19 gennaio 2020
Recensioni

La bella musica di Vegas Jones, in equilibrio tra vecchia e nuova scuola

>Roberta De Rossi Roberta De Rossi
19 Dicembre, 2019

Arrivati a fine 2019 è giunto QUEL momento dell’anno: il riepilogo di ciò che è stato pubblicato nei mesi precedenti. Bene, noi facciamo mea culpa, e durante questi ultimi 30 giorni daremo spazio a quei dischi che non siamo riusciti ad approfondire nel momento della loro uscita. Per rinfrescarvi un po’ la memoria, in vista delle abituali classifiche di questo periodo…

Ci dedichiamo oggi a La bella musica, ultimo album di Vegas Jones uscito l’8 novembre per Dogozilla Empire e Sony Music Italy. Solido è non solo la sua sesta traccia, ma anche un buon riassunto dell’intero progetto, che affonda le proprie radici interamente sul concetto di credibilità.

Boston George e Joe Vain si accompagnano nella produzione per la maggior parte del disco, intervallati da alcune strumentali di Andry the Hitmaker, Kid Ceasar e dagli ospiti d’eccellenza Merk & Kremont.

Testi

Non sorprende che per Vegas Jones la tecnica sia padrona assoluta in ogni rima chiusa.

L’ouverture del disco è un’invettiva all’individualismo. L’apologia per eccellenza di tutti coloro che rendono tale un artista. Il rapper di Chic Nisello dedica così ai propri fan l’inizio del viaggio:





Per alcuni sei il consumatore, per me sei l’ispirazione.

La bella musica, letteralmente, procede con un’attenzione particolare alla metrica e agli incastri. Sopra un beat che strizza l’occhio all’hip hop come sul rullante della 808, Vegas rimane distante dal mumble rap, riempiendo la base a 360°.
Le tematiche oscillano tra il riscatto, la fame, la necessità di rimanere vero e il distinguersi dalla scena, di cui è prova l’unico featuring riservato a Fabri Fibra.

Mi sento così lontano dalla moda.

Stare fuori dal network mi mantiene vero.

Sincerità, quindi, non oltrepassando comunque il piano contenutistico classico dell’immaginario hip hop. Nessuna reale critica al sistema, nessuna proposta collettiva verso un futuro migliore, ma diverso ed ideale. Spicca la buona volontà, ma si rimane comunque ancorati ad un successo incarnato non dalla corsa verso un miglioramento sociale, ma verso una maggiore e personale stabilità economica, seppur contornata da valori e rispetto.

Voto: 7

Strumentali

Il sipario apre sulle corde di una chitarra, scorrendo poi tra i ritmi di una trap piuttosto scura, ma comunque lontana dalla violenza della drill. Le sonorità generali dell’album ricalcano l’immaginario quasi old school del rapper.
Non manca comunque l’influenza house dei due DJ milanesi in Follia del mattino (il cui video, diretto da Enea Colombi, è uscito ieri su YouTube). La traccia, pur non costituendo autonomamente una hit da club, accompagna ottimamente altri brani dalle tonalità pop, come Puertosol o Baby Girl.
Da una visuale grandangolare, le basi non eccellono in unicità e non comporteranno sicuramente una svolta nel panorama italiano, ma calzano bene, adattandosi al concept del progetto.

Voto: 6,5

Stile

Attitudine street, rispetto per il vero, sguardo verso la nuova scuola caricandosi però sulle spalle il bagaglio valoriale delle vecchie generazioni del rap italiano. Rime chiuse e chiuse bene, ritmo in linea con il sound degli anni ’10. Un giovane in equilibrio tra i ’90 e l’inizio dei ’20.

Voto: 6,5

Voto finale: 6,7

La bella musica è quindi un album per chi vive nel presente, ma non vuole dimenticare quanto successo ieri.
Per la nuova generazione che rimane figlia delle Sacre Scuole, di Bassi e del Tecniche Perfette. Senza esagerare, nulla di nuovo, ma tutto assolutamente credibile e perfettamente coerente con se stesso. Leggermente più intimistico rispetto al lavoro precedente, il 2019 per Vegas Jones è sicuramente una conferma del suo talento e della voglia di arrivare in alto, tenendo sempre uno sguardo ancorato al quartiere.

Vegas Jones - La bella musica

0.00
6.7

Testi

7.0/10

Stile

6.5/10

Strumentali

6.5/10