11 dicembre 2018
Passepartout

6ix9ine rischia l’ergastolo, .Paak azzarda troppo: tutto questo in Passepartout

>Loris Bellitto Loris Bellitto
Nov 29, 2018

Bentornati in quel caleidoscopio di musica che è Passepartout! Anche questo mese vi terremo compagnia per accompagnarvi in quella selva oscura rappresentata da tutte le uscite internazionali, che come al solito sono un’infinità.

Mettetevi quindi comodi, rilassatevi, premete play per far partire la nostra consueta playlist, e…. Buona lettura!

6ix9ine anni (senza condizionale)

Il fatto è ormai noto da qualche giorno: la next big thing della trap a stelle e strisce, il ventiduenne Tekashi 6ix9ine è stato arrestato la notte del 18 novembre scorso a New York. Il ragazzo – che si è preso i riflettori della scena nell’ultimo anno grazie al suo bizzarro aspetto (capelli multicolor e denti della stessa caratura) ed ad un’attitudine al mic parecchio grezza ed incattivita – rischia non solo di aver concluso la sua breve carriera musicale, ma anche di trascorrere il resto della sua vita dietro le sbarre.

Estorsione, rapina a mano armata e possesso illegale di arma da fuoco (passino i primi due, ma il terzo, in un paese come gli USA che ti vende una pistola praticamente porta a porta…. Meh).
Sono solo tre dei capi d’accusa che hanno portato all’arresto del giovane rapper, che adesso vede molto critica la sua posizione: se dovesse essere dichiarato colpevole, il migliore degli scenari lo vedrebbe in gabbia per 25 anni, il peggiore invece prevede l’ergastolo. Non proprio le più rosee delle prospettive, tenendo anche conto che il patteggiamento e la cauzione, fissata ad un milione di dollari, richiesti dal suo avvocato sono stati respinti dal giudice…
Per completezza ricordiamo che Tekashi non è nuovo a guai con la giustizia: dopo aver tentato di soffocare un minorenne nel maggio scorso, lo scorso ottobre era stato condannato ai servizi sociali per essere comparso in un video a sfondo pedopornografico.

Al contrario di quanto annunciato fino a poche ore fa, Dummy Boy è stato pubblicato ufficialmente su Spotify martedì scorso. Il rapper ha fatto sapere, per mezzo di Dj Akademiks, che “wants his fans to enjoy his music. He says he loves and misses his fans”. Tantissimi i feat accreditati, tra cui i già editi singoli con Kanye e Nicki Minaj, ma anche Bobby Shmurda, Tory Lanez e Gunna. Se per il disco ci è andata bene, non sarà così probabilmente per il tour mondiale, che lo avrebbe visto protagonista in Italia il 19 gennaio a Padova (dopo che lo avevamo visto a Brescia nei mesi scorsi)…

Oxnard, o “dove il rap incontra il funk”

È ormai uno degli artisti poliedrici per antonomasia, il suo live lo scorso luglio ha fatto ballare tutto il Carroponte con il suo sound esaltante e trascinante. Stiamo parlando del californiano Anderson .Paak, ormai uno dei nomi di spicco del panorama black internazionale, e c’era per ovvi motivi grande curiosità attorno al primo disco pubblicato per Aftermath, l’etichetta di nientepopodimeno che sua maestà Dr. Dre (che già gli aveva messo gli occhi addosso ai tempi di Compton,  OST del film omonimo interamente curata da Dre, che aveva dato ampio respiro all’artista, lasciandogli ben otto tracce!).
Oxnard va a chiudere una ideale trilogia californiana cominciata nel 2014 con Venice e proseguita due anni dopo con Malibu, probabilmente IL disco di quell’annata.  

L’elenco degli artisti accreditati tra i feat ci aveva messo in guardia: se chiami Kendrick Lamar, Pusha T, J Cole, Q-Tip Snoop Dogg non puoi non prendere una direzione che viri decisamente verso l’hip-hop. Forse è proprio qui che Oxnard perde di validità: Paak ha voluto fare qualcosa che non è nelle sue corde.
Non puoi metterti a giocare, provando a diventare il nuovo Kendrick, perché di Lamar uno ce n’è. Anderson dimostra di districarsi benissimo tra batterie e cantati soul, ricordandoci molto il buon Thundercat, ma allo stesso tempo tenta di rinverdire i fasti di un mostro sacro quale To Pimp a Butterfly, creando in ultimo un melting pot che non ha un obiettivo dichiarato, ma prova ad accontentare un po’ tutti.
Non mancano le bordate al presidente Trump (Trump’s got a love child and I hope that bitch is buckwild (..) I hope she kiss senoritas and black gals rappa in 6 Summers) né quell’atmosfera da spiaggia californiana, ma il risultato pare quello di volersi ispirare ad un altro artista, tralasciando un po’ quella che è la sua vera anima. Ripassare Anderson, confidiamo in te la prossima volta!





Metro & Mike: quando il producer diventa protagonista

Possiamo dire che, arrivati a fine 2018, anche al producer va data ugual importanza che al rapper? Non si scandalizza nessuno vero?
Perché, ora come ora, in un periodo musicale come il nostro, sono appunto le figure musicali dietro le macchine a settare tendenze ed a crearne delle nuove. Prendete ad esempio Metro Boomin, ragazzo 25enne di St. Louis, Missouri. Nonostante magari nemmeno lo sappiate, è praticamente impossibile non abbiate ascoltato nulla di suo diciamo negli ultimi tre anni! Dietro a Jumpman di Future & Drake indovinate chi c’era? Metro! Chi ha prodotto Congratulations, hit estiva di due anni fa di Post Malone? Metro, obviously. Bad and boujee, canzone del millennio? Metro, sempre e solo Metro.

(Pare che Caparezza possa fare una Kevin Spacey pt. II, dedicata proprio al producer americano…!)

Not All Heroes Wear Capes è stato pubblicato il 2 novembre, ed è semplicemente una figata. Non è il classico album pieno di filler, di grossi nomi messi lì tanto per creare hype. I nomi grossi ci sono eh, perché se scorrete rapidamente la tracklist troverete tutti quegli artisti TRAP che stanno segnando la scena a stelle e strisce (Young Thug, Gucci Mane, Travis Scott, Offset, 21Savage, Swae Lee…), ma è il suono ad essere protagonista, un suono che ha un continuum durante tutti i 43 minuti di riproduzione. Non c’è un episodio fuori posto, Metro ha fatto un lavoro eccelso e si pone in vetta ai producer di quest’epoca, segnando un nuovo livello da raggiungere per tutti gli altri.

Altro producer che ha elevato il suo status a tutto tondo è Mike WiLL Made-It. Nativo della Georgia, Mike è un altra di quelle teste che hanno elevato la musica trap a livello mondiale, dandogli lustro e visibilità. Da Kendrick a Rihanna, fino a Beyoncé, sono tante le star che si sono affidate alle sapienti mani di questo producer negli ultimi anni, con risultati spesso incredibili.
Proprio a lui il mondo del cinema si è rivolto, per affidargli la OST di uno dei sequel più attesi di questo 2018: Creed II, spin off della celeberrima saga di Rocky Balboa (qui cover&tracklist)

Avevamo già parlato di come l’industria cinematografica si stia sempre più spesso rivolgendo ai più grandi esponenti della scena hip-hop (qui l’approfondimento in occasione dell’uscita di Black Panther), e la scelta ricaduta su Mike Will non fa altro che confermare quanto scritto pochi mesi fa: l’hip-hop è ormai consacrato a genere musicale di questa epoca. 
Da Kendrick a ScHoolboy Q, Pharrell, Lil Wayne, YG, Vince Staples… Gli artisti presenti sono tantissimi, le produzioni ti catapultano direttamente nella Philadelphia vissuta da Sylvester Stallone, il risultato è una vera chicca!

Altre uscite USA

Mese ricco quello di novembre, con tanta carne al fuoco.

Partiamo dal disco solista di Takeoff, il secondo progetto da solista dei membri Migos, cui farà seguito l’ultimo mese dell’anno il disco di Offset.
The Last Rocket ci dimostra come, rispetto a Quavo Huncho, Takeoff fa ben altro progetto rispetto al più propsato Quavo: in primis ha ridotto il numero di tracce (grazie Takeoff, te ne siamo tutti grati, basta con questi dischi da 20+ canzoni!) a 12.
In secundis Takeoff si rivela come il più talentuoso del trio, quello che ha più da esprimere, che risulta meno noioso e trito, meno ridondante e già sentito. Esempio lampante è Infatuation, traccia che non ti saresti mai aspettato su un disco di marca Migos, ma più vicina ad un Thundercat, o un Toro y Moi per come suona fluida!
Bella sorpresa, certo molto meglio di quell’insipido album di Quavo…

FM! è il nuovo disco di Vince Staples, un anno dopo l’uscita di quella chicca che è Big Fish Theory, prodotto principalmente da Kenny Beats, con comparsate di E-40, Jay Rock, Kamaiyah e Earl Sweatshirt.
Molto meno cupo e sperimentale rispetto al disco precedente, FM! è strutturato come una trasmissione radio, con intermezzi parlati, ed un sound da west coast.

Noir è un album intimo, leggero, che ti trasporta in una dimensione ovattata. Degno successore di blkswn, l’artista a tutto tondo Smino crea un piccolo capolavoro di musica soul, non necessariamente hip-hop, ma che merita ben più di un ascolto…
Distribuito da Interscope Rec, il tappeto musicale è stato affidato a Sango, Monte Booker, Da-P e KRS.

Come Over When You’re Sober, Pt. 2 è il sequel ideale dell’omonimo disco uscito lo scorso anno, a cui è seguita poi la morte di Lil Peep. Grazie a delle sessions recuperate dal Mac dell’artista dopo la morte, è stato possibile mettere insieme la seconda parte, tra l’altro pubblicata ad un anno esatto dalla sua morte.
L’album ci mostra tutta la fragilità di un ragazzo deceduto troppo presto, creando un vero manifesto dell’emo trap tanto in voga in questi anni.

Griselda Records non ci abbandona nemmeno a novembre! L’importante etichetta ha pubblicato il 23 il nuovo disco di Benny The Butcher dal nome Tana Talk 3. Tanti gli ospiti, da Conway Westside Gunn, per arrivare a Royce da 5’9, per un disco che non può non mancare agli amanti della old school americana!

Phoenix è già d’oro, che risultato per Soprano!

Pubblicato lo scorso 9 novembre e dopo poco meno di due settimane già certificato d’oro, Phoenix è a mani basse il nostro disco del mese per quanto riguarda la Francia. Soprano, ex membro dei Psy 4 de la rime, fa il suo ritorno due anni dopo L’Everestcon un disco che sa accontentare sia il fan di vecchia data, ma anche il giovane ragazzo che si avvicina ora al mondo hip-hop, con beat ballabili e hit che ti entrano immediatamente in testa.

Un album molto personale, Phoenix, che mette a nudo anche i problemi avuti dall’artista nativo di Marsiglia. Soprattutto, un figlio mai conosciuto avuto all’età di 16 anni, ma anche un tentativo di suicidio alle spalle, dovuto ad un periodo di depressione molto forte.

Tra i feat troviamo anche il nostro Ghali, presente nella traccia Plan B, oltre a Soolking, Niska Vincenzo. Se volete approfondire l’album in questione, ecco una interessante intervista di Clique all’artista.

Reggaeton, un omaggio firmato J Balvin

L’ascesa di J Balvin non accenna a terminare. Non contento di aver sfornato hit mondiali, sbancato oltre un miliardo di views su Youtube, il cantante colombiano ha vinto a mani basse il Latin Grammy per “Mejor Álbum de Música Urbana” col fantastico Vibras. Per celebrare questo evento, Balvin ha rilasciato Reggaeton, canzone omaggio al celebre genere musicale tanto in voga nei paesi latino americani.

Video of the month

Come di consueto, chiudiamo la puntata con i migliori video usciti questo mese.

Partiamo da una delle tracce dell’anno, di cui abbiamo abbondantemente parlato in un approfondimento lo scorso mese (lo trovate qui). Il famoso producer EDM Skrillex continua a collaborare col mondo hip-hop, e stavolta ha ben pensato di remixare SICKO MODE, traccia emblema dell’album di Travis Scott.

Il disco di Earl Sweatshirt arriverà a breve, brevissimo, questione di ore… Intanto godiamoci la sua collaborazione su produzione di un maestro come Alchemist. Il video è qualcosa di surreale, non saprei veramente come descrivervelo… Buona visione!

In pieno stile anime, ecco la nuova clip di MF DOOM. One Beer risale addirittura al 2004, ma il video pubblicato pochi giorni fa è una vera chicca.

Anche per questo mese è tutto, a risentirci per fine anno, dove andremo a tirare una summa di questo incredibile 2018!