17 novembre 2019
Recensioni

Krept & Konan: Revenge Is Sweet è il level up del Rap inglese

>Leonardo Michaelides Leonardo Michaelides
Novembre 07, 2019

A quattro anni di distanza dal loro primo album ufficiale, intitolato The Long Way Home, Krept & Konan hanno appena pubblicato un nuovo progetto: Revenge Is Sweet.
Osservando anche la cover di questo LP, si capisce benissimo il perché sia stato pubblicato la notte di Halloween e, ascoltandolo, suonano immediatamente le note crude di una vendetta servita durante un pasto di tredici portate.
Infatti, il duo originario di South London e attivo dal 2009, ha deciso di festeggiare i propri dieci anni di carriera con un prodotto che delinea l’affermazione del gruppo non solo in Inghilterra (nel 2015 hanno vinto il premio come Best Newcomer agli MTV Brand New), ma anche negli U.S.A. (in seguito agli apprezzamenti di Drake per Wo Wo Wo, un brano inserito nel mixtape 7 Days).

Lyrics & Skills: 8

Non ci vuole molto a comprendere la qualità lirica di Casyo Johnson (Krept) e Karl Wilson (Konan). Fin dal primo pezzo, Goat Level, i due partono in quarta con aggressività, nei confronti della scarsa credibilità degli altri artisti, portando avanti la propria prospettiva, cioè quella di due ragazzi che, da quartieri poveri come Gipsy Hill e Thornton Heath, sono giunti ad aprire il proprio ristorante a Croydon, diventato veri e propri imprenditori (“I just got a check and I spent it on houses / You just got a check and you spent it on outfits”). Anche le canzoni che vantano collaborazioni di un certo calibro non sono da meno.

Basti fare attenzione a Keep Talking, la terza traccia a cui partecipano Stormzy e Cadet (il cugino di Krept, deceduto a febbraio a causa di un incidente stradale), per capire che nessuno abbia voglia di scherzare e quanto contino i fatti piuttosto dell’apparenza diffusa nella musica moderna (“Young black king I came and I murked it / 15 yeah I had a chain but I jerked it”).

La caratteristica più apprezzabile degli artisti inglesi è la facilità con cui riescono a creare dei perfetti melting pot tra tematiche più underground (che ricordano la Grime) e altre maggiormente ispirate ai club jamaicani.
Un esempio potrebbe essere First Time, featuring Spice e Tory Lanez, che si ispira a Virginity del Worl’ Boss Vybz Kartel (riconosciuto come la personalità che ha reso popolare la dancehall) e trascina l’ascoltatore in un ambiente completamente differente rispetto alla Trap.

Inoltre, l’esigenza di rendere importanti anche i propri colleghi più giovani e capaci, ha portato Krept & Konan a chiamare la D-Block Europe (che ha debuttato al quarto posto delle classifiche inglesi con PTSD) e Ling Hussle (una futura promessa della scena UK) per un singolo spensierato come Tell Me, in cui donne e soldi sono al centro dell’attenzione.

Instrumentals: 8,5

Non potrà mai esistere un artista inglese con un progetto uniforme ed è chiaro dall’alternanza delle sonorità all’interno di questo disco, inclusi i numerosi beatmakers che vi hanno preso parte (più di cinque). Si passa dalla Grime, anche un po’ più melodica come nel caso di Salaam, dei primi quattro pezzi, all’afrobeats di G Love, grazie alla presenza importante di Wizkid, per poi concludere con un coro collettivo di Broski dedicato ad un amico scomparso nel 2018 a causa di problemi mentali.
“Personalmente ho idea che, a livello di sound, la ciliegina sulla torta sia rappresentata dalla malinconia autobiografica di Forgiveness, uno schiaffo morale a chi non si è mai creduto all’altezza di una situazione, sottovalutandosi inutilmente, che ricorda molto l’introspezione di Drake e della OVO Sound (Be careful what you put into the universe you know / If you’re one of those people that, just sit down and talk about people, commenting people, every day, and wonder why shit ain’t going right for you, that’s why man / If you can’t be positive then at least be quiet man / That’s why we stay up, that’s why we stay winnin’; / Positive affirmations man / You know what it is, play dirty / Still waiting for opportunities and create them man / No cap)”.

Style: 8

L’impressione definitiva è che i due, tramite la pubblicazione di questo disco, abbiano voluto dare l’idea chiara di avercela fatta, dopo anni di gavetta e porte chiuse in faccia. Si vede subito che, anche a livello emotivo, ci sia stata una crescita in particolare in merito ai
contenuti. Se prima il singolo di riferimento era Freak Of The Week, ora si nota la voglia di sfruttare la propria posizione per parlare chiaro alle persone, come per Ban Drill, in cui si discute dell’indifferenza dei politici inglesi nei confronti di tutti i ragazzi che fanno musica in Inghilterra e vengono derisi.





Voto finale: 8,2

Due soli album ufficiali e cinque mixtape in dieci anni di carriera preannunciano che Krept & Konan non hanno sicuramente intenzione di fermarsi e il prossimo stop di questo percorso sarà sicuramente di un livello ancora più alto.
Non ci resta che aspettare e metterci l’animo in pace, pur sapendo che ora Londra sia sulla mappa a tutti gli effetti.

Krept & Konan - Revenge Is Sweet

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8.2

Lyrics & Skills

8.0/10

Instrumentals

8.5/10

Style

8.0/10