16 ottobre 2018
Passepartout

Il fenomeno Cardi B, J Cole is back, la follia di Kanye: ecco passepartout

>Loris Bellitto Loris Bellitto
aprile 27, 2018

Cardi B, girl power alla ribalta

Già di per se’ l’esplosione, nello scorso giugno con la traccia Bodak Yellow, ha stupito tutti. Cardi B con quel suo primo singolo (certificato quintuplo platino solo negli USA) si è imposta come la next big thing della scena statunitense, trappando sulla base di J White e ricordandoci, semmai ce ne fosse stato bisogno, che anche le femcee possono farti un culo così se gli dai un microfono.

Look, they gave a bitch two options:
strippin’ or lose
Used to dance in a club right across from my school
I said “dance” not “fuck”, don’t get it confused”

Ed è in seguito ad un paio di mixtape ufficiali, dal nome “Gangsta Bitch Music”, che il 6 aprile viene pubblicato sotto Atlantic “Invasion Of Privacy”, primo album ufficiale della venticinquenne originaria del Bronx.

Diciamo che il passato di Cardi non è quello classico delle ragazzine americane. Come detto sopra, Belcalis Almanzar (questo il vero nome) nasce in uno dei quartieri peggiori di NY, quel Bronx spesso visto nei film come luogo poco raccomandabile in cui crescere. Dopo aver frequentato gang (i Bloods vi dicono qualcosa?) ed essere stata licenziata da svariati lavori, la ragazza trova come sbarcare il lunario facendo la stripper, lavoro che la tiene lontana dai pericoli della vita di strada.

Doveroso fare una sorta di rapida biografia della ragazza, perchè in questo primo album c’è tanto della sua storia e del suo passato. Le strofe riportate sopra sono le prime di “Get Up 10″, subito una manata in faccia da parte di Cardi per ricordarti di non immaginarla come la solita stripper, ma che ci sa fare anche in ambito musicale.





Dalle trappate ai pezzi più intimi, Cardi fa centro al primo colpo

Quindi potreste chiedermi se questo album mi è piaciuto, arrivati a questo punto. La mia sarà di sicuro una risposta affermativa: l’album è composto da 13 tracce, arricchite dai feat dei Migos, 21 Savage (presente nel secondo singolo, Bartier Cardi), YG, Kehlani, SZA e J Balvin.

La femcee svaria da atmosfere trap (i due singoli ne sono la più lampante dimostrazione) a pezzi molto più intimi e personali (“Thru Your Phone”, in cui Cardi tratta la paura di un’eventuale infedeltà da parte del compagno Offset, o anche “Ring” col bellissimo ritornello di Kehlani).

Capitolo a parte riservo ad altri due pezzi dell’album: Drip I Like It. Nel primo, che vanta il feat degli onnipresenti Migos, assodiamo lo status di star assoluta di Cardi, che tiene botta molto bene affianco al gruppo del momento.
Nella seconda traccia invece notiamo quanto le piaccia sperimentare e mettersi in gioco: il campionamento della traccia “I like it like that” del messicano Pete Rodriguez ti mette già di fronte un beat (prodotto da Tainy, Craig e J White) ballabile, aggiungeteci la presenza di due pesi massimi del reggaeton mondiale come il portoricano Bad Bunny e il colombiano J Balvin ed avrete, a mani bassissime, una delle probabili canzoni che spopoleranno nel periodo estivo che sta per arrivare.

Abel torna sulla terra e riabbraccia il suo mood

Sono passati ormai due anni dall’uscita di “Starboy”, ovvero l’ultima fatica musicale di The Weeknd. Un album che si discostava molto dai canoni che personalmente mi avevano fatto adorare questo artista: sin dalla title track traspariva una ricerca di un suono diverso, più elettronico e pop rispetto ai suoi lavori precedenti. L’esempio perfetto è sicuramente la hit del disco, quella “I Feel It Coming” che, come la traccia nominata sopra, vanta il feat dei Daft Punk, e chi meglio di loro per abbinare al disco un sound dance che risultasse anche estremamente catchy?

Sicuramente Abel ci aveva sedotto con altre promesse: io, che l’ho scoperto col primo EP (“House Of Balloons”, risalente al lontano 2011) ero rimasto affascinato immediatamente dal fatto che la sua voce si sposasse benissimo con quei beat minimali, che presi nel loro insieme formavano un esordio musicale come non se ne vedevano da tempo(i tre EP vennero poi pubblicati fisicamente per la prima volta, nella raccolta “Trilogy”).

My Dear Melancholy, un ritorno alle origini

E’ stata quindi una grossa sorpresa quando, lo scorso mese, lo stesso Abel vociferava su Instagram (sempre meno semplice social e sempre più unico canale veicolare tra artista e fanbase tutta)di voler droppare qualcosa dopo appunto due anni di silenzio. E tra la crescente attesa generale, il 30 marzo è stato pubblicato (solo sui canali digitali) My Dear Melancholy,, EP di 6 tracce (qui cover & tracklist).

Alle produzioni The Weeknd ha richiamato molti nomi altisonanti, da Skrillex (sempre più a suo agio con artisti del panorama hip hop) a Guy-Manuel de Homem-Christo, noto anche come una metà dei Daft Punk, fino al Dj francese Gesaffelstein, già presente in “Yeezus” di Kanye. L’obiettivo e fine ultimo dell’artista pare sul serio ritornare a quell’atmosfera che gli aveva dato la ribalta sul palcoscenico, ossia suoni cupi, beat minimali (da questo punto di vista Gesaffelstein ha fatto un lavoro eccellente) ed una malinconia crescente, il tutto racchiuso in 6 tracce (1/3 rispetto a Starboy).

“My Dear Melancholy” è un contenitore di struggenti love-story terminate, con una depressione crescente post rottura. Abel ci confida i suoi pensieri nei confronti delle sue ex, come la cantante Selena Gomez (per cui stava quasi donando un rene) o la modella Bella Hadid (cui lascia comunque uno spiraglio aperto, come recita in Wasted Times :”And I know right now that we’re not talkin, I hope you know this dick is still an option”) e lo fa senza risultare noioso, lasciandoci entrare nuovamente nel mondo tutto lacrime e depressione cui ci aveva abituati fino a qualche anno fa.

Per la sezione “Vive la France!” ecco “3 du mat” di Lefa

Per chi non lo sapesse, o per chi ancora, dopo mesi di passepartout, non lo avesse capito, ormai la scena francese rappresenta per il sottoscritto una sorta di isola del tesoro, dove recarsi ogni mese per scoprire sempre qualcosa di nuovo e sorprendente.

Bene, assodato il fatto che siccome ne parlo spesso dovevo dare un nome a questo angolo di rubrica, passo a parlarvi della mia ultima scoperta: Lefa! All’anagrafe Karim Fall, il trentatreenne parigino può vantare a curriculum una carriera straordinaria: è infatti uno dei fondatori del collettivo “Sexion D’Assaut”, di cui ha fatto parte negli anni dell’esplosione (grazie al disco “L’Apogèe”) del gruppo, sia in Francia che in tutta Europa. Ma proprio quando sembrava aver raggiunto lo zenit della sua carriera musicale, nel 2012, Lefa opta per l’uscita dal gruppo, pare per prendersi una pausa musicale, andando nella sua terra d’origine, l’Africa.

L’artista tornerà sulle scene tre anni dopo, e non smetterà più di sorprendere tutti con una serie di album uno più bello dell’altro: dal primo “Monsieur Fall”, disco d’oro in tempo zero, sino a “Visionnaire” dello scorso anno, arrivando all’ultimo “3 du mat”, uscito lo scorso 6 aprile.

Le caratteristiche al microfono di questo artista lo pongono in una categoria a se nel panorama francese: non ha la fotta ed il carisma di un Niska ad esempio, ma il continuo cambio di flow e gli incastri di parole lo rendono sul serio unico nel suo genere (sentite la sua entrata nel secondo singolo, “Potentiel”, col feat di Orelsan, o anche l’incredibile extrabeat in “Sombre”).

“3 du mat” è composto da 15 tracce, e vanta i feat di Sneazzy, Dadju & S. Pri Noir, Abou Tall e Lomepal. Un ascolto lo merita sicuramente, state sicuri che correrete a recuperare anche i lavori precedenti!

Le altre uscite del mese

Tra gli altri album che vi segnaliamo, ma che purtroppo il sottoscritto PER IL MOMENTO non ha ascoltato, c’è sicuramente il nuovo album del trio di NY: stiamo parlando dei Flatbush Zombies, che il 6 aprile hanno rilasciato, due anni dopo il loro ultimo progetto, “Vacation in hell”.

Il disco vanta i feat di Joey Badass, Asap Twelvyy, Bun B, Jadakiss, Portugal. The Man, Dave B., Dia, Nick Caution e Denzel Curry.

Proprio a fine mese, inoltre, come una bomba che esplode facendo tabula rasa, anche J Cole ha pensato bene di pubblicare, senza avviso e sostanzialmente dal nulla, il nuovo disco. “4 Your Eyez Only” risaliva al 2016, adesso abbiamo tra le mani “KOD”, che come tutti i suoi progetti non ha all’interno nessun featuring (se non il semi sconosciuto kiLL edward). 12 tracce tutte da ascoltare!

News from the world

Se i primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da poche uscite di nota e ancora meno prodotti che rimarranno nelle nostre cuffie, pare che ad aprile ci sia stata un’accelerata improvvisa nella direzione opposta. Tantissimi prodotti che aspettavamo da tempo, ma di cui ancora non era stata confermata l’ufficialità, adesso hanno info più dettagliate ed addirittura una data di uscita.

Dietro molte di queste nuove notizie c’è una figura sola, la più eclettica, la più incredibile, per certi versi anche la più folle figura del panorama musicale del ventunesimo secolo: sto ovviamente parlando di quel genio di Kanye West!

Già, perchè è proprio mr. West che nel giro di pochissime ore ha infiammato miliardi di persone con un annuncio più inaspettato dell’altro (via twitter): in ordine puramente cronologico, il 25 maggio dovrebbe uscire l’attesissimo “King Push” di Pusha T, ormai annunciato da più di un anno ma su cui finora vigeva il più assoluto silenzio. Il primo di giugno vedrà invece la luce un EP di Kanye, dovrebbero essere 8 nuove tracce ad anni di distanza da “The Life Of Pablo”, mentre solo una settimana dopo uscirà “Kids See Ghost“, progetto a quattro mani tra il sempre più produttivo Kanye e nientepopodimenoche Kid Cudi!

A chiudere un giugno infernale il 15 è stato annunciato il nuovo album di sua maestà Nas, interamente prodotto indovinate da chi? Proprio da Kanye, che pare non volersi più fermare.

Sempre per giugno è stato annunciato il nuovo disco di Drake, dal titolo (possibile, ma non ancora confermato) “Scorpion”.

LA DPG sbarca oltre oceano: ecco il singolo con Rich The Kid

Segnaliamo anche l’uscita del nuovo singolo di Rich The Kid. Il suo album è stato molto apprezzato (anche da noi de lacasadelrap) e sta riscuotendo delle buone recensioni.

Il nuovo singolo vanta, tra l’altro, il feat di un gruppo tra i più seguiti in Italia: stiamo parlando della crew romana Dark Polo Gang, tanto discussi quanto seguiti nell’ultimo anno nel nostro paese.

Il pezzo è “Plug Walk”.

Video of the month!

A chiudere passepartout, come consuetudine, vi lasciamo con i migliori videoclip usciti nell’ultimo mese!

A$AP Rocky è un altro di quegli artisti che ha il colpo in canna: del suo disco se ne parla già da tempo, ma ancora non abbiamo notizie certe ne tempistiche confermate. Quello che è uscito, finora, è un singolo, dal nome “ASAP FOREVER”, impreziosito dal feat di Moby (chi non riconosce il campionamento usato per il beat, vada a rinfrescarsi la memoria negli anni ’90…).

Dicevamo sopra del nuovo album di J Cole. Bene, giusto per darvi due numeri a nemmeno una settimana dalla sua uscita, basti pensare che ha frantumato il record di ascolti nel primo giorno di uscita su Apple Music: il counter ha sentenziato ben 64.5 milioni di streaming lo scorso venerdi, schiantando il record precedente appartenente a Drake ed al suo “Views”. Doppio video dunque, estratti da KOD: Kevin’s Heart ATM.

Drake ed il suo nuovo disco, altro mistero che pare risolveremo in giugno (come annunciato dallo stesso artista canadese). Ma tra una partita dei playoff e l’altra ( i suoi Toronto Raptors sono attualmente 2-2 nella serie di playoff, al primo turno, contro i Washington Wizards) il boss OVO trova anche il tempo per rilasciarci qualche anticipazione da questo attesissimo progetto.

Dopo “God’s Plan” (qui il video), ecco “Nice For What” !

Segui su Spotify la playlist di Passepartout, per rimanere sempre aggiornato!

Da questo mese ampliamo la nostra offerta: tutto il meglio che esce nel mese, oltre a trovarlo nell’articolo, potrai spararlo direttamente in cuffia! Come? Semplice, basta seguire la playlist apposita su Spotify!