16 ottobre 2018
Beatrate

Mancio racconta “Life Long” nella nuova puntata di Beatrate

>Ciro Carchia Ciro Carchia
aprile 25, 2018

Beatrate è la nuova lente di ingrandimento sul mondo della produzione musicale in collaborazione con beatmakings.it.
Negli ultimi tempi, il livello della scena nazionale si è alzato notevolmente e l’obiettivo di Beatrate è quello di approfondire e dare spazio ai lavori dei migliori beatmakers dello stivale. 

In questa puntata vi presentiamo l’esordio di Mancio, beatmaker e producer Torinese. Il suo progetto si intitola “Life Long” ed è un Ep breve ma intenso in uscita per l’etichetta Haschetic Front.

Cinque tracce caratterizzate da un sound avvolgente e ricercato, con forti contaminazioni hip hop ma soprattutto elettroniche: dalle batterie dell’808 tipiche della trap, ai synth melodici ed arpeggiati, cosi come i campioni vocali eterei che si susseguono durante il lavoro.

“Life Long” è il tuo esordio come Mancio. Ti va di raccontarci la tua formazione, le tue esperienze e il tuo passato musicale?

Ciao ragazzi, innanzi tutto grazie per aver ascoltato l’EP ed esservi interessati a questo progetto.
Mi presento… Sono Andrea Mancini, ho vent’anni e sono nato e cresciuto a Torino.
Il mio passato musicale è stato vario, agli estremi dei generi conoscibili. Sin da piccolo iniziai ad amare la musica, grazie ai miei genitori. Ascoltavamo Rock degli anni 60′ e 70′, dai Led Zeppelin ai Deep Purple e lo “Zecchino d’Oro” non è mai stato il mio forte… A cinque anni decisero di farmi frequentare un corso di pianoforte, orientato maggiormente sulla comprensione ed abitudine all’ascolto. Continuai a frequentare questo corso fino all’età di otto anni per poi iniziare il vero studio con un maestro. All’età di dieci anni, quasi per “scherzo”, tentai l’ammissione al Conservatorio e riuscii nell’impresa. A settembre, dopo ben dieci anni di studi, mi diplomerò e successivamente frequenterò un corso di specializzazione.
Contemporaneamente agli studi “classici”, iniziai ad ascoltare, durante le scuole medie, Hip-Hop old school. Al liceo invece ero già sulle orme della Trap elettronica.
Diciamo che, come tutti, ho iniziato con artisti più commerciali per poi raffinarmi ed entrare maggiormente nella nicchia. Sin dall’inizio sono rimasto legato ad etichette come Barong Family, Owsla e Mad Decent mentre da qualche anno ascolto labels come Brainfeeder e Warp Records. Insomma, mi è sempre piaciuto spaziare, non sono mai stato capace di appartenere ad un genere in particolare.





Nella traccia introduttiva dell’Ep si nota immediatamente uno strumento che immagino sia stato fondamentale per la tua formazione classica, ossia il pianoforte. Mentre già nella seconda traccia, e per tutto il progetto , risultano più evidenti le influenze dell’elettronica. Ti va di spiegarci il rapporto che hai con questi due approcci, così apparentemente distati e diversi, alla musica?

Il pianoforte per me è sempre stato lo strumento di partenza. Quando inizio una produzione , la maggior parte delle volte sono ispirato da melodie pianistiche.
Trovo affascinante il connubio tra uno strumento acustico , come il pianoforte, e i synth elettronici. Spesso l’elettronica manca di dinamica mentre il pianoforte, suonato come si deve, ha una dinamica incredibile… Credo che per quanto possano essere suoni completamente diversi, il pianoforte, come tutti gli strumenti acustici, compensa quello che all’elettronica manca e viceversa. Avendo comunque questa visione, ho voluto inserire il pianoforte solamente nell’intro perchè tenevo in particolare al risalto delle frequenze dei suoni elettronici, dalle batterie, synths ed ai vocal innaturali. La separazione delle due sfere quindi può essere più “naturale” ma a volte, una fusione, può avere sfaccettature interessanti.

 

Puoi aiutarci a comprendere meglio il concept dietro al tuo lavoro, come è nato “Life Long” e quindi il significato del titolo?

Il tutto nasce l’estate scorsa in un paese della Liguria dove spesso trascorro le vacanze. Ho deciso di produrre le prime tracce grazie all’ispirazione datami da questi luoghi. Tornato poi a Torino, ho concluso l’EP con le ultime due tracce e l’intro. Il titolo “Life Long” viene proprio dai luoghi in cui è stato prodotto l’EP che sono anche quelli in cui ho trascorso l’infanzia, l’adolescenza e ancora oggi la vita quotidiana. Le sonorità dei brani infatti spaziano da toni caldi fino a ritmi freddi e sospesi, per sottolineare il contrasto tra i climi marini e quelli invernali della città.
Spero che il mio intento di spaziare attraverso i generi si sia percepito e che il lavoro, vi sia piaciuto nella sua varietà e forse leggera trasgressione ai canoni del beatmaking!