23 gennaio 2019
Beatrate

Mux torna su Beatrate con l’ep Playing 4 Time

>Ciro Carchia Ciro Carchia
Nov 16, 2018

Beatrate è la nuova lente di ingrandimento sul mondo della produzione musicale in collaborazione con beatmakings.it. Negli ultimi tempi, il livello della scena nazionale si è alzato notevolmente e l’obiettivo di Beatrate è quello di approfondire e dare spazio ai lavori dei migliori beatmakers dello stivale.

Il protagonista questa nuova puntata è Mux, producer di cui vi avevamo già segnalato, in una precedente puntata, il lavoro d’esordio Artificialscape.

Questo suo nuovo progetto si intitola Playing 4 Time, pubblicato con l’etichetta Elastica Records, ed è accompagnato dal video di Test of Heart. L’EP è composto da 4 tracce con sonorità sperimentali che spaziano dall’elettronica all’ambient. Abbiamo colto l’occasione per fare alcune domande al promettente produttore napoletano.

Ti va di raccontarci come nasce PLAYING 4 TIME e parlarci di questo tuo breve ma interessantissimo lavoro?

Per prima cosa vorrei ringraziare lacasadelrap.com e Beatrate per l’interesse e lo spazio concessomi nuovamente.

PLAYING 4 TIME nasce dalla riflessione sul rapporto che oggi ognuno di noi ha con il tempo. Sebbene il “tempo” sia la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi e all’interno di una composizione indichi il suo andamento/velocità (dunque dei riferimenti oggettivi ed universalmente codificati), allo stesso momento è una percezione soggettiva e strettamente personale, quindi non un sentire rigido e fisso; basti pensare a come negli ultimi vent’anni si sia modificato questo rapporto, anche grazie alle nuove tecnologie.

“Prendendo tempo” è la traduzione più fedele del titolo dell’EP. È un invito a riappropriarsi del proprio tempo nonostante si viva immersi in una società frenetica, nella quale vige il culto dell’immediatezza e della velocità, che spinge sempre più l’individuo a divenire automa manovrato dai propri impegni ed angosce, non più libero di scegliere i propri ritmi.





La scelta più rivoluzionaria oggi diventa quella di tornare a godere del significato più profondo di ogni frammento che abbiamo a disposizione, riappropriandosi dei propri ritmi e del proprio quotidiano.

Insieme all’EP hai pubblicato il video di Test of Heart. Come mai hai deciso questo brano per la realizzazione del videoclip? Cosa rappresenta per te questa traccia?

La decisione è nata già nel mentre componevo la traccia, che è stata l’ultima , cronologicamente parlando, a prendere vita. Poi in fase di missaggio mi è venuta in mente questa immagine, come un quadro o un’istantanea, che raffigurava una figura femminile di spalle in più luoghi durante una giornata. In seguito, con il grande ed indispensabile aiuto del regista ed amico Danilo Marrafino questa visione ha preso vita, strutturandosi nel video finale.

Test of Heart è la traccia che raccoglie meglio, secondo me, tutto il concetto dell’intero lavoro. Come ogni mio brano, racconta un’esperienza/incontro del mio vissuto che mi ha ispirato, ma più in generale è una dedica rivolta al nostro “cuore”, inteso come organo-metafora dei sogni/desideri/speranze/amori che mettiamo a dura prova ogni giorno immersi nella routine quotidiana rischiando di vederli sempre di spalle senza mai riuscire a raggiungerli.

Vista la tua continua produttività, possiamo aspettarci nuovi progetti nel prossimo futuro? Ti va di anticiparci qualcosa?

In questo momento sto già lavorando a del materiale nuovo ma non me la sento di anticipare alcunché, dato che è tutto in una fase embrionale. Posso solo dire che c’è l’intenzione di portare PLAYING 4 TIME in giro per l’Italia e sto lavorando insieme ai ragazzi di Orchidea Concerti e all’Elastica per renderlo possibile. Quindi restate in ascolto perché presto ci saranno delle belle novità.