23 marzo 2019
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Rikom Carnera: tic tic, tac tac, è… odio di classe!

>Giuseppe Tavera Giuseppe Tavera
Gen 25, 2018

Rikom Carnera pubblica Odio Di Classe, il suo primo album. Già da titolo e copertina intuisco che non si tratta del solito ascolto in cui si potrebbe inciampare di questi tempi in cui i rapper passano più tempo dal barbiere a fare storie per dire che sono freschi piuttosto che sul foglio di carta e in studio a partorire qualcosa di diverso dal solito.

Partiamo bene, punto a favore.

Sempre dalla copertina immagino quali possano essere, anche per sommi capi i temi del disco. Temo di ritrovarmi in cuffia politica messa in barre. La cosa è sempre riuscita a darmi noia, non sono mai stato un patito della politica, insomma, la paura c’è ma vado avanti.

E ho motivo di essere smentito. Ancora bene.

Entro allora nello specifico di questo Odio Di Classe. Le note positive sono diverse. Il disco si lascia ascoltare bene, il genere di produzione non rientra nel solito suono già sentito e risentito praticamente ovunque. Spazio allora a quel tanto osannato contenuto, spazio alle barre.

Ascolta "Odio di Classe" di Rikom Carnera

Ho modo di rivedermi in alcuni versi, ne cito alcuni: ti spacco sui denti il bastone per i selfie (Tic, Tac, Tic – quante volte mi capita di pensarlo, riconosco la mia furia omicida), metà dei miei coetanei al bar a fare un cazzo/ come la metà dei figli di papà in Erasmus (Provincia Meccanica – la senti e dici, Dio quanto è vero), Non so se è meglio scrivere che vivere/ so che scrivo perché forse non so vivere (Tra parole vuote e donne – due versi che bastano a farti un viaggio di riflessione esistenziale lungo una settimana).





Da cosa può dipendere questo odio? Da tante cose: un lavoro che può stare stretto perché le aspettative non vengono ripagate, l’incertezza del futuro che sembra prospettarsi addirittura peggio del presente. E c’è quella voglia di scappare via da tutto e da tutti, come penso sia capitato di pensare anche a te, caro lettore.

Rikom Carnera riesce con i suoi testi a raccontare questo spaccato senza risultare noioso e banale ma, anzi, mostrandosi umano e sincero. E per questo il messaggio credo arrivi in modo così chiaro e limpido attraverso la sua musica.

Buono quindi il lavoro di Rikom Carnera ai testi così come quello degli ospiti del disco: DJ Koma, Paolito dei Duplici, Young Morrison, D Trip e Francesco Borello. Antiswag e Provincia Meccanica sono senza dubbio i miei due pezzi preferiti, due beat fighissimi e per fighissimi intendo, come sempre, che ci avrei scritto sopra pure io molto volentieri.

A parte queste digressioni squisitamente personali non posso che consigliarti l’ascolto di Odio Di Classe anche per il coraggio mostrato da Rikom nel presentare questo lavoro in un contesto musicale così diametralmente opposto. Secondo me un ascolto di questo genere può farti solo che bene. Sguardo al cielo perché sì, bisogna puntare in alto, ma è sempre meglio rimanere con i piedi per terra e cercare di non perdersi magari tra parole vuote (e donne).

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Giuseppe Tavera
Web Designer e Web Writer
Un nano sardo con la passione per la musica, il piacere della lettura e il vizio di scrivere. Vecchio matusa brontolone, lavoro come Web Designer. Rimo da quando si spammava su MySpace.