22 aprile 2019
Rewind

Dungeon Family ovvero quando l’unione fa la forza

>CarmeloJP CarmeloJP
Aprile 04, 2019

Rewind è una rap-retrospettiva a cura de lacasadelrap.com. Un tuffo nel passato attraverso il quale potrete riscoprire album, provenienti dal panorama Hip Hop sia italiano che internazionale, ormai caduti nel dimenticatoio. Simile ad una macchina del tempo itinerante, i vari episodi che andranno a comporre la rubrica avranno il compito di riportare alla luce quei dischi seppelliti nei meandri della memoria, o perché no, farvene scoprire di nuovi.

Da Stankonia a Even in Darkness

Correva l’anno 2001: in Inghilterra, i Gorillaz pubblicavano il loro primo album omonimo prendendosi gioco degli Oasis; negli USA, sulla East Coast, Jay-Z pubblicava The Blueprint mentre sulla West Coast usciva l’ennesimo album postumo di Tupac; in Italia non succedeva niente degno di nota. Ma la storia che andrò a raccontarvi oggi si svolge ad Atlanta, Georgia.
Gli OutKast nel corso dell’anno precedente avevano pubblicato Stankonia, ottenendo grande riscontro da parte dei fan e della critica musicale. Nell’album prodotto dagli Organized Noize, André 3000 e Big Boi hanno rinnovato il Southern rap sperimentando e aggiungendo elementi propri di altri generi musicali quali il funk, il gospel, il rock e la musica psichedelica. Sulla scia vincente dettata dagli OutKast, il 26 novembre 2001 vide la luce Even in Darkness della Dungeon Family: collettivo formato dai già citati OutKast e Rico Wade degli Organized Noize più i Goodie Mob, Backbone e Withdoctor. Il nome venne preso dallo studio di registrazione di Rico Wade che si chiamava, appunto, “The Dungeon”.

Alla Dungeon Family non manca nulla

In Even In Darkness quello che colpisce sin da un primo ascolto è la varietà del progetto. Se da un lato troviamo un banger come On & On & On in cui Big Boi – al livello massimo della sua forma – sputa rime come un drago alla velocità della luce, dall’altro lato troviamo lo scattante funky di Trans DF Express, omaggio a Planet Rock di Afrika Bambaataa. Ma è ancora possibile trovare elementi gospel come in Crooked Booty o liriche street come in 6 Minute e quelle di Big Rube in What Is Rap?. Nel finale c’è anche spazio per la seconda generazione della Dungeon Family, quella formata dalle nuove leve e in cui possiamo ascoltare Killer Mike quasi agli esordi. In seguito all’album, entrerà a farne parte anche Future. Da segnalare nel progetto anche la presenza di Bubba Sparxxx, unico nome presente a non far parte della Family.

Dalle tenebre alle chart mondiali

All’interno del progetto a farla da padrone al microfono sono Big Boi, André 3000 e Cee-Lo, ma il gap non è mai realmente così elevato con gli altri MCs della crew. La Dungeon Family, con questo album in particolare, ha dimostrato alla scena Hip-Hop mondiale come sia possibile mantenere le radici della cultura pur innovando sound e liriche, facendosi ispirare da altri generi musicali, assimilandoli e facendoli propri. Even in Darkness è uno di quegli album che ha fatto la storia e che ha gettato le nuove basi per il Southern rap da lì in avanti. La Dungeon Family è stata una crew – che per forza del progetto è possibile paragonare al ben più famoso Wu-Tang Clan – che ha dimostrato che l’unione fa la forza, anche nelle tenebre.

CHE FINE HANNO FATTO?

Big Boi: dopo aver pubblicato svariati album con gli OutKast, pubblica tre album solisti, di cui l’ultimo, Boomiverse, nel 2017. Recentemente si è esibito durante l’half time dell’edizione numero 53 del Super Bowl duettando con i Maroon 5.





André 3000: Dopo la parentesi OutKast si è dedicato principalmente alla carriera di attore.  Dopo un lungo periodo di silenzio nel 2018 pubblica l’EP Look Ma No Hands.

Rico Wade: cugino di Future, ha lavorato alla produzione degli album degli OutKast e di Big Boi e collaborato con artisti del calibro di Ludacris. Nel 2017 ha pubblicato Organized Noize EP.

Cee-Lo: meglio conosciuto come Cee Lo Green, è stato la voce di band quali Goodie Mob e Gnarls Barkley. Nel frattempo si è dedicato anche a progetti solisti di cui l’ultimo, datato 2015, è Heath Blanche.

Big Gipp: dopo i Goodie Mob, non è stato particolarmente attivo nell’industria musicale. Ma il 2019 è l’anno del suo ritorno: è prevista l’uscita del joint album ATLA con Daz Dillinger aka Tha Dogg Pound.

Witchdoctor: il suo primo album fu pubblicato da Interscope Records, per poi pubblicare i suoi restanti album con la sua etichetta Dezonly1. Il suo ultimo album solista risale al 2007.

Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.