16 ottobre 2018
Ladies First

MCK presenta il progetto Lust for Life nella rubrica Ladies First

>Jammai Jammai
aprile 23, 2018

Welcome back! Prima di dare il via alle danze, se ancora non vi fosse giunto il messaggio, ricordiamo una volta di più che dall’8 Marzo 2018 è fuori in digitale e streaming la Compilation Ladies First con il merchandising dedicato realizzato da Worth Wearing. Tutto il ricavato sarà devoluto all’Associazione Susan G. Komen Italia. Supportate il progetto!

In questo appuntamento di Aprile abbiamo coinvolto una ragazza emergente conosciuta durante la serata Ladies First andata in scena il 9 Marzo scorso al Barrio’s Live di Milano. La lady in questione ha partecipato al track contest organizzato dal collettivo FlyGirlsMilano.
Il suo nome è Molinelli Caterina, in arte MCK acronimo del cognome, nome e soprannome (Kate) perché ancora non si prende la responsabilità di considerarsi un Master of Cerimony, anche se ci sta lavorando. Classe 1995, rappa da circa un anno ma scrive poesie e testi in prosa da quando ne aveva 13. La passione per il rap inizia a farsi più vivida in lei a 17 anni dopo aver trascorso un anno della sua vita in America, per la precisione ad Atlanta (GA). Anche per questa esperienza rappa in lingua inglese americano, sentendola più vicina al suo essere.

Il 19 Aprile, data scelta anche per tributare un omaggio all’album in studio di debutto di Nas (“llmatic” – 1994 – Columbia), MCK ha pubblicato il suo primo progetto dal titolo “Lust for Life” nato con l’esigenza di dare una forma ai primi testi in rima. Questa “voglia di vivere” è stata sviluppata da MCK attraverso 9 tracce che provano a spiegare l’importanza dei sentimenti nell’alimentare questa “lust” nel vivere il piacere che la vita da.

La parte tecnica di “Lust for Life” è stata curata da Markio ad eccezione di un singolo lavorato da Marco De Paoli. Le strumentali, edite, sono state recuperate in prevalenza dal canale YouTube BluntedBeatz, anche per questo il lavoro è ufficialmente un mixtape.

Guarda il video di "Intro" su YouTube

Benvenuta Caterina tra le righe della rubrica Ladies First. Prima di parlare del tuo nuovo lavoro, presentati a chi ci segue. Il tuo è un nome assolutamente nuovo!

Ciao a tutti i lettori de lacasadelrap.com!
Prima di essere MCK sono Caterina e potrei definirmi in tre parole: prima di tutto studentessa, dedita allo studio delle scienze sociali in triennale e ora sto affrontando un master di giurisprudenza in Sustainable Development (Sviluppo Sostenibile); in secondo luogo, attivista perché le cose o le faccio bene o non le faccio, ma soprattutto perché sono disposta a lottare per ciò in cui credo; per ultimo ma non meno importante aspirante rapper, dedita allo studio e all’ascolto della musica fin da piccina, infatti alle scuole medie suonavo il violino nella scuola musicale della mia zona.
Queste tre definizioni trovo si assomigliano molto, perché mirano tutte allo stesso obbiettivo: cercare di rendere il mondo un luogo migliore tramite le proprie conoscenze, doti e passioni, altrimenti cosa siamo qui sulla Terra a fare? A smacchiare i giaguari?





Attraverso questo spazio stiamo provando a sondare lo stato di salute della scena urban italiana al femminile. Qual è la tua visione su questo aspetto anche in relazione al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop e in particolare nella musica?

Non mi sono ancora fatta un’idea chiara della situazione, d’altronde canto alle serate da solo un annetto.
Da una parte, quando sono sul palco a volte noto due cose: o la curiosità di una donna sul palco oppure il menefreghismo totale perché si è donna.
Questo non accade sempre ma quando accade mi dà veramente fastidio, perché per quello spettatore prima di essere una persona, ed addirittura prima di essere un artista o aspirante tale, sono un “sesso” e la musica non ha sesso.
La musica o è fatta bene o è fatta male indipendentemente da cosa abbiamo in mezzo alle gambe. Dall’altra parte però, molti rapper mi fanno complimenti sinceri e ho più sostegno maschile che femminile, nonostante io ci tenga ad affermare la mia identità come donna sul palco, perché anche quello fa parte di MCK. Magari è proprio quello che è apprezzato: la sincerità nel mostrare di essere se stessi nonostante diversi.

Quali sono le aspirazioni che hai nel momento in cui fai musica? C’è qualcosa in particolare che ti spinge a scrivere, oltre la passione?

Le aspirazioni dipendono un po’ da quale direzione la mia vita stia prendendo: la confusione, la tristezza, la gioia, la rabbia, la ricerca. Si può dire che la vita stessa, con le riflessioni ed esperienze legate ad essa, sia la mia aspirazione maggiore. Ad essere onesta la musica mi rende viva e dà vita ai miei testi, senza musica non saprei come riflettere, è più una necessità.

Veniamo all’approfondimento. Da pochissimo sei fuori con il tuo primo progetto autoprodotto “Lust for Life”. Raccontaci da cosa deriva l’esigenza di pubblicarlo e quali sono state le fasi salienti della sua gestazione. Chiaramente lo sforzo è stato notevole…

L’esigenza di pubblicare “Lust for Life” deriva dal fatto che la vita è un dono, è importante, va celebrata e non va mai sottovalutata. “Lust for Life” è infatti un messaggio, e come tale aveva bisogno di essere inviato al maggiore numero di persone possibili. Inoltre, ci tenevo a pubblicarlo perché di recente nella musica rap trovo che si parli poco di certi temi, prevale sempre più spesso l’attitute invece dei contenuti, ma soprattutto sento di volere essere una voce, per rappresentare tutte quelle persone che condividono i miei pensieri ed opinioni. La pubblicazione era l’unico modo per dare forma a tutto ciò.
La gestione invece è stata molto strana: il primo pezzo che ho registrato è stato “Reveal” da Marco De Paoli, ma non sapevo ancora che sarebbe finito nel mixtape, anzi in realtà “Lust for Life” non era neanche un pensiero all’ora, tra l’altro ho deciso di metterlo nel mixtape all’ultimo. Ho capito che avrei iniziato questo percorso quando ho scritto “Humanity”: in quell’occasione ho conosciuto Markio grazie a mio fratello (d’arte) Casco, il quale dopo aver registrato il pezzo mi ha detto:”Con questo dovresti iniziare a fare un progetto, spacca un sacco” e da lì ho seguito il suo consiglio ed ho iniziato a pensare a come sviluppare un idea che fosse relativa all’umanità, da lì la vita e poi tutto ha iniziato ad avere un senso.

Scorrendo la tracklist i titoli richiamano a tutta una serie di sentimenti umani che hai raccolto sotto questa “gioia di vivere”. Cosa ha ispirato questa ricerca verso la vita?

L’ispirazione della ricerca verso la vita è nata dalla necessità di dover dare un nome, un suono e un sapore a quei valori e quelle sensazioni che rendono la vita degna di essere vissuta. È stata più una scoperta del mio io più personale, che una ricerca verso la vita.
Tramite questo mixtape sono riuscita a rispondermi ad alcune domande esistenziali su quale sia l’obbiettivo della mia vita. Non è stato un percorso facile, perché definire l’amore, la speranza e la vita stessa è stato difficile.
Sarò onesta, ho pianto addirittura di tristezza e gioia su alcuni pezzi, ma la sensazione finale era impareggiabile: mi ero finalmente “svuotata” e liberata di tutto ciò che era inutile e non aveva senso di esistere nella mia vita. Penso che “Lust for Life” sia nato come valvola di sfogo personale, per liberarmi delle nullità e riempirmi di gioia, non a caso la parola “gioia” e “voglia” sono integranti nel titolo del progetto.

Il tuo approccio alla scrittura e alla musica è in lingua inglese. Raccontaci un po’ quali sono gli elementi che ti portano alla realizzazione di un testo.

Ormai per ragioni lavorative e scolastiche parlo solo inglese nella vita quotidiana. L’italiano lo parlo solo in famiglia e con gli amici, i quali vi possono confermare che a volte senza neanche accorgermene me ne vengo fuori con parole in inglese. Quindi pensando, parlando (a volte anche sognando) praticamente sempre in inglese, mi viene naturale scrivere in quella lingua. Soprattutto trovo che come lingua si presti di più, in termini di “word-play” e slang. Ci sono delle semplici parole a cui non riesco a trovare traduzione italiana che renda tanto quanto quella originale del rap americano.
La concezione dei testi in realtà cambia di volta in volta: magari mi faccio ispirare dal beat, magari adatto il testo al beat, ma a prescindere ci deve essere silenzio. Non riesco ad avere il beat in sottofondo mentre scrivo, soprattutto se il beat è molto dinamico c’è il rischio che mi distragga dai pensieri e dalle rime che ho nella testa. Anche perché le rime tendo a rielaborale diverse volte nella mia testa prima di scriverle ed avere il beat in testa e il flow da adattarci in genere mi è sufficiente.

Definisci “Lust for Life” un mixtape anche sulla base del fatto che le produzioni sono materiale edito. Raccontaci un po’ com’è andata la ricerca che hai fatto verso la selezione dei suoni che hai utilizzato.

“Humanity”, che come vi ho già detto è stato il “primo” vero pezzo del mixtape è nato da una canzone di FKJ che si chiama “Instant Need”. Da li ho cercato di relazionarmi a quel tipo di suoni, molto soul e jazz io li definisco suoni chill, quelle sonorità che fanno molleggiare insomma.
Ho cercato la peculiarità in ogni suono, analizzando bene cosa ogni beat potesse darmi e come avrebbe potuto esprimere al meglio la potenzialità delle parole.
Non volevo usare suoni troppo hardcore o trap, volevo fare qualcosa di diverso, perché il progetto di per sé è diverso e volevo che anche i suoni rappresentassero questo aspetto.

Tra i brani sui quali hai lavorato quali credi che siano i più significativi e, in prospettiva, anche in grado di fornirti delle basi più solide verso la tua produzione futura?

Penso che “Hunger for love”, “Pride”, “Justice” e “Choose Life”, siano non solo i pezzi meglio riusciti ma anche quelli che rappresentino di più la mia anima musicale. Sono dei pezzi su cui ho riflettuto molto e su cui ci ho messo davvero l’anima, registrandoli e modificandoli successivamente per tentare di raggiungere la loro potenzialità maggiore. Inoltre, penso che le sonorità molto funky e chill siano dove mi piacerebbe lavorare di più. Anche se, più il beat è strano, più mi diverto a rapparci sopra. Quando faccio musica mi piace uscire dalla mia comfort zone.

Qualche curiosità anche sui tuoi ascolti. Hai un artista di riferimento e cosa stai ascoltando in questo periodo?

I miei artisti di riferimento sono tanti!
Per chi ascolterà attentamente, in “Pride” cito una rima di uno dei tanti artisti che hanno influenzato la mia musica.
Nel mixtape tra l’altro ho allegato i testi per i più curiosi, e in fondo ad essi ho scritto e ringraziato coloro che hanno influenzato e ancora influenzano la mia musica con i loro fantastici lavori. Direi che le maggiori influenze sono Nas, J Cole, Goodie Mob, Eminem e Notorious BIG, East Coast style per intenderci, cerco di tenere fede alla mia seconda casa, Atlanta. Di recente sto ascoltando tantissimo Rapsody ed Evidence con i loro ultimi album che sono incredibili e sento già la loro influenza nella mia musica.  Di recente ho anche scaricato l’ultimo album di FJK (musica elettronica) e l’album Glass di Meyhem Lauren che è davvero una bomba!

In prospettiva come valorizzerai “Lust for Life”? Pubblicherai qualche singolo con videoclip, c’è qualche data in cui avrai modo di portare la tua musica dal vivo…

In realtà ci sto ancora pensando alle promozioni, ma sono una persona più da live che da social network. Infatti, per ora mi limito ad andare ai contest e vedere lì che cosa succede.
C’è uno show-case programmato a breve al Barrio’s di Milano, ma non abbiamo ancora deciso la data, sarà comunque per il prossimo evento di Run The Party.
Un paio di video comunque sono in programma per uscire, ma non ho ancora contattato nessuno ne deciso niente di specifico.

Siamo in chiusura. Prima di salutarci lasciaci tutti i tuoi contatti social per continuare a seguire gli sviluppi del tuo nuovo progetto.

Ringrazio di cuore i lettori intrepidi che sono arrivati a leggere tutta l’intervista e l’intero staff di lacasadelrap.com per la fantastica opportunità.
Di seguito tutti i miei contatti e il link per il download del progetto “Lust For Life”.
A presto!

Anche per questo appuntamento assieme siamo giunti alla fine. Noi vi salutano, ricordandovi come sempre, che potete proporci i vostri lavori scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.

Restate connessi!

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.