08 dicembre 2019
Recensioni

Gionni Gioielli, con Pornostar continua la missione MxRxGxA

>Eugenio Ronga Eugenio Ronga
Novembre 19, 2019

MxRxGxA – Make Rap Great Again – è il monito di Gionni Gioielli da agosto 2018 a questa parte. Il primo passo era stato Young Bettino Story e l’ultimo a livello temporale è Pornostar, uscito il 9 novembre. Il progetto – che vede la collaborazione dei componenti dell’AdriaCosta e non solo – è strutturato in modo da avere il nome di 14 pornostar più quello di un regista (Riccardo Schicchi) come titoli delle tracce. Dissacrante e diretto, Gionni Gioielli riesce a rendere il collegamento con gli Stati Uniti – la città natale di Griselda, dichiarata ispirazione per Gioielli, è Buffalo, US – distante solo 37 minuti.

È la vecchia storia delle barre e i sample

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Lyrics & Skills: 7

Senza dubbio Gioielli rappresenta un esempio unico nella scena italiana. Come dice spesso, non fa il rapper di mestiere, lo fa per hobby: il risultato e sicuramente una “libertà espressiva” estrema e senza peli sulla lingua. Il suo flow super riconoscibile conferisce ad ogni barra un tono sempre grave, marcatamente attento alle parole usate. Pornostar in particolare è un succedersi di espressioni colorite, frecciate assolutamente esplicite e una grande dose di scanzonatezza.

Sottolineare come Gioielli è un rapper sui generis penso sia doveroso. Il suo quasi meta-rap può risultare da “rosicone”, quando invece lungo tutto il percorso di un disco ci si rende conto che sia solo parte del suo modo di fare. I suoi diss non sono a caso, oppure fatti per generare flame e attenzioni. Stanno lì come colonne della traccia.





I temi naturalmente prestano benissimo il fianco alla sua attitudine e sono sempre incredibilmente sul pezzo (riferimenti che quasi non ci si aspetta). Il nome delle varie Pornostar delle tracce servono per fare delle metafore lungo il corso dei testi, che trovano ospiti tutti in grande forma.

Guarda l'intervista con gli Arcade Boyz

Instrumentals: 8

Le produzioni sono curate tutte da Gionni Gioielli in persona, ad eccezione di Esperanza Gomez che è di Crookers. L’eccezionalità delle basi di Pornostar e in generale dei progetti usciti sotto MxRxGxA, sta nel rendere attuali suoni e ritmiche degli anni 90’/00′. Ogni traccia ha una sua specifica identità grazie ad una scelta di sample incredibile e a degli skit finali a tema. La versatilità di Gioielli permette di avere transizioni da chitarre, per accogliere Franco 126, a beat come quello di Karma RX (che ha uno switch nel mezzo clamoroso). Menzione d’onore per August Ames che con un beat malinconico devastante onora la memoria della pornostar morta suicida nel 2018.

Ogni brano che prende vita propria e si trasforma durante i 2 minuti abbondanti potrebbe seriamente regalare a questo disco una nuova vita solo instrumental.

Style: 7.5

L’originalità nel 2019 di questo genere di progetto è assolutamente indiscutibile. L’aspettativa senza conoscere il personaggio sarebbe potuta essere quella di un vecchio “scorreggione” che viene a dirci di quanto era bello il rap 20 anni fa. Invece, per fortuna, Gioielli riesce a cogliere il meglio del nuovo e a criticare quello che va criticato. L’intero progetto che lo vede protagonista – MxRxGxA – è un bella boccata di aria fresca. Non delle cose per ragazzini.

Gionni Gioielli Pornostar

Voto finale: 7.5

Il risultato finale di Pornostar è quello che ci si aspetta da un album con un concept del genere alle spalle: divertente e di qualità. Un gran bel modo per passare 40 minuti liberando la mente e riflettendo il giusto (magari un po’ di più se si ammira anche la cover del disco).

Gionni Gioielli - Pornostar

7.5

Lyrics & Skills

7.0/10

Style

7.5/10

Instrumentals

8.0/10
Eugenio Ronga
Appassionato di Rap made in USA in maniera enciclopedica, seguo con attenzione tutta la scena europea. Scrivo per darvi dei consigli.