22 novembre 2017
Ladies First

Bimbe (Holla) è il ruggito della scena femminile italiana

>Jammai Jammai
novembre 13, 2017


Un saluto a tutti! Rieccoci, puntuali come un orologio svizzero.
Siamo sempre sul pezzo e ci piace ribadirlo ad ogni occasione.
Anche oggi regaliamo perle e lo facciamo al meglio, dimostrando un costante interesse verso quelle che sono le migliori iniziative legate al panorama rap/urban femminile italiano.

Sul finire di ottobre, un nuovo brano ha scosso nel profondo l’ambiente facendo decisamente parlare di se. Ricapitoliamo velocemente: il 25 ottobre scorso, come un fulmine a ciel sereno, è stato pubblicato in digitale e su YouTube il singolo “Bimbe (Holla) brano prodotto da Shablo e Parix Hilton, registrato al Thaurus Studio di Milano e missato/masterizzato da Marco Zangirolami. Protagoniste assolute sul beat e nel videoclip, per la regia di Davide Minoja, in ordine di apparizione: Leslie, Nibirv, Ivonne e Hindaco.

Il nome di Leslie è già piuttosto noto e le sue abilità apprezzate da tutto l’ambiente. Tra l’altro noi avevamo già parlato con Leslie nella puntata #24 di Ladies FirstGli altri tre nomi invece – Nibirv, Ivonne e Hindaco – ci hanno subito incuriositi, soprattutto dopo aver ascoltato ad oltranza il singolo, singolo che ad oggi ha già superato le 16 mila visualizzazioni, un piccolo record con ampio margine di crescita.

A questo punto, abbiamo colto la palla al balzo!

In occasione dei 10 anni di Touch The Wood festeggiati al Goa di Roma lo scorso 31 ottobre, abbiamo preso contatto e approfittato della disponibilità di Shablo – grazie al lavoro di Stefano “Marvel Mex” Tasciotti, amministratore illuminato di questa Casa 😉 – per scambiare qualche battuta con il produttore discografico argentino naturalizzato italiano così da capire com’è nato “Bimbe (Holla)” e per avere una sua visione dell’ormai fiorente scena musicale rap/urban femminile italiana.
Ovviamente, per non farci mancare proprio nulla, abbiamo coinvolto anche le 4 leonesse, protagoniste con il loro ruggito di questa posse track.





Questo è quello che ci ha raccontato Shablo:

Tutte le fotografie sono prese dai profili Instagram degli artisti.

Perché hai deciso di coordinare e realizzare questo brano, dobbiamo aspettarci un seguito per il progetto “Bimbe”?
In realtà aspettavo da sempre di produrre delle rapper “al femminile”: sono sempre stato un grande fan del rap femminile americano, di artiste dei ‘90 tipo Lauryn Hill con i Fugees, o Bahamadia, ma anche di tante altre dei giorni nostri, che hanno sempre fatto della musica molto figa, anche se Lauryn Hill è la mia preferita di tutti i tempi. Per questo, ho cercato di tenere gli occhi aperti aspettando che arrivassero in Italia delle artiste che potessero proporre una visione al femminile dell’hip hop.
Purtroppo, l’Italia è un paese molto “maschilista” dove le donne fanno difficoltà ad emergere, soprattutto in mondo come quello del rap, per cui quando c’è stata la possibilità di fare questo esperimento con “Bimbe” ho accettato perché mi stimolava, e io sono sempre pronto per progetti e cose nuove da provare.

Come hai scelto le ragazze da coinvolgere e cosa ti ha colpito di ognuna di loro?
Diciamo che non avevo in mente di fare una “girl band” o un progetto in particolare come “Bimbe”, in realtà non si doveva neanche chiamare così! Il pezzo si chiamava semplicemente “Holla”.
In quel periodo, poi, mi stavano arrivando molti demo ed ero in contatto con delle ragazze che mi inviavano loro pezzi, così mi è venuta voglia di collaborare con loro. Piuttosto che fare 4 o 5 pezzi con ognuna di loro, però, perché non fare una posse track al femminile mettendole tutte insieme? Tra l’altro la soluzione della posse track mi è sempre piaciuta, l’avevo sperimentata già con “Le leggende non muoiono mai” e poi l’aveva fatto da poco anche Charlie Charles con “Bimbi”.
Poi, parlandone con Charlie stesso, mi sono detto: “Perché non chiamarlo “Bimbe”?” e abbiamo così creato un po’ di curiosità intorno alla cosa.
Cosa mi ha colpito delle ragazze? In generale, che iniziano ad essercene tante in più rispetto agli anni ‘90, quando ho iniziato io. Ora sono in tante ad approcciare al rap, per cui questo progetto in particolare potrebbe stimolarne tante altre che ci sono e che magari non si decidono a uscire con delle cose, così “Bimbe” crea un precedente per venir fuori con tanta altra musica. Noto che ancora c’è diffidenza verso le ragazze che rappano, quindi secondo me bisogna far uscire quante più cose nuove possibili.

È un periodo positivo per il rap al femminile?
Sicuramente, nel mondo, bene o male si. Ci sono artiste molto affermate tra l’hip hop e l’urban, come Dua Lipa o Nicki Minaj, o Lady Leshurr in Inghilterra, anche in Francia ce ne sono tante che comunque mi hanno sempre intrigato, quindi sicuramente, anche se in percentuale minore rispetto a quella maschile, ce ne sono nel mondo, anche se rappresentano ancora delle eccezioni. In Italia finalmente iniziano ad arrivarmi le voci di tante ragazze e sto ascoltando moltissimi demo, quindi mi sono detto: “Perché non supportare questa corrente?
A parte le quattro ragazze che ho seguito, al momento anche Priestess che si sta affacciando con Tanta Roba, mi piace molto, facendo un prodotto più urban che strettamente rap. Quindi direi che inizia ad esserci un’attenzione diversa, no?

Assolutamente sì! La rubrica Ladies First è partita quasi due anni fa anche per questo motivo, ma torniamo all’intervista.

Che differenze hai notato nel lavorare in studio con le ragazze, rispetto ai colleghi uomini?
Non ci sono molte differenze, tolto il “sesso”, è sempre una persona che si esprime attraverso il rap, quindi essendo artiste emergenti sono molto simili agli artisti emergenti maschi.
Quando sento Leslie, ad esempio, che ha la stessa aggressività e grinta di un maschio nel rappare, sento che non le manca niente da quel punto di vista, per cui non noto grandi diversità, anche se è più piacevole stare in studio con loro, c’è meno testosterone nell’aria (ride – n.d.r.).
In generale, per quanto ci sia più attenzione e sia un momento positivo, è comunque difficile uscire con un prodotto al femminile: c’è sicuramente un pubblico maschile che raramente supporterà dei pezzi femminili, per questo spero che ci siano altre ragazze che invece le prendano come esempio per iniziare a fare qualcosa anche loro. Sicuramente sono un po’ svantaggiate, perché essendo donne, vengono giudicate più per l’aspetto estetico che per quello artistico, per cui devono sempre più stare attente alla cura dell’immagine che oggi come oggi non manca neanche nei progetti dei maschi, figuriamoci in quelli femminili. C’è più ansia da prestazione da quel punto di vista, ma non darei neanche troppa importanza alla cosa. Per me, ci sono pezzi rap femminili e pezzi rap maschili, bisognerebbe vederli in questo modo, senza puntare troppo l’accento sul fatto che siano donne, sarebbe bello riflettere invece sul fatto che facciano bella o non bella musica.
“Bimbe (Holla)” in sé e per sé, non è un prodotto destinato a ripetersi come format, era solo un modo per puntare il riflettore sul fatto che c’è un movimento femminile che sta crescendo in Italia e che in futuro proseguirà con le singole carriere delle artiste.
Tutto il pezzo nasce quindi dalla volontà di divertirsi e sperimentare in studio anche per me come produttore, oltre che un bel modo per “battezzare” il mio nuovo studio a Milano!

Detto questo, auguro a tutte loro di proseguire, perché sicuramente questo è solo un inizio, ma devono continuare a seminare.

Guarda il video di “Bimbe (Holla)” su YouTube

Alle ragazze abbiamo chiesto invece di presentarsi e di raccontarci quello che è stato l’inizio del loro percorso artistico e dei loro primi passi nella musica. Oltre a questa introduzione, ci hanno svelato diversi retroscena sulla nascita di questo brano e di cosa rappresenta per loro, anticipandoci anche qualche progetto futuro…

Procediamo con ordine.

Leslie:

Quando ho preso parte al progetto, in realtà, la cosa era già nata. Sono andata in studio da Shablo per fare una chiacchierata con lui perché avevamo comunque intenzione di provare a fare qualcosa insieme. Poi lui mi ha parlato di questo progetto, me lo ha fatto ascoltare, io mi sono presa bene e abbiamo deciso che avrei fatto parte anch’io di questa cosa.
Il singolo “Bimbe (Holla)” rappresenta una sorta di “sveglia” per quanto riguarda l’Italia e la scena femminile, è un modo di far capire al pubblico che anche qui le ragazze che rappano ci sono, sono forti e possono fare musica anche molto bene.
Prossimi progetti? Sto lavorando a parecchia musica che ho in cantiere, e penso che mi concentrerò su dei singoli con video che ho intenzione di far uscire, anche se non nell’immediato. C’è tanto materiale da farvi ascoltare.

Nibirv:

Canto da sempre, da prima ancora di imparare a parlare, ma il mio primo amore musicale è stato il rap, sbocciato quando a 11 anni un amico più grande (che ancora ringrazio per questo) mi regalò “Novecinquanta” di Fritz Da Cat.
“Bimbe (Holla)” è nato in maniera abbastanza spontanea, io stavo lavorando già con Parix quando Shablo ha proposto l’idea di una posse track al femminile, che mi ha gasata subito.
Parlando di cosa rappresenta questo singolo per me, sicuramente è bellissimo quando invece della solita competizione, in questo ambiente si riesca a creare condivisione, mi piace l’idea di fare parte di una cosa “nuova” nel nostro Paese e, collaborare con altre tre artiste è stato senza dubbio di stimolo e arricchimento per me.
Posso dirvi subito che a breve uscirò con un singolo che fa parte di un progetto in cui credo molto, prodotto da Parix Hilton e che non vedo l’ora di farvi ascoltare!

Ivonne:

All’età di 16 anni, quando andavo a scuola, scrivevo pezzi e poesie sia durante le lezioni che nel tempo libero. Un giorno, mio fratello mi disse di aver conosciuto un ragazzo che aveva uno studio in una cantina, così mi propose di registrare qualche pezzo. La prima canzone faceva abbastanza schifo, non sapevo nemmeno cosa fossero le barre o la metrica. La seconda volta che ci tornai, invece, avevo scritto un’altra canzone e sia lui che mio fratello rimasero basiti vedendo un miglioramento così veloce. Da quel momento, mi sono rivolta a ragazzi che si occupavano di queste cose per lavoro, per cui da una cantina sono passata allo studio in cameretta di un altro ragazzo e per circa quattro anni ho registrato da lui. Ho sempre continuato a fare video e canzoni cercando di entrare sempre di più a contatto con questo mondo e di farmi spazio nell’ambiente, tanto da arrivare ad aprire Noyz Narcos a un concerto a Pescara e affiancare Caneda sul palco di MTV facendogli da spalla. E’ stata un’esperienza bellissima.
Ho iniziato anche perché essendo donna, per questo sempre un po’ emarginata, volevo farmi valere e dimostrare il contrario. Oltre a questo, fare musica mi ha aiutato tanto nei periodi più difficili: quando ero più piccola e non potevo uscire mi annoiavo molto e scrivere era un modo per esprimere sentimenti e sensazioni, per cui ho deciso di portare avanti questa cosa per farne proprio uno stile di vita.
“Bimbe (Holla)” è nato perché io e Shablo avevamo già dei progetti insieme da fare, e avendo lui ricevuto delle proposte da altre ragazze, ha pensato di unire tutte noi e creare qualcosa di nuovo e particolare. Shablo ha iniziato in studio con Hindaco con un beat, che a lei piacque e su cui iniziò a scrivere, registrando la sua strofa e il ritornello, poi ci ha passato il pezzo e noi abbiamo scritto la nostra parte. Tutte e quattro insieme ci siamo poi conosciute meglio durante le prove del video.
Per me, questo singolo rappresenta una bella opportunità, credo abbia aperto un po’ le porte verso il futuro soprattutto per proseguire con altri progetti.
Prossimi lavori? In realtà ne ho molti, scrivo una canzone anche in 20 minuti per cui ho molto materiale inedito. Devo capire un po’ da cosa partire, ma credo che tra qualche mese succederà dell’altro e sarà una bella sorpresa.

Hindaco:

La mia carriera inizia qualche anno fa, appena sono arrivata a Milano. Fin da subito ho iniziato con dei live in discoteca, dove facevo anche spettacoli di danza.
Com’è nato “Bimbe”? Ero in studio con Shablo e lui mi fece ascoltare diversi beat, chiedendomi di sceglierne uno. Appena presa una decisione, ci siamo messi subito a registrare. Shablo successivamente ha integrato Leslie, Nibirv e Ivonne nel progetto, e quello che voi oggi sentite è il frutto di questa collaborazione realizzata con tanta passione.
“Bimbe (Holla)” per me rappresenta l’inizio di un nuovo sentiero, nonché il mio debutto nella scena rap Italiana. In progetto c’è già l’uscita di un nuovo singolo, poi la creazione un album e… you will never know if you don’t stay tuned!

Questo è tutto. Un appuntamento davvero ricco quello #27.
Come sempre
Ladies First fa la differenza quando si tratta di approfondire il dietro le quinte di progetti musicali al femminile. La rubrica torna il mese prossimo e fin da ora vi annunciamo che chiuderemo l’anno in bellezza con altre scoppiettanti novità! Carlo Jammai e Cristiana LaFresh anche in questo caso vi ricordano che potete proporre i vostri lavori alla nostra rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.

A prestissimo, restate connessi.


Carlo Piantoni
Redattore
<p>Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.</p>

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