19 gennaio 2020
Recensioni

Dal niente alla vetta, sempre insieme: Deux Frères, PNL

>Loris Bellitto Loris Bellitto
20 Dicembre, 2019

Arrivati a fine 2019 è giunto QUEL momento dell’anno: il riepilogo di ciò che è stato pubblicato nei mesi precedenti. Bene, noi facciamo mea culpa, e durante questi ultimi 30 giorni daremo spazio a quei dischi che non siamo riusciti ad approfondire nel momento della loro uscita. Per rinfrescarvi un po’ la memoria, in vista delle abituali classifiche di questo periodo…

Per aspera ad astra, recitava un vecchio detto latino. Quando parti da zero, dal nulla, in quale esatto momento cominci a pensare “forse ce l’ho fatta, forse sono arrivato in cima”? Sono certo che se ti ritrovi a pensarlo dalla vetta della Tour Eiffela 300 metri dal suolo, forse il sentore che sei realmente arrivato in cima può sfiorarti…

La scalata dei PNL (acronimo che sta per Peace N’ Lovés), al secolo Ademo N.O.S., comincia quattro anni fa e raggiunge l’apice ad aprile di quest’anno. L’album Deux Frères straccia record su record, diventando l’album più ascoltato in Francia nelle prime 24 ore, disco d’oro in meno di tre giorni ed altri primati invidiabili. Atteso da tre anni, il seguito di Dans la légende non ha deluso le aspettative, incoronando i due fratelli come ambasciatori mondiali del cloud rap. Un “mattone” da 16 tracce (più 4 bonus track, più altre due contenute nelle edizioni fisiche) per due ore di musica, sulla falsariga di quanto già avvenuto con Migos, Post Malone o Rae Sremmurd: dischi lunghi, così da facilitare gli algoritmi Spotify…

Testi

Un disco più sofferto, più sentito rispetto a Dans la légende, che li ha mostrati al mondo intero. Ma come spesso accade, il successo non ti fa stare meglio: a tormentare Ademo e N.O.S. sono i vecchi fantasmi del passato, che tornano a presentare il conto. Un’infanzia passata con una madre assente ed un padre galeotto, l’età dello spaccio nel loro quartiere, Tarterêts, ed ora la fama, le luci della ribalta, la vetta della Tour Eiffel. Tutti tòpoi che ritroviamo nelle loro canzoni.

J’crois que personne ne vit sans regrets
Nous, on est tout l’contraire de Piaf

Non rinnegano nulla, non hanno rimpianti, sono consci che ogni passaggio delle loro vite sia stato fondamentale per la loro crescita. Alla fine di tutto, che sia proprio il fratello che hanno a fianco l’unica persona su cui poter contare?





Voto: 8.5/10

Strumentali

Sei i producer chiamati per la parte strumentale del disco: Nk.FMKSB, Adsa BeatzAnaika, BBPTrackbastardz. I suoni sono tutti molto ovattati, a parte qualche sperimentazione qui e lì (vedasi il singolo 91’s, dall’atmosfera stile Miami Vice, come richiama la cover del pezzo). Un trattato di come il cloud rap dovrebbe essere fatto, dai suoni desertici di A l’ammoniaque fino allo xilofono che sentiamo in Blanka, sino alla ballad latina che è Hasta la vista (una nuova Benè, per chi segue i due fratelli dagli albori). L’importanza, come già lo era nel disco precedente, va data al messaggio che portano i due fratelli, non tanto ai suoni.

Voto: 7,5/10

Stile

Prosegue anche con questo album la politica dei due della totale anonimità: nessuna intervista, niente news, come detto prima parla solo la musica. Non mancano i riferimenti ad un immaginario che ha caratterizzato l’infanzia dei due fratelli. Se nei dischi precedenti ciò veniva caratterizzato da personaggi Disney (in particolar modo Mowgli, e la città viene vista come una giungla in cui districarsi), in questo album abbiamo chiari rimandi al mondo videoludico anni ’90. Shenmue ci porta all’interno di un role player giapponese in cui il protagonista deve vendicare il padre ucciso anni prima, Blanka è il nome di uno personaggi principali di Street Fighter (se non sapete cosa sia non voglio nemmeno conoscervi!).

J’suis perché dans les abîmes, un peu comme Anakin

Ademo si paragona anche ad Anakin Skywalker, personaggio iconico della saga di Star Wars.

Voto: 8/10

Visual & artwork

In quanti possono permettersi di affittare la Tour Eiffel per girarci un video? E, al contempo, di farla diventare una crack house per ricordare gli ambienti di cui i due hanno fatto parte per anni?

Quanti possono permettersi un video come quello di A l’ammoniaque, una triste cantilena nel mezzo del deserto, con un intermezzo oceanico che sembra tratto da Vita di Pi di Ang Lee? La risposta già la sapete: nessuno. Il duo si è creato negli anni, anche tramite video originali e molto spettacolari, un’aura che può essere paragonata solo a pochi artisti americani.

Voto finale: 8

Hey, c’est la vie, la vie ma belle, wow, ce pauvre récit, moi, j’le trouve beau
T’façon la misère est si belle, khey, hey

Si stava meglio quando si stava peggio, potremmo sintetizzare per chi non mastica il francese. Deux Freres è un disperato messaggio di aiuto da parte di Ademo e N.O.S. verso chi gli sta intorno: si sono stancati di ambienti patinati, di persone false attorno, di mascheranti che gli si palesano davanti. Preferivano lo stare in strada, la miseria, sì, che però comportava semplicità e sincerità. Possiamo credergli o meno… Resta un grande interrogativo: dopo aver spopolato in Francia e nei paesi francofoni, riusciranno, nonostante l’handicap della lingua, a sfondare anche in nazioni dalla matrice inglese (facile pensare immediatamente agli USA)?

PNL - Deux Frères

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Testi

8.5/10

Stile

8.0/10

Strumentali

7.5/10