11 dicembre 2018
Ladies First

Ladies First puntata #2: Marti Stone è la BOSSY della scena

>Jammai Jammai
Mar 14, 2016

Benvenuti a Ladies First per l’episodio 2. Ma cos’è Ladies First? Ladies First è la rubrica de LaCasaDelRap che si dedica all’Hip Hop made in Italy per quanto riguarda il panorama artistico femminile. L’attenzione è rivolta alle discipline del Dj’ing, del Writing, dell’Mc’ing e della Breakdance con una certa attenzione anche allo Style, se ce ne sarà l’occasione! L’intenzione è quella di far emergere il livello dei contributi artistici femminili al movimento, per capire assieme se il divario tra i due generi è davvero così significativo, dando il giusto spazio anche alle donne, troppo spesso poco considerate.

Qui per presentarci il suo nuovo EP, oggi vi proponiamo la nostra chiacchierata con Marti Stone. All’anagrafe Martina Nasuti, Abruzzese, più precisamente di Lanciano, classe ‘92. Raccogliendo un po’ di cronostoria dalla sua biografia, si evince che dopo i primi anni di esperimenti in crew locali e con band punk-rock in cui era voce e chitarra, nel 2009 fonda gli Stoned Monkeys col producer DaCo mischiando rap ed elettronica. Con questi ha all’attivo ben 2 EP, entrambi autoprodotti: “La rivincita delle astronaute” (2011) e “Non ti conviene” (2012). Nel 2011 entra nel collettivo LoveDie (dal quale uscirà nel 2015) e collabora con MC Nill nel mini-progetto “Run For Cover”, pubblicando alcuni singoli che attirano l’attenzione del pubblico. Nel frattempo inizia ad esibirsi live riscuotendo un discreto successo nella scena underground di tutta Italia.
E’ il 2013 quando, grazie alla segnalazione fatta da Raffaella di Pixie Promotion, viene notata da Tommaso “Piotta” Zanello che la definisce “Astro nascente del rap femminile”. Da qui il contratto con La Grande Onda, da cui nasce il suo primo album ufficiale, “Sulla bocca di tutti”, pubblicato il 3 giugno 2014, composto da 11 pezzi ed interamente prodotto da Manu PHL e DaCo, in distribuzione digitale Made in Etaly. Il risultato è una album in cui rap ed elettronica si fondono, tutto in puro stile Marti Stone.
Nel 2014 intraprende la collaborazione con DJ Tess (DJ emergente e volto noto grazie alla sua partecipazione all’ultima edizione del talent Top DJ) che le vedrà partner di palco negli showcase di Marti e nei DJ set della stessa Tess in giro per tutta l’Italia. In questo periodo sviluppa “44 mixtape”, progetto autoprodotto pubblicato nell’estate del 2015, con La Grande Onda nella veste di partner.

Il concept “44”, che accompagna il mixtape, nasce dalla trascrizione numerica dall’inglese “For For” che, pronunciato in dialetto centro-meridionale (in particolar modo abruzzese), significa “Fuori Fuori / Fuori di Testa”. Un progetto adatto per i club e sviluppato con Tess. All’interno 37 tracce, di cui 11 inediti della rapper abruzzese su strumentali americane e alcuni pezzi e remix ufficiali, tra cui “Hot Nigga” con Sab Sista. E’ un manifesto della selezione musicale proposta dal duo, un viaggio nella bass music partendo dalle origini raggae-dancehall della DJ e dalle nuove hit americane Hip Hop, passando per la trap in tutte le sue contaminazioni. Ideale per fare festa!
Con la fine del 2015 lascia La Grande Onda per divergenze con  la label e si trasferisce a Milano dove inizia la collaborazione in studio con Pankees. Il primo risultato è la recente pubblicazione del singolo “Bossy” che ha anticipato “Bossy EP”, in free download dal 14 Marzo 2016, contenente i 3 remix della traccia. “Bossy” è il singolo che celebra il percorso di Marti Stone fino ad ora. Uno status symbol e un’affermazione: “Non mi  sono mai posta così prima d’ora perché ho sempre messo al primo posto l’umiltà e non mi sono mai data falsi meriti prima di aver fatto determinati passi, questo mi ha portata in parte ad essere sottovalutata. Nel ritornello chiarisco che è il momento di farmi spazio a costo di passare per una Bossy. E’ il primo singolo nato dalla collaborazione tra me e Pankees e farà da ponte tra i lavori passati e la nuovissima versione di me che sta per arrivare”. Questa la prima dichiarazione della rapper su “Bossy”, che già sta riscuotendo notevole curiosità tra i fans e sul web.

Domande d’apertura:
Prima di focalizzarci sul tuo lavoro, vogliamo sapere da te, chi è Marti Stone? Cosa ti ha portato a diventare una “Bossy”? Qual è il tuo background personale ed artistico, e cosa ha fatto scattare questa tua passione?
Marti ha scoperto di essere Marti Stone intorno agli 11 anni. Ho sempre vissuto da vicino la street culture (graffiti, skate, tattoo, breakdance, ecc) grazie alle persone che ho frequentato sin da piccola e ne ho preso parte attraverso alcune discipline tra cui appunto il rap che è poi diventata la principale. Sono diventata Bossy a forza di confronti su palchi e nella vita, scontrandomi a volte con personaggi scomodi riuscendo così ad emergere per quella che sono, con tutte le particolarità che mi identificano. Il rap è stato il mezzo che mi ha permesso di portarle alla luce.

La nascita di questa rubrica è legata al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop, e qui la domanda fondamentale: le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Come si riesce oggi a fare la differenza con il rap?
Tra gli uomini che fanno rap ora in Italia se ne salvano pochi rispetto alla moltitudine di nomi che girano, quindi potrei dire la stessa cosa che dicono loro sulle rappers. Li trovo tutti più o meno simili e poco originali, nel rap si fa la differenza essendo se stessi  portando novità nella scena affermando il proprio stile senza ripetersi.

Quali sono le tue aspettative, tra passione e professione, e quali obiettivi personali ti poni nel fare la tua musica?
Faccio musica perché amo farla, la passione mi spinge a perseverare e a mettermi in gioco migliorando ed escogitando nuove formule. Voglio dare una svolta significativa alla mia carriera, perfezionando i particolari e proponendo materiale valido al mio pubblico. Lo faccio per me, ma anche per chi ascolta.

Approfondimento:
Il singolo “Bossy” si esprime chiaramente. Perché hai deciso di confezionarci attorno un EP arricchito da tre remix della traccia ufficiale? Parlaci un po’ dei producer che hai coinvolto e cosa hai cercato di trasmettere attraverso ogni versione.

Orbito intorno al mondo club da un po’ e far remixare “Bossy” a 3 producers/djs che stimo molto è stato un regalo che mi sono fatta per condividerlo con chi mi segue. I nomi in ballo sono: Smoothies, Pump The Noise e Weshit. Ogni versione mostra un lato diverso di “Bossy”, il modo in cui loro stessi hanno percepito questo singolo.

Parentesi veloce per La Grande Onda. Come mai hai confezionato addirittura un dissing? Vorresti proseguire il tuo percorso da indipendentemente d’ora in poi, data la pregressa esperienza, o lasci aperta la possibilità di entrare in un’altra etichetta?
La Grande Onda mi ha permesso di realizzare un album, di fare una parte di percorso insieme e su questo non ho mai avuto da ridire. Il pezzo a cui ti riferisci non è un dissing all’etichetta, ci sono barre che parlano chiaramente della situazione che stavo vivendo ed altre che fanno riferimento a situazioni che con La Grande Onda hanno nulla a che vedere, le due cose hanno in comune il fatto di essere accadute nello stesso periodo e di aver avuto le stesse intenzioni nei miei confronti. D’altronde quando un produttore scompare per 5 mesi dopo aver deciso la separazione di comune accordo, quale alternativa ho se non le rime? 🙂 Intendo proseguire con il mio nuovo team che è sempre aperto a confronti e collaborazioni. Lavorare con un’etichetta aiuta e fa crescere il proprio progetto quando i patti vengono rispettati da entrambe le parti, altrimenti non ha senso e ti ritrovi bloccato e mancato di rispetto.

Analizzando il tuo percorso, è evidente il lavoro svolto sulla ricerca del suono. Ne sono esempio le collaborazioni che hai stretto con diversi DJ, tra l’altro mai prettamente Hip Hop. Allo stesso tempo, non hai mai tralasciato il valore del contenuto. In ogni pezzo tratti di un’emozione o di una situazione… parlaci di questa tua caratteristica distintiva?
Come ti spiegavo prima, il rap per me è un mezzo non un fine ed è proprio per questo motivo che mi sento molto libera di collaborare con qualsiasi tipo di artista pur amando l’Hip Hop. Porto in ogni traccia ciò che l’Hip Hop mi ha trasmesso da subito: farcela sempre e comunque al di là degli ostacoli che si presentano durante il cammino, tirarsi fuori da una situazione spiacevole, partire dal basso per arrivare al top.

Dal contenuto, è spontaneo orientarsi sullo stile musicale. Ultimamente ne esistono diversi, nel panorama italiano del rap, molto in voga è quello che ricalca lo stile Trap e Drill di derivazione internazionale, diffusa soprattutto tra i giovani. Cosa ne pensi di questa tendenza e dei messaggi che emergono in superficie?
Penso innanzitutto che siano arrivati in ritardo di un paio di anni, ma in Italia siamo abituati così purtroppo. Nei 2000 chi ascoltava rap americano tipo Lil Wayne, Ying Yang Twins, Dem Franchize Boyz e affiliati era considerato un mezzo sucker, 10 anni dopo stanno tutti ascoltando e provando a ricalcare ciò che quella scena ha ispirato. Tornando a noi, i rappers italiani che provano a fare trap/drill sono tutti uguali, tranne pochi che hanno saputo farlo col loro marchio di fabbrica. Per quanto riguarda il resto, nonostante sia un genere che non prevede grossi argomenti e che si basa soprattutto su street life e club, non sanno ancora trattarlo con un certo stile, fare 10 canzoni in cui parli solo di Purple Drank, marijuana e i tuoi amici usando stessi flow, stesse ambientazioni e metriche.. ha un attimo stufato! E lo sta dicendo una che va fuori per quel tipo di musica sia da ascoltare che da ballare.

Dato che siamo in tema parlaci del tuo approccio verso questo stile. Sappiamo che hai stretto un nuovo sodalizio con Pankees. Parlarci di come avete iniziato a lavorare in studio sull’aspetto armonico e ritmico dei tuoi prossimi tappeti musicali e di come li approccerai con la tua metrica e  flow, sempre ricercati.
Pankees ha prodotto più di un paio di pezzi che sono diventate hit, specialmente per quanto riguarda la trap. Con lui sto facendo un tipo di lavoro diverso, pensiamo ed elaboriamo insieme sia sonorità che struttura, sono sempre presente in studio quando facciamo i beat e tendo a mischiare il suo mondo col mio, è una cosa che mi riesce particolarmente bene quando instauro un bel rapporto con i miei collaboratori. “Bossy” è stata la prima prova, quelle che arriveranno spingeranno sempre più oltre la nostra alchimia.

L’ultima domanda non può che far riferimento ai progetti futuri. “Bossy EP” è fuori e ha l’aria di essere un antipasto, nell’attesa della portata principale. Sentiremo ancora parlare di te in questo 2016? Dobbiamo aspettarci un album, nuovi video e date dove poterti ascoltare dal vivo?
Temo che sentirete ancora parlare di me per molto. Aspettatevi nuovi video, nuovi album, nuove date, nuovi gossip e tutte le novità che meritate! 🙂 Ho avuto modo di presentare i nuovi pezzi e di portarli in giro coi remix a Milano e la risposta è stata decisamente positiva. Per il resto non potete far altro che seguirmi sui miei social.

Grazie Martina per la tua disponibilità e il tempo che ci hai concesso. Prima di chiudere lasciaci i tuoi contatti social per restare sempre aggiornati sulle tue novità. Alla prossima!
Grazie a voi! Seguitemi su www.facebook.com/martistone instagram/twitter @martistone e fatevi un giro nel mio nuovo sito www.martistone.com per conoscermi meglio!
Vi lasciamo segnalandovi che “Bossy EP” è disponibile da oggi in free download dal sito ufficiale di Marti Stone: www.martistone.com. All’interno del progetto i 3 remix della traccia ufficiale prodotta da Pankees. I remix sono a cura di Smoothies (duo di dj/producers che si è fatto conoscere grazie al format TV Top DJ e alla collaborazione con Cristian Marchi), Weshit e Pump The Noise (giovane producer che ha già pubblicato per label europee di riferimento per l’elettronica come Spinnin’Records).

Per questo appuntamento è tutto dalla rubrica Ladies First. Jammai e LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!

 

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.