06 aprile 2020
Recensioni

Emanuele è tutto quello che è Geolier

>Eugenio Ronga Eugenio Ronga
17 Dicembre, 2019

Arrivati a fine 2019 è giunto QUEL momento dell’anno: il riepilogo di ciò che è stato pubblicato nei mesi precedenti. Bene, noi facciamo mea culpa, e durante questi ultimi 30 giorni daremo spazio a quei dischi che non siamo riusciti ad approfondire nel momento della loro uscita. Per rinfrescarvi un po’ la memoria, in vista delle abituali classifiche di questo periodo…

Si dice spesso che i ragazzi della generazione Z – nati tra la seconda metà degli anni ’90 e i primi anni 2000 – siano caratterizzati dall’essere multitasking e di non essere capaci di specializzarsi in una singola disciplina. Geolier – nato a Napoli proprio nel 2000 – mi ha dato conferma di questa sorta di definizione generazionale, sia nel bene sia nel male. Il suo primo album Emanuele, uscito l’11 ottobre per BFM Music, mi ha raccontato proprio della sua natura camaleontica e, senza che davvero avessi grandi aspettative riguardo la sua musica, è riuscito a darmi sensazioni che da tempo cercavo in un disco completamente in napoletano.

Ascolta Emanuele su Spotify

Testi

Da napoletano che vive ormai lontano da casa da più di 4 anni, ascoltare un intero album di livello in napoletano è una sorta benedizione – l’ultima volta era successo con Angelo di Vale Lambo. È anche vero che però non è facile per un ascoltatore proveniente dal resto della penisola (e isole) comprendere proprio tutti i testi: un handicap che però può fare solo onore a Geolier, snaturarsi per il pubblico non è mai una buona cosa – fatto salvo L1 di Luche e i vari compromessi di Clementino negli anni.

In generale la lingua aiuta molto gli sviluppi melodici dei ritornelli e la forza delle barre quando Emanuele spinge sull’acceleratore – rispettivamente nelle migliori tracce che sono Senz e me e Provino. Storie d’amore declinate in ogni salsa (anche verso se stesso nel brano di chiusura Emanuele) sono il vero filo conduttore dell’album, intervallate da qualche mal riuscito pezzo latineggiante e alcuni assaggi di gangsta rap fatto a modo.

Il vero rimpianto dal punto di vista dei testi è proprio questo, ci sono alcune strofe incredibilmente profonde e attuali che però non riescono da sole a reggere tutto il resto che rimane un po’ troppo vago e generico.





Sott e terr e contadin stann spars e miliun
Ca stann e muort ca te parln chius rint e mur

Stesso problema lo si ritrova anche nei featuring, dove né Luche né Guè Pequeno e la sua versione low cost MV Killa aggiungono niente di rilevante.

Voto: 6.5/10

Guarda il video di Narcos su YouTube

Strumentali

Il lavoro di Dat Boi Dee nella direzione artistica di Emanuele è encomiabile: il disco suona chiaro e le scelte musicali risultano varie e per niente stancanti – considerando anche i 47 minuti di lunghezza. La maggior parte delle produzioni portano la sua firma e il tag iniziale è diventato già leggenda, tracce che vedono un futuro più che certo nei club.

Gli altri produttori coinvolti, Hippy Jack e Noden su tutti, sono la vera sorpresa. Hippy Jack pesca  un campione fuori di testa su Provino che lancia un’esibizione extralusso di Geolier, Noden invece regala ad Emanuele un beat super R&B per Vogl sul a te che più dolce non si può.

Voto: 7,5/10

Stile

Difficilmente mi sarei aspettato un Geolier così nel suo primo disco e così tanti altri come me. Già dal numero delle tracce, 16 in totale, si poteva intuire che il ragazzo esploso con la street hit P Secondiglian avrebbe avuto molto da dire.

L’unico problema resta solo nella strada da seguire per il futuro: adesso viaggia a metà tra lo spirito neomelodico che gli riesce davvero bene e quel filone latino che invece è di tendenza. Dovesse continuare sulla scia di Emanuele e Senz e me non avrei dubbi nel dire che Geolier possa diventare un caposaldo nella scena rap italiana e finalmente ridare concretezza al rap napoletano.

Si ric nigga me condann, pe l’Italia n’so bianc

Voto: 7/10

Voto finale: 7

Mai mi sarei aspettato questo disco mi sarebbe piaciuto così tanto. Mai mi sarei aspettato di avere in rotazione su Spotify 3/4 tracce di Emanuele. Eppure.

Geolier ha tirato fuori un po’ a sorpresa un disco solidissimo con tante punte e pochi bassi. La cura BFM gli ha fatto solo un gran bene e la compagnia di Luché gli potrà fare solo meglio nel corso degli anni. Il ragazzo sa rappare, ha una dote innata per i ritornelli e sa cosa dire.

Non ci rimane che restare qui ad aspettarlo e non vediamo l’ora di vedere cosa ci possa riservare ancora lui e tutta questa nuova generaZione.

Guarda il video di Yacht su YouTube

Geolier - Emanuele

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Testi

6.5/10

Stile

7.0/10

Strumentali

7.5/10
Eugenio Ronga
Appassionato di Rap made in USA in maniera enciclopedica, seguo con attenzione tutta la scena europea. Scrivo per darvi dei consigli.