23 febbraio 2020
Recensioni

RAPconti illustrati di Murubutu: un’istigazione alla curiosità

>Cristina Breuza Cristina Breuza
06 Febbraio, 2020

Bentornati fra le righe de lacasadelrap.com! Eccoci di nuovo, dopo non così tanto tempo.

Vi dico la verità: sono un po’ contraddetta e perplessa per alcune dinamiche che noto nel mondo, al di fuori del suono di cui io vivo, parafrasando il titolo del saggio di F. Fabbri (2008). Mi piacerebbe che le persone non dimenticassero che l’arte, qualsiasi forma d’arte, è libera. Mi piacerebbe che il rap non fosse sempre esposto all’incomprensione, al pubblico scherno e al tentativo di censura.

L’artista ha facoltà di raccontare qualsiasi storia. Brutta, triste, violenta, dura e cruda. Anche se a me dà fastidio, oppure scuote la mia sensibilità, in virtù della libertà di espressione. A volte penso che ci sia solo bisogno trovare un nemico pubblico immediato su cui sfogare il proprio senso di giustizia inappagato. Le violenze, le disuguaglianze sociali e le discriminazioni di genere raccontate in rima nei testi dei rapper spesso non sono altro che il riflesso del mondo in cui viviamo

RAPconti illustrati: il primo libro di Murubutu

A proposito di racconti rap: oggi, 6 febbraio 2020, esce RAPconti illustrati, il primo libro di Murubutu edito da Becco Giallo e impreziosito dai fumetti di Ernesto Anderle pittore, scultore e illustratore.

Scandito da sfondi dai colori diversi, tenui e allegri e da immagini vivaci e dinamiche, il libro raccoglie sedici delle canzoni più riconoscibili e intense di Murubutu, come ad esempio: Mara e il Maestrale, La notte di San Lorenzo, Anna e Marzio, Le notti bianche (ft Claver Gold) e Grecale.





Pertanto, durante la lettura – che ho avuto in anteprima – ho potuto immergermi nei mondi “dipinti” da uno dei più grandi liricisti del rap italiano in modo nuovo e particolare. Se infatti nel rap il focus è sulla parola, in RAPconti sono i fumetti e quindi le immagini a trascinare nelle storie e troneggiare sulle pagine. Le parole, però, incoronano e incrociano le immagini, generando un mix interessante con un effetto sorprendente. Appropriandomi delle parole del rapper mi è bastato un sussurro, per avere un sussulto…

Infatti, gli stornelli del rap, come spiega lo stesso rapper, sono stati trasformati in immagini digitali, le quali parlano di cultura popolare, di quella ellenica e  romana, di filosofia, di storia e letteratura, nonché degli sforzi personali per migliorarsi sempre. I temi della poetica di Murubutu tornano, in modo diverso e con impatto aumentato.

Questa trasformazione fa sì che possano essere apprezzati non solo da adolescenti, da giovani-adulti e da adulti, ma anche da bambini. RAPconti illustrati, quindi, potrebbe essere un’idea regalo originale da considerare!

Mille e un modo per leggerli e farli propri

In appena poco più di 150 pagine sono sviluppati i temi degli album di Murubutu, ossia la notte, il mare e il vento che fanno da sfondo, come precisa lo stesso rapper, alla sofferenza umana.

Quest’esperienza è stata affrontata anche nella letteratura italiana ad esempio da Luigi Pirandello in Novelle per un anno (1922) e nelle poesie di Eugenio Montale Ossi di seppia (1925).

In modo diverso, originale eppure simile, alla grande letteratura italiana, il rapper Murubutu con l’illustratore Anderle raccontano, in modo condensato, oppure sciolto e con dettagli, aspetti amari, duri, dolorosi,sconcertanti, allucinati e contraddittori della vita. Questi interpellano e coinvolgono chi legge, o attirano l’attenzione chi di guarda l’immagine e invitano ad approfondire: be curious! Leggere questo libro può essere un’occasione di auto-apprendimento e di crescita personale.

Costruito intrecciando linguaggi diversi, il ritmo con cui i RAPconti si delineano è molto particolare e apre a esperienze molto intime. Se ci sofferma solo sulle immagini la lettura termina in poco più di un’ora. Se invece si leggono tutti i testi la lettura è leggermente più lunga.

Io ho alternato un po’. Mi sono fermata alle immagini per le canzoni che ricordavo meglio, mentre per quelle che ricordavo meno, oppure che mi erano più care mi sono concentrata sulle parole, oppure per altre leggevo con la canzone in sottofondo. Le pagine quasi danzavano davanti ai miei occhi!

Molto stimolante è anche vedere come i fumetti potevano essere molto diversi da come io mi ero immaginata in precedenza i paesaggi espressi in versi da Murubutu. Ad esempio, per la protagonista di Anna e Marzio per me aveva i capelli marroni scuro, occhi sul grigio vetro e vestiva di nero, sicuro! Invece è stata rappresentata in modo molto differente da Anderle.

È stato quasi un dolce naufragare.

Sì, perché io non ero da sola, né persa. In più parti del libro il rapper interviene direttamente. Guida, accompagna quasi come Virgilio: spiegando, precisando  e approfondendo perché ha fatto certe scelte stilistiche, artistiche e poetiche.

Possibili “reati”: nei panni della pubblica accusa

Credo, almeno per questa volta, che gli unici “reati” di cui verrà accusata un’opera hip-hop saranno: di istigazione alla curiosità, di violazione dei limiti dei testi, di lettura in stato di ebbrezza, di produzione di pensieri indiscreti che sfidando le oscurità riemergono, di empatia dolosa e di appropriazione “indebita” di cultura.