nei singoli, mette le mani avanti e ci avvisa di non soffermarci al primo impatto, non giudicare un disco dalla copertina.

Voto finale: 5.8/10

Dal 2009 siamo cresciuti con Gemitaiz, dieci anni di cambiamenti che seppur non apprezzati da tutti, vanno tenuti da conto. Davide sa come tenersi vicini gli storici seguaci della sua musica e allo stesso tempo integrare nuove leve, senza lasciare delusi né gli uni né gli altri: un mixtape gratis, punto da non sottovalutare, nel quale bilanciare nostalgia ed entusiasmo. Un tipo di patto mai stretto e consacrato da nessun altro artista contemporaneo.

Non sentirti in colpa se non ci siamo capiti che certe volte incastrare i pezzi è più difficile.

Cantava in Diverso, e mai, più di ora in uno dei suoi lavori, deve balenarvi in testa questa frase.

QVC8 è un temino ben scritto, non spicca, non resta nell’ombra, non è l’album dell’anno, ma non passa inosservato. Ed anche se non mi è arrivato come invece hanno fatto i precedenti mixtape, il fatto è uno solo:

Io ne ho fatti due pure quest’anno.

Gemitaiz - QVC8

0.00
5.8

Instrumental

6.0/10

Lyrics & Skills

5.5/10

Style

6.0/10
Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.