08 aprile 2020
Recensioni

Nitro pubblica GarbAge: il ragazzo di Vicenza si è fatto grande

>Redazione Redazione
09 Marzo, 2020

Nicola Albera, aka Nitro Wilson, lo scorso 6 marzo ha pubblicato il suo quarto album ufficiale per Arista Records. A 27 anni, questo costituisce già un punto di svolta della sua carriera. Dopo 3 album portati a casa con uno stile abbastanza omogeneo, era il momento di cambiare qualcosa. Perché il rinnovamento è qualcosa necessario nel percorso di un artista che ha intenzione di rimanere rilevante all’interno della scena. E, da questo punto di vista, il lavoro ha centrato il suo obiettivo: Nitro non abbandona certi numeri classici del suo repertorio, ma stavolta, come mai prima d’ora, si lancia in nuove soluzioni creative. Entra ed esce dalla sua comfort zone, rivelando al pubblico una versione più matura dei suoi svariati alter ego.

Strumentali

Il compagno di viaggio principale dell’album è Stabber, con incursioni di altri produttori come Low Kidd, Yazee, Strage e Andry the Hitmaker, nel pezzo latin trap Gostoso. Nelle strumentali vediamo in maniera più chiara la crescita del rapper vicentino, che in questo lavoro esplora un range di sonorità molto ampio. I beat più classici si alternano a strumentali suonate, come nella base R&B di Saturno o nelle atmosfere rock di Avvoltoi (feat Fabri Fibra). L’aggressività di Rap Shit (feat tha Supreme, Gemitaiz) convive con il sound anni ’90 di MURDAMURDAMURDA (feat Ocean Wisdom, Ward 21 & Victor Kwality) e i synth pop di Blood (feat Doll Kill).

Voto: 7,5/10

Testi

Nitro è sempre stato uno dei liricisti più talentuosi della scena. E anche in questo lavoro non fatichiamo a trovare punchline e barre d’effetto. “Voglio una moglie svizzera come i conti correnti della Cambridge Analitica”; “Alla tua crew serve più di un miracolo è meglio se fate una data a Fatima”. Questa è la sezione più in continuità con i lavori precedenti. Come di consueto, il rapper vicentino sputa veleno sulla società, intervallando ogni tanto il flusso di rabbia con qualche parentesi introspettiva. Anche se sono proprio i pezzi più personali a mancare del mordente a cui il rapper vicentino ci aveva abituato. Non troviamo, insomma, la stessa sagacia riflessiva di pezzi come Storia di un presunto artista o The same old story.

Voto: 6,5/10





Stile

Per certi versi è sempre lo stesso Nitro. L’aggressività e l’approccio metal col microfono sono rimasti invariati. La novità è rappresentata dal saper calare lo spirito di sempre in contesti nuovi. Quasi ogni brano porta con sé un’atmosfera diversa dal precedente. E questo è reso possibile grazie alla diversificazione nelle strumentali e all’ampia scelta nei feat, anche se non tutti gli artisti coinvolti dimostrano una forma smagliante.

Voto: 7/10

Voto finale: 7/10

Il Nitro del 2020 è di sicuro un artista maturo, che ha dimostrato a tutti la sua versatilità. I fan più duri e puri che speravano in un ritorno a Danger rimarranno delusi: questo album è un passo avanti della sua crescita artistica, non un revival dei primi anni. Ma, a meno di non essere amanti delle minestre riscaldate, questo non può che essere considerato un valore aggiunto del disco. Un nuovo Nitro che mantiene le caratteristiche fondamentali del suo stile ma che, al contempo, ci mostra di riuscire ad andare oltre a certi schemi che col tempo rischiavano di far diventare la sua produzione ridondante.

A cura di Daniele Stracquadanio

Nitro - GarbAge

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Testi

6.5/10

Stile

7.0/10

Strumentali

7.5/10