17 novembre 2019
Recensioni

Il paese delle stelle: la nostra recensione sull’esordio di Seck

>Roberta De Rossi Roberta De Rossi
Novembre 08, 2019

C’era una compagnia di amici seduti sugli spalti dell’autodromo. C’erano i beat, c’erano le rime.
Oggi c’è Seck ed il suo primo ep Il paese delle stelle. L’esordio di un ragazzo che ha scelto di crederci veramente, senza mai dimenticare se stesso.

Le tracce trasudano determinazione, crescita personale, voglia di mettersi a nudo. È tangibile il percorso verso la maturità intrapreso dalle produzioni passate fino al presente. Qui di seguito raccontiamo un lavoro di squadra, tra vecchi amici e nuove conoscenze. Da Mark Azary, storico chitarrista di Salmo, a Pitto, spesso al fianco di Axos come produttore del team 40, per arrivare a Mndst, accanto al rapper dal giorno zero.
L’ep esce oggi, 8 novembre, per Malamente/Artist First ed è stato prodotto negli studi milanesi di Indiehub.

Lyrics & Skills: 6,5

Tra Mecna ed il pop da classifica. La scrittura del disco è leggera, fresca ed attuale. Non ci troviamo sicuramente di fronte a testi conscious o di particolare spessore. Non vi è la carica innovativa in grado di formare il linguaggio di una generazione né la proposta di un nuovo immaginario. Nessuna pretensione, ma neppure il vuoto. Perché l’intento dell’autore non è probabilmente quello di creare un movimento o di fornire al pubblico alcuna risposta o chiave di lettura filosofica. O almeno non ancora.
Seck riesce però a centrare perfettamente il suo obiettivo: testi semplici, ma in grado di trasportare l’ascoltatore all’interno del proprio viaggio personale: tra paure, introspezione, voglia di riscatto ed esperienze di vita, descritte per appartenere a chiunque abbia voglia di raccoglierle.


Instrumentals: 7

La qualità delle produzioni si nota fin dal primo ascolto. Tra suoni campionati e strumming di chitarre, ogni suono compone perfettamente un immaginario elegante, ma pop, credibile e piacevolmente scorrevole.
Dall’acustica più dolce e leggera di Non mi fido di te, che ben combacia con la vulnerabilità del pezzo, fino alle influenze reggaeton di Hype. L’insieme è ben studiato e le sonorità riescono ad adattarsi perfettamente ad ogni variazione tematica.





Style: 6,5

La personalità non manca e siamo sicuri che nei prossimi lavori non potrà che spiccare con maggiori peculiarità.
Per ora il lavoro oscilla tra il quartiere e la vetta, tra l’amore e la solitudine. L’ep comincia a tratteggiare i confini dell’artista, un pop-rap delicato ma incisivo, lasciando però un buon margine di crescita, nel quale Seck potrà incidere se stesso continuando a correre.

Voto finale: 6,7

Un buon esordio ufficiale, che speriamo incuriosisca molti ed introduca il rapper a gradini più alti degli spalti monzesi. Sicuramente un enorme passo avanti può ancora essere fatto in quanto a personalizzazione del linguaggio, innovazione e sperimentazione, ma siamo di fronte ad un ragazzo che ha voglia di crescere e che si porta a casa un disco non troppo pretenzioso, ma di facile ascolto.

Seck - Il paese delle stelle

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6.7

Lyrics & Skills

6.5/10

Instrumentals

7.0/10

Style

6.5/10